[ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

Lavori, storia, progetti, AV, tecnica su TE armamento e segnalamento.

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6016 Messaggio da dedorex1 » ven 11 gen 2019 13:57

Mi sembra che la tua visione sia molto discutibile
Salvini, secondo i valori che ha negli ultimi sondaggi (anche se in leggera riduzione) ha raddoppiato i suoi consensi, quindi non è che deve ricostruire tutto
Con gli altri "destri" tornerebbe ad una coalizione più "naturale" e stai sicuro che Nano e signora sarebbero oltremodo felici di accordarsi, altro che cappello in mano. Alle prossime elezioni i 5* rischiano di fare la fine del partito d'Azione, altrochè
Ultima modifica di dedorex1 il ven 11 gen 2019 13:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6017 Messaggio da sr » ven 11 gen 2019 13:58

Salvini col cappello in mano non me lo vedo! :?
E comunque ha (purtroppo) guadagnato tantissimo ed ora, qualunque cosa accada, è il punto di riferimento del CDX.
M5S sta giocando al meglio le sue carte con un alleato del genere, ma è destinato a schiantarsi contro la sua stessa inettitudine e pochezza delle idee.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6018 Messaggio da dedorex1 » ven 11 gen 2019 14:00

Mentre sul resto siamo evidentemente d'accorso, sul fatto che M5S stia giocando al meglio le sue carte ho tanti dubbi...
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6019 Messaggio da Tz » ven 11 gen 2019 14:11

Avendo venduto sempre e soltanto del fumo negli occhi quando questo si dirada non resta che vedere la realtà, ovvero il vuoto cosmico dell'universo pentastellato.
Saluti Tz

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6020 Messaggio da sr » ven 11 gen 2019 14:15

Tutto è relativo! :wink:

La vuotezza di contenuti comincia ad essere evidente, persino lo stesso Grillo sempre più spesso prende le distanze.
In questo senso "giocare al meglio" quando non hai molto in mano è solo un eufemismo.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6021 Messaggio da Tz » ven 11 gen 2019 14:28

Il vero giocatore sa bleffare bene... e il loro è sempre stato tutto e solo un bluff... solo che è da troppo tempo che (quasi) tutti l'hanno capito.
Saluti Tz

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6022 Messaggio da dedorex1 » ven 11 gen 2019 15:51

"No alla Torino-Lione, si ai consumi di benzina che portano tasse allo Stato: ecco l'analisi costi-benefici di Toninelli
Marco Causi Professore di Economia industriale e di Economia applicata presso l'Università degli Studi di Roma Tre

STEFANO MONTESI - CORBIS VIA GETTY IMAGES
Il rapporto preliminare di analisi costi-benefici sulla sostituzione del vecchio e obsoleto Frejus con un nuovo tunnel ferroviario sotto il Moncenisio è stato consegnato dal presidente della commissione incaricata, Marco Ponti, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Non conosciamo ancora i contenuti del rapporto, ma non è difficile descrivere e commentare le questioni tecniche e politiche coinvolte, visto che altre analisi costi-benefici erano state effettuate in passato. I numeri economici della Torino-Lione sono noti da anni e sono di pubblico dominio: basta guardare gli atti parlamentari in occasione della ratifica, alla fine del 2016, dell'accordo fra Italia e Francia sulla costruzione dell'infrastruttura.

Costi: il nuovo progetto li dimezza rispetto a quello iniziale

Partiamo dai costi. A carico dell'Italia si tratta di 2,9 miliardi di euro per il tunnel e 1,9 per l'adeguamento della linea che arriva da Torino. Adeguamento, si badi bene, che non dipende dall'alta velocità perché i treni che viaggeranno sulla nuova Torino-Lione non saranno TAV: lungo i trafori e sulle tratte di montagna non si possono raggiungere velocità troppo elevate.

