Ponte sullo stretto di Messina (3)

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Roberto_Palermo
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1711 Messaggio da Roberto_Palermo » mar 28 nov 2017 14:28

^^ Ti è così difficile confrontarti con l'opinione altrui, senza offendere?
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Trovata la faglia....

#1712 Messaggio da sr » ven 22 dic 2017 15:29

... che cercava 4eventotto!
Visto che il thread sul ponte è bloccato e che la sezione off-topic è chiusa, apro questo thread più che altro per sapere cosa ne pensa il geologo del forum :wink: :
http://www.repubblica.it/ambiente/2017/ ... P2-S1.8-T1

Terremoti: scoperta 'finestra' sotto lo Ionio
Ricercatori italiani del Cnr: "Faglia spiega distacco tra Calabria e Sicilia"

PALERMO - Un sistema di spaccature profonde, una vera e propria 'finestra' sotto il mar Ionio è stata scoperta dai ricercatori italiani. Una scoperta importante che contribuisce a spiegare il lento ma progressivo allontanamento della Sicilia dalla Calabria e l'alto rischio di terremoti nella zona. "Le numerose campagne oceanografiche effettuate nella zona - spiega la ricercatrice del Cnr, Alina Polonia - hanno permesso di scoprire un sistema di faglie diffuso non lontano dalle coste che ora può essere sorvegliato".

"Aver scoperto questo sistema di faglie in mare- spiega ancora Alina Polonio - è positivo. Faglie a terra, infatti, farebbero senz'altro più danni. "Si tratta - prosegue la ricercatrice - di processi lenti e non catastrofici - che confermano i rischi geologici che la zona conosce".

Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'Istituto di scienze marine Ismar-Cnr di Bologna, dell'università di Parma, dell'Ingv e del Geomar (Germania) e pubblicato su Nature Communications e aiuterà anche a capire la formazione le catene montuose e i forti terremoti storici.

Lungo queste strutture, infatti, risale materiale del mantello che formava il basamento dell'oceano mesozoico da una profondità di circa 15-20 km. Lo studio, che si intititola Lower plate serpentinite diapirism in the Calabrian Arc subduction complex, è stato condotto da un team di ricercatori delle diverse strutture e consente di osservare da vicino blocchi dell'antico oceano, svelando i processi che hanno portato alla sua formazione.

"Le faglie lungo le quali risale il mantello della Tetide - spiega ancora Alina Polonia, ricercatrice Ismar-Cnr e coordinatrice della ricerca - controllano anche la formazione del Monte Etna, dimostrando che si tratta di strutture in grado di innescare processi vulcanici e causare terremoti. Queste faglie, infatti, sono profonde e lunghe decine di chilometri, e separano blocchi di crosta terrestre in movimento reciproco".

Attraverso uno studio multi-disciplinare, che integra immagini acustiche del sottosuolo, dati geofisici e campioni di sedimento, acquisiti nel corso di spedizioni scientifiche con la nave oceanografica del Cnr Urania, è stato possibile identificare le faglie, ricostruire la loro geometria e scoprire anomalie geochimiche nei sedimenti legate alla presenza di fluidi profondi. L'analisi di tutti i dati raccolti ha permesso di proporre un modello geologico che conferma l'origine profonda del materiale in risalita lungo le faglie.

"Grazie a questa scoperta - prosegue Alina Polonia - l'Arco Calabro, il sistema di subduzione tra Africa ed Europa nel Mar Ionio, ha un importante primato: è l'unica regione al mondo
in cui sia stato descritto materiale del mantello in risalita dalla placca in subduzione. Questa scoperta avrà importanti implicazioni per capire meglio come si formano le catene montuose e come questi processi siano legati ai forti terremoti storici registrati in Sicilia e Calabria".
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1713 Messaggio da Roberto_Palermo » lun 25 dic 2017 20:51

^^Ti ringrazio, SR, per avere riaperto il thread, inspiegabilmente chiuso per quasi un mese.

