ferrovia Fano-Urbino

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#76 Messaggio da Cinghiale » lun 28 ago 2017 12:20

Urbino si presta all'installazione di un sistema ettometrico oppure un ascensore verticale classico con cunicolo d'accesso.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#77 Messaggio da Astro » lun 28 ago 2017 12:43

Ci sono stato giusto 3 settimane fa (tra l'altro, splendida città). Nessuno dei due sistemi sarebbe adatto dall'attuale stazione al centro: l'ascensore dovrebbe avere un cunicolo d'accesso di oltre 400 metri (una cosa abominevole, un po' come la nuova stazione di San Remo), il sistema ettometrico (intendo bene una cosa tipo Reggio Calabria?) non è applicabile in quel contesto e una funicolare / funivia richiederebbe la distruzione di un tratto di mura.
Cinghiale, capisco il tuo astio per i bus LP, ma in campo urbano, soprattutto per città dalla conformazione simile a quella di Urbino, il bus è l'unica scelta sensata.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#78 Messaggio da Cinghiale » lun 28 ago 2017 14:47

Il problema è far montare un congruo numero di autobus dalla stazione al centro: mezzi che, data la conformazione della strada, dovrebbero essere necessariamente di piccola capacità; un sistema inclinato, come una funicolare è tecnicamente fattibile, senza distruggere le mura, ma sottopassandole.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#79 Messaggio da Astro » lun 28 ago 2017 15:20

Supponiamo che tu sottopassi le mura con la funicolare. Dove vorresti far sbucare la stazione cittadina?

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#80 Messaggio da Cinghiale » lun 28 ago 2017 15:41

Da esame di riprese aerofotografiche, potrebbe essere benissimo a Piazza Mercatale, senza colpo ferire oppure sottopassare Via Aurelio Saffi e spingersi fin dove opportuno.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#81 Messaggio da Astro » mar 29 ago 2017 10:18

Ahem.... la pendenza non è uniforme. Piazza Mercatale e la stazione sono separate da un costone, a quanto mi ricordi... O fai un traforo, portando la stazione sotto piazza Mercatale, e comunque rimane da salire su alla città, oppure devasti un fianco della collina, che sarebbe una cosa orrenda.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#82 Messaggio da em » mar 29 ago 2017 11:50

Quello della pendenza non uniforme non dovrebbe essere un problema.
Vedi ad esempio il nuovo "ascensore" di Villa Scassi a Genova che da orizzontale diventa versticale passando per tutte le pendenze intermedie o quello di Quezzi che ha tratti con pendenze diverse.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#83 Messaggio da Astro » mar 29 ago 2017 14:04

Il discorso è che la pendenza cambia segno 2 volte. A sto punto trafori tutto direttamente.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#84 Messaggio da dlf77 » lun 09 ott 2017 15:12

Ottimo articolo che presenta tutte le ipotesi possibili per la ferrovia Fano - Urbino, da tratta turistica fino ad arrivare all'elettrificazione.

http://mobilita.org/2017/09/20/vsgmn17- ... no-urbino/

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#85 Messaggio da Cinghiale » lun 09 ott 2017 23:02

Documentato, preciso e chiaro.

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#86 Messaggio da GabriRuflex » lun 26 feb 2018 13:29

Si sa niente dei decreti ministeriali per l'istituzione della ferrovia turistica?

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#87 Messaggio da simplon » lun 26 feb 2018 13:55

La Fano-Urbino è una di quelle linee che figura ab origine inserita nella legge istitutiva delle ferrovie turistiche. Ma questo è solo un passo, essenziale fin che vogliamo, ma molto poco operativo...

s.
Saluti da simplon

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#88 Messaggio da paolotito1973 » lun 26 feb 2018 14:00

simplon ha scritto:
lun 26 feb 2018 13:55
La Fano-Urbino è una di quelle linee che figura ab origine inserita nella legge istitutiva delle ferrovie turistiche. Ma questo è solo un passo, essenziale fin che vogliamo, ma molto poco operativo...

s.
E' già qualcosa, perché almeno è scritto nero su bianco. Tuttavia, per far rinascere questa linea occorre un solido progetto e molti, molti soldi. Non mi pare che ci sia nulla di tutto questo...... :( :(

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#89 Messaggio da Ugo Fantozzi » lun 03 set 2018 21:16

Per la Fano Urbino la Regione Marche ha trovato la soluzione giusta: si conservano sedime, binari e traversine e, in attesa che si creino le condizioni per un eventuale ritorno del treno (in un futuro comunque lontano) si realizza una pista ciclopedonale per la quale sono stati anche individuati i finanziamenti. Questa scelta non è improvvisata ma frutto di una legge regionale (38/2012), di una corretta programmazione e di un ragionamento logico: in 31 anni, nonostante gli sforzi, la ferrovia non è stata ripristinata per costi elevatissimi, problemi urbanistici, scarso bacino di utenza, concorrenza di mezzi più flessibili e meno costosi, disinteresse delle Ferrovie, ecc.; la stessa legge 128/2017 sulle ferrovie turistiche, da qualcuno considerata preparatoria del trasporto pubblico locale, non apre grandi prospettive; infatti, prevede una classificazione solo come tratta turistica e “a condizione che” risultino finanziati ripristino, mantenimento in esercizio, funzionalità e sicurezza (art. 2.3 e 4.2), “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” (art. 11.1); inoltre, in base all’art. 6.2, l’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferrovie ha emanato le condizioni di sicurezza della circolazione dei treni turistici; per le ferrovie dismesse come la Fano Urbino sono molto severe; tra l’altro, gli stessi livelli di sicurezza delle linee commerciali e, in assenza di dispositivi automatici, arresto del treno nei PL incustoditi e ripartenza dopo verifica del macchinista che personale opportunamente istruito abbia chiuso manualmente l’attraversamento. Di conseguenza, oggi la Fano Urbino non è una ferrovia turistica; lo potrebbe diventare solo se Regione o RFI impiegassero 150/200 milioni per fare (a costi folli) ogni anno alcune corse turistiche in treno, magari a scapito dei pendolari.