Quella di chiamare TAV una linea ferroviaria che non può essere e non sarà ad alta velocità non è l'unica stranezza del dibattito politico che circonda la Torino-Lione. C'è anche una preoccupante caduta di memoria storica, perché i costi di cui parliamo sono più o meno la metà di quelli previsti dal progetto iniziale. Il quale si aggirava intorno ai nove miliardi, incontrò molte e trasversali critiche ed è stato radicalmente modificato a partire da una decisione presa nel 2007 dal governo Prodi.

L'ampio movimento di opinione contrario all'originario progetto della nuova Torino-Lione ha ottenuto rilevanti risultati, costringendo il governo a ripensare quel progetto e a costruirne uno nuovo che accoglie molte delle critiche avanzate dal movimento (in termini, per esempio, di riutilizzo dei tracciati esistenti, di riduzione del consumo di suolo, di trasferimento dell'imbocco della galleria da Venaus a Chiomonte, oltre che di contrazione dei costi).

Quel movimento, di cui Ponti è stato punto di riferimento, non ha però voluto rivendicare ciò che sarebbe stato legittimo, il successo della sua iniziativa, e si è così avvitato. Da un lato, su una deriva violenta: oltre 200 assalti al cantiere, 500 feriti tra le forze dell'ordine, sabotaggi alle imprese impegnate nel cantiere, atti di violenza nei confronti dei lavoratori, 38 condanne penali in secondo grado per circa 120 anni di carcere inflitti dai Tribunali della Repubblica. Dall'altro lato, su una deriva politicistica diventata bandiera (e problema) di un partito che oggi riveste responsabilità di governo.

Benefici ambientali e sui costi del trasporto merci

Passiamo ora all'esame dei benefici. Su quelli ambientali e su quelli relativi al costo del trasporto merci c'è poco da dire. Una tonnellata di merci trasportata da un treno moderno produce meno del venti per cento della CO2 dell'equivalente trasporto su strada e costa la metà.

Sulla direttrice Italia-Francia (cinque milioni di tonnellate di traffico merci al mese) il 91 per cento viaggia su strada. Si tratta di circa tre milioni di TIR l'anno, di cui la metà transita attraverso Ventimiglia e il resto è diviso fra autostrade del Frejus e del Monte Bianco. I costi ambientali, economici e sociali di questa situazione sono imponenti, a svantaggio non solo dei territori di frontiera alpina del Piemonte e della Valle d'Aosta, ma anche, forse soprattutto, di quelli del Ponente ligure.

Sulla direttrice Italia-Svizzera le politiche ambientaliste del governo svizzero hanno prodotto una modifica strutturale della composizione modale, con il trasporto ferroviario arrivato oltre il 70 per cento grazie all'apertura di nuovi tunnel moderni (Loetschberg nel 2007, Zimmerberg nel 2010, Gottardo nel 2016). Sulla direttrice Italia-Austria, dove la gomma pesa ancora per il 70 per cento, si lavora al nuovo tunnel del Brennero, anch'esso prioritario come quello del Moncenisio nell'ambito della strategia europea delle reti di trasporto. Una priorità confermata dall'attuale governo italiano: un fatto che fa capire ancora meglio come sulla Torino-Lione i 5 stelle siano rimasti inviluppati in un nodo puramente politicistico.

I danni della Torino-Lione secondo i tecnici di Toninelli: meno consumi di benzina e meno traffico sulle autostrade

Non conosciamo il testo della relazione a cui il ministro Toninelli spera di potersi aggrappare per sfuggire al groviglio che lui stesso e il suo partito hanno creato, affidandosi in questo caso a quelle categorie, dei tecnici e dei professori, su cui è più consueto da parte di questa componente politica gettare il discredito.

Possiamo però consultare un articolo di Ponti pubblicato su Lavoce.info nel giugno 2018, in cui l'autore afferma che la nuova Torino-Lione non è conveniente sul piano economico riferendosi ai dati di una tabella riportata nello stesso articolo. I benefici dell'infrastruttura sarebbero addirittura negativi! Non solo quindi non riuscirebbero a coprirne i costi, ma porterebbero a ulteriori continue perdite per la collettività.