Devo dire, che la notizia da te riportata non dovrebbe, in realtà, avere nulla a che vedere con l’argomento del thread, dal momento che, come è stato scritto più volte, la sismicità dell’area non comporta alcun problema alla struttura del Ponte: come ogni ponte sospeso, essa presenta una sua resistenza “intrinseca” agli eventi sismici, e questo, con riferimento a magnitudo ben più alte delle massime registrate nello Stretto, 1908 compreso. Il tutto verificato con i calcoli statico-dinamici e le verifiche sui modelli matematici e fisici, in scala, realizzati con l’ausilio dei più importanti esperti di Costruzioni del mondo: Il Project Management Consultant (PMC), la Parsons Transportation Group, Società statunitense leader mondiale nella progettazione e costruzione di ponti sospesi, è il soggetto che svolge le attività di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione dell’opera.

Il problema di gran lunga più importante è quello dell’impatto con il vento, brillantemente risolto in fase progettuale. Tanto da esser già stato copiato in tutte le strutture progettate successivamente, molte delle quali già in corso di costruzione.
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1714 Messaggio da quattroe28 » gio 28 dic 2017 9:22

1. lasciamo perdere la questione sismicità.... tanto è parlare fra sordi
Non è prevista fagliazione superficiale e questo mi lascia parecchio perplesso... il tutto va capito a priori: della questione se ne sono occupati alcuni personaggi che negano per definizione la presenza di fagliazione cosismica superficiale in Italia e addebitano persino il rigetto della faglia del Monte Vettore il 30 novembre del 2016 ad una frana... cosa ridicola e ampiamente smentita: basterebbe andare a vedere la faglia del Vettore e le faglie accessorie che si sono mosse il 30 novembre (le ho viste personalmente...); persino i dati GPS dimostrano un movimento di 2 metri in 2 secondi a 1 secondo dall'inizio del sisma...
Inoltre in Calabria numerosi terremoti storici invece mostrano chiari esempi di fagliazione superficiale alla faccia di questa gente..
fate un pò voi di che personaggi si tratta... beato chi gli crede..
Con questo non voglio dire che un evento come quello del 1908 abbia avuto fagliazione superficiale (visto anche quello che penso io sulla sua origine). Ma è un fattore di cui deve essere tenuto conto e purtroppo è certo che non ne abbiano tenuto conto.
Da qui le mie critiche.

2. allora... ho letto il lavoro appena è uscito... anche perchè mi sto occupando della geodinamica dell'area...
tanto clamore mediatico sbagliato per un lavoro molto interessante... praticamente se andate su questo mio post http://aldopiombino.blogspot.it/2017/11 ... no-le.html vedete che c'è una faglia che dalle Eolie scende giù, che è il limite dell'area soggetta recentemente a subduzione della crosta dello Jonio sotto l'arco calabro - peloritano. Lungo questa faglia (denominata TEAR) l'arco calabro - peloritano si è mosso verso SE durante l'apertura del tirreno meridionale (in origine era attaccato alla Sardegna).
Questo movimento è stato estremamente veloce (ben oltre il centimetro / anno!), poi meno di 1 milione di anni fa ha rallentato vistosamente. Oggi un movimento di 2 mm/anno esiste ancora ma non è chiaro se sia ancora dovuto all'arretramento o ad un altro fenomeno, a cui sarebbe legata la sismicità della Calabria tirrenica).
Questa faglia che parte da Lipari, e passa per vulcano e Capo d'orlando fino alla costa jonica di Taormina, dopodichè si perde nello jonio.
Nella carta da me pubblicata questa faglia prosegue lungo il limite fra crosta jonica e continentale della Sicilia. ci sono altre due possibilità e cioè che continui lungo la faglia "Etna - alceo" o sul sistema Jonico (come afferma questo lavoro)


