Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

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Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#1 Messaggio da qalimero » lun 19 lug 2010 12:58

Secondo le anticipazioniapparse su il Sole 24 ore del 18.07 il rapporto a cura di One Works, KPMG e Nomisma che l'ENAC ha consegnato al Ministero delle Infrastrutture prevederebbe u consistente ridimensionamento degli impianti aerei italiani.

Dei 48 impianti attaulemnte in esercizio commerciale, lo studio prevederebbe una ridefinizone del sistema puntando sui 3 scali intercontinetali attuali (Malpensa, Roma, Venezia) e una selezione tra :

14 scali di I livello
10 scali "complementari"

24 scali non strategici, vuoi per ridotti bacini di utenza, vuoi per difficoltà infrastrutturali.

In discussione anche la valutazione degli impianti di afferenza ferroviari.

Sacrificati , pare Cuneo, Ciampino, salvi, forse, Viterbo (ma soggetto ad ulteriori valutazioni) e Linate (come city airport)

Personalemente preoccupato dalla variazione rpevista nel traffico aereo da qui al 2030:
in 20 anni il flusso di viaggiatori negli aeroporti dovrebbe passare dagli attuali 130 a 243-295 milioni annui (+ 87/127 %),
con Milano adesso a 17 + 8 che passerebbe a 42 + 9
Roma dagli attuali 34 a 73
Venezia da 7 a 12
Bergamo da 7 a 12
Bologna da 4,5 ad 8
Pisa da 4 a 6
Firenze da 1, 5 a 3
Bari da quasi 3 a 4
Napoli da 5 a 10
Catania da 6 a 10
Palermo da 4,5 a 9
Cagliari da 3 a 5
Lamezia da 1,5 a 2,5

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#2 Messaggio da johann.strauss » lun 19 lug 2010 13:13

quanto ottimismo...

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#3 Messaggio da davide84 » lun 19 lug 2010 13:34

Interessante la selezione, ma temo che comunque sarà fatta in modo da non cambiare niente. Nessuno vuole rinunciare ad un aeroporto, anzi ne vogliono costruire di nuovi...

Sulle prospettive di crescita ho i miei serissimi dubbi, ma non sono un esperto di mercato aereo.
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#4 Messaggio da qalimero » lun 19 lug 2010 13:49

Gli scali di I livello sarebbero quelli di cui ho inserito le previsioni di traffico

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#5 Messaggio da davide84 » lun 19 lug 2010 16:50

Ma poi, di che tipo di "declassazione" e "ridimensionamento" stiamo parlando? Meno soldi? Chiusura?
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#6 Messaggio da giannozz » lun 19 lug 2010 18:15

Sia Pisa che Firenze di I livello? mah ....
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#7 Messaggio da qalimero » lun 19 lug 2010 21:22

Lo studio è basato su "bacino di utenza" e "potenzialità infrastrutturali".

Consultando la fotocopia de Il Sole 24 ore del 18.07... parrebbe che:

Scali strategici

Malpensa + Linate
Bergamo
Venezia
Bologna
Pisa
Firenze
Roma Fiumicino
Napoli
Bari
Lamezia
Catania
Palermo
Cagliari


Scali primari:

Torino
Verona
Treviso
Trieste
Genova
Viterbo ? / Ciampino ? Pescara?
Brindisi
Trapani
Alghero
Olbia

Gli altri sarebbero classificati secondari

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#8 Messaggio da paolo656 » mer 18 ago 2010 10:07

Se ne parla anche oggi...

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/0 ... i-6346317/


Io non credo a questo aumento di viaggiatori... veramente mi pare eccessivo. Pensate che solo in questi mesi ci si sta portando a livelli che erano persi negli ultimi anni.

Far convivere Trieste e Treviso poi.... giusto per fare un esempio...

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#9 Messaggio da qalimero » mer 18 ago 2010 15:11

IL testo esteso

con evidenziata la novità "federalista"...

ROMA - Arriva il federalismo aeroportuale. Riguarderà soprattutto gli scali più piccoli, quelli con futuro incerto e costi elevati che pesano sulla collettività: in prospettiva dovranno rinunciare a diverse rotte e, in particolare, a quelle internazionali che saranno concentrate negli aeroporti principali del Paese.