Da dove deriverebbero queste perdite? Quali impatti negativi produrrebbe la nuova linea ferroviaria con dimensioni tali da compensare, e anzi superare, gli impatti positivi generati sull'ambiente e sui costi di trasporto, di cui lo stesso Ponti riconosce l'esistenza?

La lettura dei dati proposti da Marco Ponti riserva qualche sorpresa, non solo sul piano tecnico ma soprattutto su quello politico. Le voci da cui emergono le perdite sono due: la riduzione delle entrate fiscali per lo Stato provocata dalla riduzione dei consumi di benzina e la contrazione del volume d'affari delle società che gestiscono i tunnel autostradali. Sui carburanti Ponti si spinge oltre e afferma che "l'attuale livello di prelievo fiscale sui carburanti è tale per cui le esternalità risultano ampiamente recuperate".

Insomma, secondo il Prof. Ponti gli svizzeri sono dei poveri sciocchi a spendere soldi pubblici per costruire ferrovie e liberare le strade dai TIR. L'Italia è molto più avanzata poiché impone un elevato prelievo tributario sulla benzina. E non può rinunciare a una parte di questo prelievo nella sciagurata ipotesi che una quota del movimento merci dovesse spostarsi dalle strade alle rotaie.

Le disinvolte analisi costi-benefici del Prof. Ponti

Io ho qualche dubbio sui metodi che Ponti usa nel suo articolo di qualche mese fa (vedremo, quando sarà reso pubblico, se gli stessi metodi sono stati adottati nel rapporto della commissione che ha presieduto). In una corretta analisi costi benefici che prenda come punto di vista quello della collettività bisogna tenere conto che le imposte sono percepite dallo Stato ma pagate dai soggetti economici. Al netto degli effetti redistributivi ovvero di quelli di tipo addizionale, e cioè derivanti da un'eventuale crescita (o decrescita) dei volumi di attività complessivi del sistema, si tratta di flussi che si elidono fra i soggetti che guadagnano (lo Stato) e quelli che pagano (le famiglie, le imprese).

Lo stesso vale per la riduzione dei pedaggi dei concessionari autostradali, a cui fa fronte un'equivalente risparmio a vantaggio di famiglie e imprese e/o un aumento del volume d'affari di altri soggetti economici (nel nostro caso i gestori ferroviari).

Chiunque abbia una minima conoscenza di Excel può fare un semplice esercizio, partendo dai dati della tabella di Ponti: primo, inserire il valore corretto dei costi di investimento (4,8 miliardi); secondo, eliminare le voci incongrue legate alle imposte sulla benzina e ai pedaggi autostradali; terzo, inserire come tasso di sconto quello attualmente in uso da parte della BCE (0,25 per cento); quarto, calcolare il valore attuale netto (VAN) dell'investimento, che si trova facilmente fra le funzioni disponibili su Excel. Il valore risulterà positivo.

Dalla tecnica alla politica: Toninelli peggio di Trump?

Ma queste sono considerazioni tecniche, su cui torneremo nelle sedi e nei tempi opportuni. A lasciare esterrefatti, oggi, è che il "no" alla Torino-Lione sarebbe sostenuto da motivazioni fortemente anti-ambientali: alla riduzione di consumi di benzina e pedaggi autostradali verrebbe assegnato un disvalore sociale di dimensione analoga al valore sociale della riduzione della CO2 immessa nell'atmosfera e della riduzione dei costi di trasporto. Non capisco se il ministro Toninelli se ne renda conto, ma in confronto Trump farebbe la figura di un convinto ambientalista."
https://www.huffingtonpost.it/marco-cau ... IJFw7wmM24
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6023 Messaggio da simplon » ven 11 gen 2019 17:36

E per leccarsi le ferite si diventa trasformisti degni di Arturo Brachetti. Come per il Terzo valico, quando Toninulla ha affermato: abbiamo ereditato un cattivo progetto che miglioreremo collegando il porto... ::-?:. Lo stesso per il Brennero quando il ministro facente funzione di se stesso ha affermato che occorre intervenire su tutta la linea per fluidificare il traffico (insomma, le varianti di tracciato che fino al giorno prima sembravano il male assoluto). :mrgreen:
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6024 Messaggio da simplon » ven 11 gen 2019 17:57

E senza molti clamori si va avanti...

