dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#16 Messaggio da UluruMS » ven 20 gen 2017 7:56

Ci han già pensato
"Ingegné, io mi licenzio!"
"Ma..perché? non si trova forse bene qui?"
"No, è che da me le littorine vanno a nafta; se lo vuole il carbone se lo cavi fuori lei..."

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#17 Messaggio da paolo656 » ven 20 gen 2017 8:57

Come puoi unificare gli scartamenti? la soluzione al problema, anzi alla scelta, passa attraverso treni passeggeri con modifica dello scartamento, prendi l'esempio dei Talgo che stanno entrando in servizio, e per le merci un tutto sommato semplice e veloce spostamento dei container. Operazione indolore e rapida, già eseguita in modo sistematico a Brest per le merci che quotidianamente passano.

Più che quello, oggi come oggi contano i tempi in dogana. Tempi che possono misurarsi anche in settimane, per prodotti non "a catalogo" e ripetitivi. Provare per credere.

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#18 Messaggio da UluruMS » ven 20 gen 2017 9:07

Mi riferivo al treno; a Berlino i cinesi han presentato un paio di concetti in tal senso
"Ingegné, io mi licenzio!"
"Ma..perché? non si trova forse bene qui?"
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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#19 Messaggio da quattroe28 » dom 22 gen 2017 17:28

quindi vagoni merci che cambiano scartamento... interessante...
ma se non migliorano i tempi burocratici..
comunque immagino che non è che le operazioni doganali vengano fatte durante i trasbordi... sarà una "operazione in più".
Paolo, ci sono controlli doganali forti anche ai confini fra le ex repubbliche sovietiche?
Finalmente avremo i binari Daucus per i treni metropolitani a Statuto, ma purtroppo non il tram a Gavinana
cari forumisti.... potreste smetterla di scrivere quell'orrore di "bho" e ritornare al classico ed esatto "boh"????????

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#20 Messaggio da paolo656 » dom 22 gen 2017 19:05

Non sono ai confini, il materiale viaggia fino alla dogana di riferimento in modo "sigillato". Il problema però è che poi, una volta arrivato nel magazzino doganale, è necessario provvedere allo sdoganamento e qui i tempi possono essere non trascurabili, venendo meno quel vantaggio che si potrebbe trarre da un mancato trasbordo.

In ogni caso i tempi garantiti dalla ferrovia rispetto alla nave sono assolutamente interessanti.

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#21 Messaggio da quattroe28 » lun 23 gen 2017 0:08

ma le frontoere fra i vari stati ex URSS come funzionano?
Finalmente avremo i binari Daucus per i treni metropolitani a Statuto, ma purtroppo non il tram a Gavinana
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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#22 Messaggio da paolo656 » lun 23 gen 2017 8:39

Intendi per le merci (immagino) o per le persone?

Intanto schematizzo, poi a seconda della richiesta entro nel merito.

Persone: dipende da Stato e Stato. Per esempio la Bielorussia non ha un posto di frontiera per la ferrovia, possono (mi è capitato indicativamente una volta su 100) effettuare controlli mirati in corsa o in concomitanza con il cambio loco.


Merci: non vi è un controllo alle frontiere, la merce viaggia fino alla destinazione di sdoganamento. In ingresso possono essere effettuati controlli non tanto sul "codice doganale" quanto sulla liceità della merce in transito/ingresso.

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#23 Messaggio da quattroe28 » lun 23 gen 2017 9:51

grazie delle info
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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#24 Messaggio da UluruMS » gio 20 lug 2017 10:30

http://www.corriere.it/esteri/17_luglio ... fe2d.shtml
Negli anni Ottanta Deng Xiaoping, il «piccolo timoniere» succeduto a Mao, inventò la formula «economia di mercato con caratteristiche cinesi», per descrivere il capitalismo selvaggio che stava conquistando il Paese. Oggi la Cina del presidente Xi Jinping vuole guidare la nuova globalizzazione, arginando l’ondata protezionista e rilanciando il progetto di una nuova «Via della Seta». L’idea è quella di investire miliardi di euro per ripercorrere le tratte del passato, in quello che da molti è definito come un piano Marshall cinese. Un escamotage con cui esportare la sovrapproduzione industriale in giro per il mondo attraverso il «One Belt One Road» (Obor). L’ambizioso progetto lanciato nel 2013 era stato pensato per creare una rete di vie di trasporto lungo tutta l’Eurasia e consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse attraverso 65 Paesi, utilizzando la capacità della Cina di costruire ferrovie ad alta velocità più a buon mercato rispetto ai concorrenti. Un’indagine del Financial Times ha scoperto, però, che «molte delle iniziali ambizioni sono state abbandonate o rimandate, con montagne di debiti e dubbi nei Paesi interessati dalle grandi opere». Ciò che funziona nella Repubblica popolare può non essere adatto altrove, infatti. Qualche esempio? L’idea di costruire una linea che arrivasse a Sirte, in Libia, è stata accantonata dopo lo scoppio della guerra civile. Ad essere criticate sono anche le modalità del governo di Pechino: il Messico ha deciso di annullare un contratto de 3,7 miliardi di dollari chiedendo maggiori garanzie di «chiarezza, legittimità e trasparenza» sui contratti. Gli Stati Uniti hanno cancellato una linea da Los Angeles a Las Vegas. Il valore combinato dei progetti cancellati in Libia, Messico, Myanmar, Stati Uniti e Venezuela è di 47,5 miliardi di dollari, secondo le stime di FT.