E questo perché lo Stato farà un passo indietro, trasferendo proprietà e gestione agli enti locali: toccherà dunque a Comuni, Regioni e Province - già alle prese con problemi finanziari indotti dalla crisi e dai tagli del governo - decidere se farsi carico delle spese di mantenimento degli scali minori. Insomma, da qui a qualche anno sarà sempre più difficile volare da piccole città italiane verso le grandi mete europee.
È il destino di almeno 20 aeroporti - da Aosta a Cuneo, da Foggia a Perugia, da Siena a Tortolì - in base a quanto pianificato da qui al 2030 nello studio "Sviluppo della rete aeroportuale italiana" che l'Enac ha consegnato al ministero dei Trasporti.
La soluzione per aggirare i costi che pesano sulla collettività, come quelli relativi all'assistenza al volo o al servizio dei vigili del fuoco (una media di almeno due milioni l'anno ad aeroporto, per un totale di circa 60 milioni) viene proposta al governo dall'Ente per l'Aviazione civile e dal suo presidente, Vito Riggio: un piano, sul quale l'ultima parola spetterà al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che non mancherà di scatenare reazioni a catena da parte di Regioni e Comuni. Lo studio messo a punto per conto dell'Enac da OneWorks, Kpmg e Nomisma, traccia una netta linea di demarcazione tra gli aeroporti strategici e quelli che, al momento, non hanno grosse chance di crescita. Il futuro è roseo per 14 scali nazionali di rango: hub e aeroporti che mostrano tassi di sviluppo dei passeggeri elevatissimi. Nodi come Fiumicino, Malpensa, Venezia, Linate e via fino a Bologna, Bari (se verrà allungata la pista a 3 chilometri) e Palermo, hanno tutte le carte in regola per raddoppiare capacità e numero di passeggeri nei prossimi 10 anni, consolidando la loro posizione di "porta di ingresso in Italia". Questi aeroporti potranno crescere e aumentare la loro quota di voli.
Ma gli altri scali oggetto del riassetto rischiano di restare al palo, riducendo progressivamente la loro presenza sulle rotte internazionali. I 10 definiti come "primari", nel piano sono considerati come "non strategici" perché limitati nel bacino di utenza e nello sviluppo delle infrastrutture. Mentre i restanti 24, definiti "complementari", saranno operativi solo per soddisfare esigenze locali particolari e circoscritte, come isole o zone marginali del Paese altrimenti non raggiungibili. Alcuni dei 10 aeroporti medio-piccoli, potrebbero dunque essere costretti a rinunciare a diverse tratte da e per l'Europa mentre il gruppetto dei 24 complementari rischia un ulteriore, quanto fatale, ridimensionamento.
Bene, è proprio su 20 di queste ultime 24 realtà che l'Enac propone di sparigliare: "Nei prossimi 10 anni i passeggeri degli scali nazionali aumenteranno di circa 100 milioni rispetto ad oggi - spiega Riggio - è quindi necessario agire subito. Ma dobbiamo anche renderci conto che in un momento particolare come questo, in cui si parla tanto di federalismo, lo Stato non potrà più farsi carico degli oneri che gravano sugli aeroporti minori". Per mettere a nudo le contraddizioni del trasporto aereo italiano il presidente dell'Enac cita il caso emblematico di Comiso, in provincia di Ragusa: "Si tratta di una struttura nuova, pronta per essere inaugurata dopo 4 anni di lavori e un investimento di 53 milioni di euro. Ma siamo fermi: quella è una pista che non apre proprio perché oggi noi non siamo in grado di sapere chi sia il vero gestore o proprietario dello scalo. Se il Comune, che reclama attenzione ma nel contempo ha già dei problemi di bilancio da affrontare prima di occuparsi di un aeroporto, oppure se la responsabilità è della Regione Sicilia. Che a sua volta punta alla gestione spalmando però i costi sull'intera collettività. Per questo sarebbe meglio che lo Stato cedesse completamente il controllo agli enti locali. I quali - precisa Riggio - a quel punto dovranno farsi due conti e scegliere se pagare le spese di un aeroporto che muove pochi passeggeri l'anno, di sobbarcarsi la spesa per il lavoro degli "uomini radar", per quello dei pompieri, per tenere a norma tutte le strutture o se lasciar perdere e spendere in altro modo i loro soldi".

Le domande:

1. Ma alla fine quali sono i 14 strtagici, i 10 primari, i 4 secondari e i 20 da affidare agkli Enti Locali?

2. Per quale motivo non siparla anche di affidamento agli Enti Locali anche per gli scali "ricchi"? In fondo "allo Stato" potrebbero essere sufficienti Malpensa (circ. Nord ovest) , Venezia (NordEst), Fiumicino (Centro tirrenico), Bari (Adriatico), Lamezia (Ionio), e aggiungiamo per questioni di continuità territoriale Cagliari/Olbia/Alghero , Palermo/Catania.
Se vogliamo Bologna e Pisa, cioè in totale 7-9 scali.