Al via nuova stazione per Torino-Lione

Partoni a gennaio i lavori sul lato francese a Saint-Jean-de-Maurienne. Cantieri per dieci anni in vista dello scalo internazionale

Prendono il via il 15 gennaio i lavori sul lato francese per adeguare la stazione di Saint-Jean-de-Maurienne come terminale della futura tratta transfrontaliera della Torino-Lione. Gestiti da Telt, il promotore per la realizzazione della linea internazionale e da Sncf Réseau, la società delle ferrovie francesi per l’infrastruttura (equivalente alla nostra Rfi), i cantieri sono di vasta portata a tal punto che le previsioni parlano di lavori per una decina d’anni. Le operazioni inizieranno con la demolizione di alcuni stabili già da tempo acquisiti, in modo da lasciare spazio a edifici per la tecnologia, una stazione di commutazione computerizzata e una serie di altre strutture. Si prevede l’occupazione di 250 maestranze con picchi fino a 500. L’area ferroviaria sarà radicalmente modificata, anche dal punto di vista dei collegamenti stradali. Durante i lavori saranno sempre garantiti i collegamenti ferroviari sia per i treni passeggeri sia per le merci e in particolare il raccordo con l stabilimento della Trímet, società che opera nel settore alluminio. Si prevede l’apertura di una stazione multimodale temporanea entro il 2022, per sostituire l’attuale scalo passeggeri delle ferrovie Sncf e l’attuale autostazione dei bus che deve essere abbattuta. Questa stazione temporanea deve lasciare spazio alla stazione internazionale una volta entrato in funzione il tunnel di base.
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6025 Messaggio da gbelogi » ven 11 gen 2019 20:35

Su questo forun negli anni passati qualcuno ha espresso una motivata, interessante e spesso condivisibile opionione contro la realizzazione di questo tunnel.

Avrebbero fatto meglio a trarre la discussione costi-benefici dai vecchi post di questo forum, avrebbero fatto una bella figura. Invece nascondono il loro report perchè sapranno che gli rideranno dietro per anni.

Però spezzo una lancia a favore dei M5S. Come sono state decise le opere pubbliche nel passato in Italia? In molti casi peggio della pseudo-commissione di Ponti e senza che i mezzi di comunicazione dicessero una parola.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6026 Messaggio da simplon » ven 11 gen 2019 21:10