In buona sostanza, siccome la Sicilia di NE e la Calabria si muovono verso NE rispetto all'Europa (non un "movimento assoluto, eh, parlo di quello rispetto all'Europa a nord delle Alpi), mentre il resto della Sicilia va a NW (provocando la sismicità della costa settentrionale sicula, che "preme" sulla crosta del Tirreno meridionale) si crea un "vuoto" nello jonio, assorbito da due sistemi di faglie, quello "jonico" e quello "Etna - Alfeo" che oltre alla trascorrenza chiaramente esibita dove la faglia passa sulla Sicilia di NE si accompagna una certa componente di estensione. Ma da quello a dire che la crosta dello Jonio si stia spezzando come hanno titolato i giornali ce n'è di distanza....
Nell'immagine qui sotto le tre faglie. La zona in apertura è quella compresa fra lo ionian fault system e la faglia Etna - Alfeo
Allegati
Schermata del 2017-12-28 09-17-49.jpeg
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1715 Messaggio da quattroe28 » gio 28 dic 2017 9:24

annoto che se un evento sismico avvenisse lungo il sistema Ionico non dovrebbe provocare fagliazione superficiale nella zona dello stretto.
Ma che la zona dello stretto sia sottoposta a fagliazione superficiale recente è semplicemente evidente. alla faccia di quelli che dicono di no. Che sono quattro gatti ma per l'appunto sono stati proiprio loro presi come consulenti.., chissà perchè...
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1716 Messaggio da TEE68 » ven 29 dic 2017 12:02

I giornalisti, che di geologia ne capiscono quanto me, cioè nulla, hanno infatti riportato che, essendo la faglia in mare, non è pericolosa o è meno pericolosa. Ma se il fine era quello di dimostrare che il ponte non correrebbe rischi, dubito che ci siano riusciti: alla prima lettura superficiale anche io mi ero detto "finalmente la smetteranno con la favola del ponte" !

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1717 Messaggio da quattroe28 » ven 29 dic 2017 12:42

eh, no... infatti il pericolo sarebbe SOPRATTUTTO con una faglia nello stretto...
e, diciamolo, l'evento del 1908 potrebbe essere avvenuto proprio lungo una faglia che "esce" dallo stretto in direzione SE...

NOTA: mi rendo conto che "questa carta da me pubblicata" potrebbe lasciare dei dubbi di interpretazione.
Significa che l'ho pubblicata qua ma non è mia: si trova sul lavoro che è stato citato all'inizio del thread.
Anzi, sono piuttosto critico sul fatto che la linea che viene dalle Eolie prosegua lungo la Ionian fault.
ci sono, ripeto, 3 possibilità:
1. Ionian fault
2. Etna - alceo
3. scarpata ibleo - maltese

Per me quella giusta è la 3 (ma per adesso non posso spiegare il perché, in quanto i dati sono ancora sottoposti a embargo)
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#1718 Messaggio da Francesco_Bonvicini » ven 29 dic 2017 13:27

Ho trovato questo articolo sull'argomento.
Ciao, Francesco.

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1719 Messaggio da quattroe28 » ven 29 dic 2017 14:50

è pari pari il comunicato del CNR sull'articolo di Alina Polonia & soci, (dal quale ho tratto la carta che ho pubblicato).
Anche questo comunicato esalta la questione dell'"allargamento" dello Jonio, :shoot: :shoot: quando invece la cosa importante è aver trovato sotto lo Jonio dei materiali che risalgono dal mantello....
Tanto è vero che l'articolo si chiama: Lower plate serpentinite diapirism in the Calabrian Arc subduction complex e non "opening of the ionian sea" o simili...
Se volete leggere l'articolo originale su Nature Communications, rivista che è la versione "open access" di Nature e quindi è liberamente scaricabile da chiunque, il link è questo: https://www.nature.com/articles/s41467-017-02273-x

Tento per dire, questo è il riassunto. dove al fatto che questo sistema di fratture apra lo Jonio manco si accenna (perché è ... cosa arcinota... "da mò"...)
Anzi, più che di "estensione" parla di cose in compressione...