Se non bastasse, il presidente delle FS storiche Mauro Moretti lo scorso febbraio ha detto: “difficilmente tutte le linee elencate all’articolo 2 della L. 128/2017 potranno avere un futuro come ferrovie turistiche”; il riferimento era soprattutto a 5 linee dismesse per le quali, secondo la responsabile asset funzionali RFI, si dovrebbe decidere cosa fare “valutando in particolare quelle che difficilmente verranno ripristinate, che indica: – Fano – Urbino ...”. Ma, per prudenza, ha fatto bene la Regione a non richiederne l’esclusione dalla lista inserita nella legge suddetta e a prevederne nell’immediato l’uso ciclopedonale. Ciò nonostante, si continua a sminuire il valore ambientale, sociale ed economico di questa ciclabile, con motivazioni fragili; per esempio: “non si deve fare sui binari” (lo consentono la l.n. 2/2018 e la l.r. 38/2012; in Italia finora ne sono state fatte almeno una sessantina); “si distrugge per sempre la ferrovia” (al contrario, la si conserva e protegge, evitando che venga venduta a pezzi, come già poteva fare RFI di recente); “treni e bici sugli stessi binari non sono compatibili” (in questo caso sì, visto che almeno a medio termine non è prevista la presenza di treni turistici che oltretutto farebbero solo alcune corse l’anno; sarebbe inaccettabile impedirne l’uso quotidiano a ciclisti e pedoni, in particolare dove mancano addirittura i marciapiedi); “si può fare lungo il Metauro” (come se la bici servisse solo per lo svago in luoghi ameni e non come mezzo di trasporto); “costa molto” (il costo è assolutamente sostenibile, secondo fonti insospettabili solo 9,5 milioni in zone meno favorevoli); “non avrà manutenzione” (ne avrà diritto come ogni strada pubblica); “è un inutile spreco di soldi ed energie” e “non favorisce l’economia” (in Europa la bici muove decine di miliardi di €, milioni di turisti ed è il veicolo privilegiato nelle nazioni più civili perché tra l’altro fa risparmiare spese sanitarie, migliora la qualità della vita e incrementa il valore degli immobili). Sottovalutato anche il miglioramento della sicurezza stradale; negli ultimi anni numerosi ciclisti e pedoni sono stati vittime di incidenti gravi, alcuni mortali, proprio per la mancanza di una pista ciclopedonale; lungo la ferrovia dismessa correrebbero al sicuro le biciclette, non i treni, vista la condizione tutta da verificare di ponti e gallerie; la “cura del ferro”, se prescritta in modo indistinto e inappropriato, può avere effetti negativi!

Inoltre, dal Friuli alla Puglia sta nascendo la ciclovia adriatica e si sta diffondendo la bici elettrica; ciò favorirà la risalita verso l’interno collinare e nella valle del Metauro si può utilizzare un sedime abbandonato, separato dal pericoloso traffico a motore, per 43,2 km quasi pianeggiante, quindi ideale anche per la viabilità ciclistica di lunga percorrenza già inserita nella rete nazionale della FIAB (Bicitalia) e recepita dalla l.n. 2/2018; invece, nei 5,4 km con pendenza del 25 ‰ di grande valore paesaggistico da Urbino a Fermignano, qualche investitore privato potrebbe attivare il ferrociclo, la bici sui binari che all’estero ha un certo successo turistico. Per questo l’alternativa vera è tra immobilismo o la ciclabile auspicata dalla maggioranza delle associazioni ambientalistiche e culturali, da cittadini e amministratori, anche quelli che “devono” dichiararsi contrari per calcoli elettoralistici.

Per questo conviene a tutti realizzare una pista ciclabile che non preclude alcuna opzione futura e porta enormi vantaggi a mobilità, sicurezza, qualità della vita, ambiente ed economia della valle del Metauro.
https://www.flaminiaedintorni.it/2018/0 ... opedonale/
Più bimodali per tutti!
Bimodale in servizio intercity: http://www.jarnvag.net/images/bild/vagn ... 150401.jpg

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Re: ferrovia Fano-Urbino

#90 Messaggio da UluruMS » lun 03 set 2018 21:36

Che Zeus olimpico gli strafulmini.
Fare una merdociclabile sul sedile ferroviario vuole solo dire uccidere la ferrovia per sempre.
Che diciamoci la verità, la stragrande parte del,percorso della ferrovia è tra attività industriali ed urbane. Altro che attrattivita turistica.
Sono pure dei bugiardi
🙈🙉🙊

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