da la Repubblica

IL DOSSIER

Cosa succede alla Torino- Lione

Tre miliardi e il sì dell’Ue, perché bloccare la Tav è una corsa a ostacoli

Bloccare la Tav? Sembra facile ma, in realtà è un percorso a ostacoli. E alcuni di quegli ostacoli sono praticamente impossibili da superare. Proviamo a immaginare che le indiscrezioni siano confermate e davvero la commissione costi-benefici guidata da Marco Ponti abbia stabilito che è più conveniente bloccare i cantieri della Torino-Lione: come realizzare l’obiettivo? Ci vorranno circa sette anni per raggiungere lo scopo e una gran quantità di denaro. Ecco i passaggi necessari.
Le nuove analisi
I prossimi passi sono quelli già annunciati dal ministero. Accanto all’analisi teorica di Ponti dovrà essere conclusa anche quella tecnico amministrativa. Si tratta cioè di capire se, a questo punto dei lavori (6,5 km di tunnel di base scavati e 25 di gallerie di servizio) i costi del blocco superano i benefici o viceversa. Se ne occupano i tecnici della struttura di missione e i funzionari dell’avvocatura dello Stato. Sono loro che stanno lavorando per completare l’analisi complessiva dei costi e dei benefici.
Quanto costa chiudere
Quel che si sa finora è che per bloccare l’opera, e dunque ripristinare i luoghi com’erano prima dei cantieri, sarebbero necessari circa 2 miliardi. Non basta infatti alzare un muro all’ingresso delle gallerie. Uno scavo di undici metri di diametro e lungo chilometri non è un buco nel muro che si può riempire con un po’ di stucco. Chiudere vuol dire mettere le volte in sicurezza, deviare le falde per evitare che con il tempo e senza manutenzione le gallerie si allaghino e implodano.
Il raddoppio del Frejus
Bloccare la costruzione della galleria ferroviaria della Toroino-Lione significa obbligatoriamente raddoppiare l’attuale galleria ferroviaria del Frejus, quella scavata da Cavour 150 anni fa, che, com’è oggi, andrebbe presto fuori legge rispetto alle regole di sicurezza europee. Non sarebbe infatti possibile, in base alle nuove norme, far transitare treni merci e passeggeri in una galleria a canna unica. Il raddoppio della galleria di Cavour costerebbe circa un miliardo e mezzo. Se non si volesse fare né la Torino-Lione né il raddoppio della galleria storica, tutto il traffico merci passerebbe sui tir. Con grave danno ambientale per la val di Susa e grande vantaggio solo per i proprietari dell’autostrada (una delle poche cui Toninelli ha lasciato aumentare le tariffe).
Il via libera di Francia e Ue
Se anche gli oltre tre miliardi di costi per bloccare la Tav fossero giudicati una cifra sopportabile (considerato che all’Italia costerebbe 2,8 finirla) bisognerebbe poi convincere i francesi e l’Unione europea. Di questi tempi convincere Parigi, visti i rapporti tra i governi di Roma e Parigi, non sembra semplice. Gran parte delle gallerie già scavate della tratta internazionale sono sul versante francese e questo non aiuta Parigi a chiudere un occhio. Bruxelles, che paga circa metà dell’opera, non sarebbe certo entusiasta di accettare lo stop. Francia e Ue farebbero sicuramente pagare all’Italia i costi del voltafaccia. Nelle prossime settimane, quando verrà loro inviata l’analisi costi benefici del governo italiano, verificheremo l’atteggiamento di Parigi e dell’Europa.
Il voto in Parlamento
Se, nonostante tutti questi ostacoli, il governo decidesse comunque di offrire ai grillini lo scalpo della Torino-Lione, la partita si trasferirebbe in Parlamento.
Camera e Senato dovrebbero infatti abolire il trattato internazionale italo-francese del 2015, quello che dà il via alla costruzione del tunnel di base e che è stato ratificato dai due parlamenti. In questa battaglia il ruolo della Lega sarà decisivo. Perché al Senato per far fallire l’operazione basterebbe il voto contrario dei leghisti eletti in Piemonte che difficilmente si suiciderebbero votando contro un provvedimento atteso dalla regione a pochi mesi dalle elezioni regionali. In ogni caso gran parte dei leghisti eletti al Nord non voterebbe una legge di quel tipo.
La firma di Mattarella
Se anche reggesse la realpolitik del patto Salvini-Di Maio e la legge venisse approvata, dovrebbe poi essere firmata da Mattarella. Il Presidente della Repubblica dovrebbe sottoscrivere un provvedimento che sconfessa gli impegni già assunti dall’Italia con la Francia e con l’Europa. E anche questo passaggio non sembra particolarmente agevole.
Sette anni per lo stop
Immaginando che anche Mattarella firmi il voltafaccia italiano, si aprirebbe la lunga stagione del ripristino. Telt, la società italo-francese che sta scavando la galleria, dovrebbe utilizzare i soldi oggi a disposizione per finirla per compiere il lavoro inverso, cioè bloccarla. Lanciando i bandi di appalto per mettere in sicurezza e chiudere le gallerie. Per farlo saranno necessarie prima le valutazioni di impatto ambientale, i progetti di massima e quelli esecutivi, le approvazioni tecniche degli organismi competenti. Questo spiega i 7 anni necessari al ritorno alla situazione precedente. In dieci anni, spendendo 2,8 miliardi (invece di almeno 3) la galleria della Torino-Lione sarebbe in funzione.
Il referendum
Non potrebbe che essere consultivo. L’articolo 75 della Costituzione vieta di sottoporre a referendum vincolante materie oggetto di trattati internazionali sottoscritti dall’Italia.
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6027 Messaggio da badone67 » sab 12 gen 2019 0:55