NB: le serpentiniti sono la costituente essenziale del mantello. Quelle che sono chiamate volgarmente "marmo verde" anche se marmo non sono assolutamente
Mantle-derived serpentinites have been detected at magma-poor rifted margins and above subduction zones, where they are usually produced by fluids released from the slab to the mantle wedge. Here we show evidence of a new class of serpentinite diapirs within the external subduction system of the Calabrian Arc, derived directly from the lower plate. Mantle serpentinites rise through lithospheric faults caused by incipient rifting and the col- lapse of the accretionary wedge. Mantle-derived diapirism is not linked directly to subduction processes. The serpentinites, formed probably during Mesozoic Tethyan rifting, were carried below the subduction system by plate convergence; lithospheric faults driving margin segmentation act as windows through which inherited serpentinites rise to the sub-seafloor. The discovery of deep-seated seismogenic features coupled with inherited lower plate serpentinite diapirs, provides constraints on mechanisms exposing altered products of mantle peridotite at the seafloor long time after their formation.
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1720 Messaggio da Roberto_Palermo » ven 29 dic 2017 16:41

TEE68 ha scritto:
ven 29 dic 2017 12:02
I giornalisti, che di geologia ne capiscono quanto me, cioè nulla, hanno infatti riportato che, essendo la faglia in mare, non è pericolosa o è meno pericolosa. Ma se il fine era quello di dimostrare che il ponte non correrebbe rischi, dubito che ci siano riusciti: alla prima lettura superficiale anche io mi ero detto "finalmente la smetteranno con la favola del ponte" !
I giornalisti tutto farebbero tranne dimostrare che il Ponte non correrebbe rischi. In genere, come ben sapete, sono schieratissimi contro il Ponte (e pro- traghettatori). Che il Ponte non correrebbe rischi lo dicono fior di studi geologici e calcoli sismici, redatti dalle società di fama mondiale che ho citato nel precedente post. Un progetto come quello del Ponte (altro che favola) non necessita certo del parere dei giornalai. Casomai, aver riportato la notizia con tanto clamore è tendenzialmente mirato proprio ad incrementare il clima contrario all'opera.
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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1721 Messaggio da Roberto_Palermo » mar 09 gen 2018 14:38

Due immagini aeree dello Stretto: quanto è breve quella distanza che il Ponte, un giorno, coprirà!!

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1722 Messaggio da Roberto_Palermo » ven 12 gen 2018 23:23

Rassicuranti dichiarazione dell'Assessore regionale alle Infrastrutture della regione Sicilia. Sperando che alle parole, seguano i fatti!

Ponte sullo Stretto, assessore Sicilia: “il sogno è la posa della prima pietra tra 5 anni”

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1723 Messaggio da Vivalto » sab 13 gen 2018 10:44

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1724 Messaggio da simplon » sab 13 gen 2018 18:15

Come se bastassero le rassicuranti parole dell'assessore regionale... :lol:

s.
Saluti da simplon

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Re: Ponte sullo stretto di Messina (3)

#1725 Messaggio da Roberto_Palermo » dom 14 gen 2018 15:23

^^ Sai, Simplon, dopo aver sopportato per anni le ridicole tesi di Crocetta e dei suoi assessori, ti assicuro che ci sono ottime ragioni per esultare. Anche perchè si tratta di un passo, invero piccolo, per la ripresa dell’iter approvativi del progetto, che consentirà di passare alla fase esecutiva. Qualunque sia (IMHO) il colore politico del governo nazionale a cui, ovviamente, spetterà l’ultima parola.

Per quanto concerne i sogni, nessuno può ignorarne l’importanza. A tal proposito, cito a memoria una frase tratta da “Il nome della rosa” del prof. Umberto Eco: “Un sogno è come un libro sacro, e molti di questi non sono altro che sogni“ ;)
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