3. Se si affida la questione "controllo di volo" e "sicurezza" agli Enti Locali, possiamo allora chiedere perché l'interoservizio dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale non sia affidato alle Regioni...

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#10 Messaggio da massimo » mer 18 ago 2010 15:47

Sicuramente in questo Paese gli aeroporti sono troppi, ci sono poi regioni stravaganti tipo la Sicilia che pretendono aeroporti, ovviamente a spese dello stato, anche nei piccoli paesi ed eventualmente nelle frazioni con meno di 50 residenti compresi quelli di passaggio.
Seriamente servirebbero soltanto pochi aeroporti ma molto collegati con servizi ferroviari efficienti, questa è l'unica strada percorribile a costi ragionevoli.
L'Italia é un Paese che deve fare scelte serie e responsabili, basta con la megalomania degli anni passati, non ce lo possiamo permettere più, i risultati di quelle scelte sono sotto gli occhi di tutti e ne pagheremo ancora le conseguenze per molti anni.

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#11 Messaggio da paolo656 » mer 18 ago 2010 16:00

Anche perchè è ora di finirla con gli aeroporti con 10 voli al giorno... con collegamenti punto punto...

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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#12 Messaggio da davide84 » mer 18 ago 2010 17:00

Il discorso fatto nell'articolo mi sembra assolutamente razionale. Vedremo poi la sua applicazione (SE)...
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#13 Messaggio da quadro88 » gio 19 ago 2010 10:53

Mah, definire stravagante la Sicilia, 5 milioni e passa di abitanti e collegamenti ferroviari col resto d'Italia semplicemente penosi, perché chiede un aeroporto in più, mi sembra un pochettino esagerato. Visto e considerato che la "stravagante" Sicilia ha un aeroporto, quello di Catania, che è il più trafficato del Sud Italia.
Semmai è ridicolo e stravagante che non si faccia niente per migliorare la ferrovia, che ormai preferisce macinare utili con l'AV e mandare a farsi friggere gli altri viaggiatori. 4 ore per un Milano-Sanremo, nel 2010, è un tempo infame, cari amici. E se ci fosse un Malpensa-Albenga preferirei pigliarmi l'aereo e non quelle baracche sporche e inefficienti dove spesso mancano le vetture.

Pensiamo invece a una razionalizzazione seria ma anche turistica degli aeroporti. E' indubbio che le low cost hanno cambiato il modo di volare. Vent'anni fa a Lamezia Terme c'era il deserto, oggi è pieno di gente. Perché? Perché possono viaggiare per Milano in 82 minuti e non in 12 ore a un prezzo umano. Razionalizzare significa prendere uno scalo come Albenga, ad esempio, chiamarlo "Aeroporto di Sanremo" e collegarlo con le low cost con il resto d'Europa. Razionalizzare è mettere infrastrutture apparentemente inutili e a rischio cattedrale nel deserto (vedasi l'aeroporto di Comiso, ad esempio) a servizio dello sviluppo turistico di tutto un Paese. E l'Italia, se la guardiamo sotto quest'aspetto, le sue regioni, non sono affatto "stravaganti" nel chiedere uno scalo in più.
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#14 Messaggio da EN_234 » gio 19 ago 2010 15:34

in Campania,seconda regione più popolosa d'Italia (quasi 6 milioni) ,serve un altro aeroporto
Capodichino si trova praticamente in città,a due passi dal centro,ed è quasi saturo.

puntare solo su Napoli,arrivando addirittura a 10 milioni,mi sembra una soluzione impraticabile.......vada per i terminal,ampliabili,ma la pista è quella,e non c'è molto da fare

serve come minimo un aeroporto secondario,Pontecagnano o Grazzanise.
oppure Grazzanise principale,e Capodichino city airport. con Pontecagnano per charter turistici e lowcost.......il programma della regione Campania sulla carta sarebbe questo.

sarebbe........perchè come al solito,tra il dire e il fare,in Campania (ma non solo) c'è di mezzo il mare......
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Re: Aeroporti italiani: verso la grande selezione?

#15 Messaggio da paolo656 » gio 19 ago 2010 15:40

A Berlino stanno unificando gli aeroporti, per non avere il non-senso di avere differenti strutture... curioso andare in direzione opposta... :roll:

Se non pago io a me va tutto bene.... ma come sempre non è così, e moltiplicare le strutture sempre è antieconomico...

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