http://il24.it/caso-tav-intervista-a-fo ... qbr4E0H1eI

CASO TAV, INTERVISTA A FOIETTA: "IL GOVERNO? UN CANE CHE SI MORDE LA CODA. VI SPIEGO IL PARADOSSO DI TONINELLI"
10 GENNAIO 2019BY REDAZIONE


di Pietro Di Marco



Un atto segreto, un report che il Ministro dell Infrastrutture Danilo Toninelli tiene segreto, nel cassetto. Un documento sui costi e benefici della Tav ( la linea ad alta velocità Torino Lione) prodotto dal professor Marco Guido Ponti, da anni impegnato nella battaglia No Tav ( blogger di Traspol e imprenditore sempre negli studi di trasporti, della società TRT).

L’analisi costi-benefici, un investimento in perdita a detta della squadra del professor Ponti. Un plico di 80 pagine che nessuno ha letto, tranne, ovviamente, il Governo. Tenuto nascosto anche al Commissario straordinario del Governo per l'asse ferroviario Torino - Lione Paolo Folietta. "Credo sia una posizione paradossale, quella del Governo, che, oltretutto non ha voluto mai incontrarmi".

Dottore Foietta che idea si è fatto di questo report del Professor Marco Guido Ponti?

Diciamo che lo studio ha come caratteristica principale quella di essere a senso unico. Sicuramente chi l'ha scritto avrà qualche pregiudizio nei confronti della Torino Lione. A Ponti sono collegate una società e una associazione che da anni si occupano di No Tav. Già questo fa sorgere un dubbio.

Le posizioni di questi membri di commissione è chiara. Quest'ultima è stata creata con soggetti che hanno una forte inclinazione a bloccare la linea. Il risultato, ribadisco, era scontato.

Facilissimo dimostrare tutto o il contrario di tutto. Non conosco nulla, non ho letto niente. Il modello è stato secretato.

Quindi lei non ha avuto modo di leggere questo documento

No, assolutamente ( ride). Io non ho neanche parlato con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli.

Neanche una volta?

Non è che non ci ho parlato, è che non mi ha mai voluto ricevere. Né lui, né il Presidente Conte. E' il paradosso. Ho inoltrato anche delle richieste.

Come ha operato fino ad oggi, quindi?

Sulla base di un D.P.R del Presidente della Repubblica. Ho prodotto delle documentazioni che ho messo in linea sul sito della Presidenza del Consiglio, cercando anche di mandare tutto alla Commissione che non mi ha voluto incontrare. Una condizione paradossale. Sono stato incaricato a dicembre del 2017 dal Governo Gentiloni per cercare di dirigere al meglio l'opera, non per trovarmi dei muri.

La Francia lo sa?

Trovo difficile spiegarlo, è una situazione talmente strana che faccio fatica a farlo capire.

Dottore che cosa succederebbe se l'Italia, damblè, venisse meno al patto?

Vede, gli atti si sostituiscono con altri atti, ma in questo caso non è così. Non stiamo parlando di atti del Cipe o del Governo. Qui parliamo di un Trattato Internazionale, anzi di quattro Trattati. L'ultimo è stato ratificato dai Governi e dai Parlamenti Italiani e Francesi, oggetto di una lunga negoziazione che ha dato l'avvio all'opera e finanziato l'accordo. Questa operazione va fatta con un atto analogo.

Cioè?

Se l'Italia non vuole continuare c'è bisogno di un altro Trattato. Però, innanzi tutto, c'è bisogno del sì del Parlamento Italiano. Non è che si fa così, con una analisi costi benefici creata per caso e secretata. L'atto sarebbe gravissimo e porterebbe sicuramente di danni al Paese.

La comunità scientifica si sta esprimendo, intanto, asserendo che non sono state rispettate le linee guida italiane e europee. In tutto questo, c'è una cosa che è grave, quella che riguarda il tema sulle accisa della benzina

Cosa vuol dire?