Lo stop Ue alla lina Belgrado Budapest
Non solo: tre progetti investigati dall’FT — uno in Laos, uno in Indonesia e uno tra Serbia e Ungheria — rivelano «lacune e disallineamenti che minacciano di far oscillare la proiezione di potenza della Cina non solo in questi Paesi, ma anche altrove». Nel primo stato si parla delle «enormi difficoltà per assorbire il debito: il sistema economico cinese consente alle aziende di godere di garanzie governative efficaci per caricare i prestiti e operare in perdita perenne, cosa che in Laos non accade». In Indonesia, invece, non è possibile come in Cina «aggirare gli ostacoli per acquistare senza difficoltà i permessi di terra e di costruzione». Infine, la Commissione europea ha avviato un’inchiesta sulla linea di 350 chilometri da percorrere tra la capitale serba Belgrado e Budapest, in Ungheria. Un’opera da 2,8 miliardi fondamentale per completare i collegamenti tra il cuore del Vecchio continente e il porto del Pireo, appena acquistato da Pechino. Sulla carta un progetto bellissimo: ma la commissione Ue teme che l’affidamento della super ferrovia alle imprese dell’altro continente (le due compagnie di Stato, China Railway International Corporation e Export-Import Bank of China) sia stata decisa in barba alle regole di questo. Assegnando cioè i lavori senza rispettare la legislazione per gli appalti europea.

I fondi non mancano
I fondi ai progetti ferroviari (e non solo) non sembrano, però, mancare. Per il futuro, l’iniziativa «Belt and Road» potrà contare su finanziamenti aggiuntivi di 113 miliardi di dollari, oltre ai 900 miliardi già messi in preventivo nel 2015, secondo quanto annunciato dallo stesso presidente cinese, Xi Jinping, al primo forum per la cooperazione internazionale all’interno del progetto “Belt and Road”, che si è tenuto a Pechino nel maggio scorso. L’estensione di finanziamenti non è, però, senza rischi, soprattutto con l’apertura di linee di credito verso Paesi a rischio default, tra cui lo Economic Strategy institute cita Etiopia, Kenya e Sri Lanka. I prestiti «non verranno ripagati. E’ un perdita totale», sostiene Clyde Prestowitz, il presidente del think-tank di Washington. «Posso prevedere sviluppi simili nella One Belt, One Road».
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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#25 Messaggio da volvox » ven 30 mar 2018 10:19

Accordo tra l'italiana Mercitalia Rail e la russa UTLC per il trasporto ferroviario di container sull'asse Europa-Cina

L'intesa ha lo scopo di sviluppare il trasporto attraverso il Kazakistan, la Russia, la Bielorussia e l'Italia
Nello specifico, UTLC fornirà i servizi per la logistica e il trasporto su ferro dei container merci fra Kazakistan, Russia e Bielorussia, utilizzando la linea Dostyk/Altynkol - Brest/Kaliningrad. Mercitalia Rail gestirà il servizio ferroviario all'interno dell'Unione Europea. Priorità sarà data ai flussi da e per l'Italia.
http://www.informare.it/news/gennews/20 ... l-UTLC.asp

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#26 Messaggio da volvox » mar 26 giu 2018 10:13

PKP LHS e FELB sperimentano un trasporto ferroviario containerizzato Polonia-Cina attraverso la linea transcaspica
Il progetto prevede l'attivazione di un servizio tra Slawków, nel voivodato della Slesia, e Ürümqi, nella Cina occidentale, passando attraverso Ucraina, Mar Nero, Georgia, Azerbaijan, Mar Caspio e Kazakistan.
http://www.informare.it/news/gennews/20 ... a-Cina.asp

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#27 Messaggio da quattroe28 » mar 26 giu 2018 23:35

il problema sarà passare la frontiera Ucraina - Russia oppure hanno sistemato le cose?
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#28 Messaggio da paolo656 » mer 27 giu 2018 8:31

Problemi per cosa? il traffico ferroviario non si è mai interrotto, anche se ci sono stati casi di danneggiamento alle linee e qualche bombola di troppo contro i treni tricolori.......

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Re: dalla Cina con il treno: la nuova (ferro)via della seta

#29 Messaggio da quattroe28 » ven 29 giu 2018 23:38

non sapendo nulla domandavo :D
e ringrazio per la risposta.
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#30 Messaggio da quattroe28 » ven 05 ott 2018 22:42

conferenza di FERRMEDia Bruxelles il 21/22 novembre

Second Eurasian Connectivity and Industrial Cooperation Forum
TRANS-EURASIAN SILK ROAD RAILWAY LAND BRIDGE: NEW CHALLENGES IN INFRASTRUCTURE ROUTES, OPERATION AND ROLLING STOCK

con presentazione dei risultati al Parlamento Europeoc
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