C'è un grande paradosso. L'Italia ha firmato con l'Europa la convenzione delle Alpi. Cioè si impegna a ridurre il transito dei camion sulle stesse Alpi. Però poi, il Governo attuale ( Lega 5 Stelle) asserisce che rinunciare alle accise di questi auto mezzi o alle concessionarie autostradale sarebbe un danno. Inoltre, il governo sta conducendo una campagna contro il combustibile fossile, per ridurre quindi la dispersione nell'aria di polveri, poi però chiude la possibilità di potenziare il trasporto su ferro favorendo quello su gomma.

Un cane che si morde la coda, quindi?

Si, assolutamente. E' un governo che conduce una politica ambientale, ma poi asserisce il contrario di quello che dice, mutandola in antiambientale.

Dottore Foietta ma quanto conviene all'Italia questa Torino Lione?

E' indispensabile. Due numeri: l'interscambio economico che passa sull'arco Alpino occidentale sarà servito solo da questa Galleria (TAV) e varrà 205 miliardi di scambio economico. Vale un terzo dell'interscambio economico e il 25% di scambio economico che ha con il mondo.

Abbiamo un saldo attivo sul bilancio dei pagamenti. Possiamo pensare che questo tasso attivo non sia attuabile? Il nostro sistema ferroviario, oltretutto è del 1871. E' vecchia. Il Paese sta investendo su 4 linee ferroviarie: il Brennero ( che costa il doppio all'Italia rispetto alla Tav ), il Terzo Valico dei Giovi e il Gottardo e la Torino Lione. Di tutte e 4 bisogna bloccare la Tav che potrebbe portare più vantaggi all'Italia?

Dottore ma è possibile che lei a fine mandato ( che scade il 15 febbraio prossimo), venga sostituto dallo stesso Ponti?

No, macché. Ponti è un docente. Si diverte a fare quello che fa. Il lavoro del commissario qui, è complicato. Ogni giorno devo combattere contro le comunità, le minacce di morte e chi non ti ascolta. Non so chi potrebbe venire al mio posto e non mi interessa.

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6028 Messaggio da dedorex1 » sab 12 gen 2019 8:26

gbelogi ha scritto:
ven 11 gen 2019 20:35
Però spezzo una lancia a favore dei M5S. Come sono state decise le opere pubbliche nel passato in Italia? In molti casi peggio della pseudo-commissione di Ponti e senza che i mezzi di comunicazione dicessero una parola.
però loro adesso sono l'esatto contraltare, creando una commissione di parte le cui logiche sono fatte per praticamente ammazzare opere e trasporto pubblico. Se volessero fare il bene del paese dovrebbero invece continuare il lavoro di Delrio e del debat publique e magari indirizzare quelle opere che devono veramente ancora partire e che sono delle ciofeche (vedi nodo di Verona). Se posso fare un paragone azzardato, a mio avviso stanno facendo il danno che hanno fatto gli scappati di casa dei peggiori centri sociali: portavano (e alcuni ancora portano avanti) alcune istanze sociali validissime, ma all'atto pratico, con i loro metodi, hanno fatto più danno che altro e oggi quando parli di sociale, metà dei cittadini storcono il naso perchè si immaginano subito degli anarchici insurezionalisti lancia molotov
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6029 Messaggio da Orizzonti » sab 12 gen 2019 13:41

In fondo il progetto di un tempo, decisamente molto più impattante, è stato giustamente ripensato, quindi non vedo i motivi di un'opposizione a questa opera del tipo tutto o niente. Secondo me si deve almeno salvaguardare il tunnel di base, non farlo ha solo significato di un simbolo non certi di un'analisi pro e contro, visti in particolare gli accordi internazionali e lo stato avanzato della programmazione dei lavori. Secondo me non possiamo immaginare delle tratte AV sui valichi alpini ma alla creazione dei tunnel di base che rimuovano i colli di bottiglia per i traffici merci sì ed in fondo mi sembra questa l'impostazione del progetto Torino-Lione.

dedorex1
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#6030 Messaggio da dedorex1 » sab 12 gen 2019 14:21

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