[ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

Lavori, storia, progetti, AV, tecnica su TE armamento e segnalamento.

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Giovanni P
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5971 Messaggio da Giovanni P » dom 30 dic 2018 20:53

Per questo bisognerebbe ricordarsi che le gallerie non sono solo costose da costruire, ma anche da mantenere. Se ne dovrebbero ricordare tutti quelli che reclamano interramenti in pianura perché il treno "deturpa"

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5972 Messaggio da simplon » lun 31 dic 2018 18:35

da Corriere Torino

Tav, la rabbia dei sindaci

«Osservatorio utile, noi andiamo avanti»

Sono furibondi i 21 sindaci che fanno parte dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino Lione. Da Rivoli a Salbertrand, passando per Orbassano e Grugliasco, la reazione è una sola all’ipotesi, sempre più concreta, di chiusura dell’ente, peraltro caldeggiata l’altro ieri dalla «collega» Chiara Appendino. «Noi — dicono i sindaci — andremo avanti comunque: con o senza il governo. In una democrazia i luoghi di confronti non si chiudono, ma si rafforzano».
Oggi scade il mandato di Paolo Foietta commissionario di governo per la Tav e anche presidente dell’Osservatorio Torino-Lione. Il premier Giuseppe Conte non ha rinnovato le cariche a Foietta, ma non ha indicato un sostituto. Del resto, la decisione se fare o rinunciare alla maxi-opera è stata rinviata a ridosso delle elezioni europee, dopo l’esito dell’analisi costi e benefici e un ulteriore passaggio con la Francia. L’istituzione che , per 12 anni, ha provato a mediare, a volte con successo altre meno, le tensioni in Val di Susa sembra arrivata al capolinea. Ma i rappresentanti del territorio non ci stanno. «Noi sindaci — afferma Roberto Montà (Pd) primo cittadino di Grugliasco — rispondiamo alle comunità sui progetti e i soldi che sono stati già spesi per l’opera. Forse al governo manca questa sensibilità di partecipazione. E infatti si appresta a chiudere un luogo di confronto senza consultarci. Eppure anche noi siamo stati eletti». Montà invita il governo a fare marcia indietro: «Il ministro Toninelli venga a trovarci. Se non piace Foietta, che comunque ha svolto un eccellente lavoro, si indichi un nuovo commissario di governo».
Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha detto che se l’esecutivo giallo-verde intende eliminare l’Osservatorio ne costituirà uno su base regionale. Idea che piace a Eugenio Gambetta, ex sindaco di Orbassano (ha preso il suo posto la moglie Cinzia) e oggi presidente del consiglio comunale della cittadina: «Noi andiamo avanti, autoconvocheremo le assemblee. Se non piace neppure questo, il governo abbia il coraggio di abolire con un atto formale l’Osservatorio. Vorrà dire che aderiremo alla proposta di Chiamparino». E aggiunge: « È scandaloso quello che hanno fatto a Paolo Foietta: mai ricevuto, mai consultato, semplicemente ignorato. Io sono di centrodestra lui di centrosinistra, questo non ci ha impedito di dialogare». A questo punto, per Riccardo Joannas, sindaco di Salbertrand, le relazioni con il governo giallo-verde, sono arrivate a un «binario morto».
Il primo cittadino del piccolo comune della Val di Susa, lamenta il fatto che i giovani sono in fuga dalle comunità montane. «Qualcuno conta di trattenerli con il reddito di cittadinanza, ma io preferisco il lavoro— spiega — E i cantieri della Tav portano occupazione. Non c’è analisi costi benefici che tenga. Questo governo non ha rispetto neppure per il lavoro. Figurarsi per un’istituzione come l’Osservatorio». Adesso scatta il piano B: Franco Dessì, sindaco di Rivoli, già guarda alla prossima (l’ultima) assemblea dell’Osservatorio, calendarizzata il 21 gennaio. «Ci troveremo per fare il punto. Ma non per chiudere. In questi anni ho portato avanti 76 osservazioni all’Osservatorio su questioni idrogeologiche e sicurezza del territorio. Tutto quanto andrà perduto? Dobbiamo mantenere vivo, anche solo con la Regione Piemonte, questo luogo di confronto».
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5973 Messaggio da simplon » mer 02 gen 2019 10:53

Bel colpo! Mentre su buona parte della rete autostradale italiana (almeno per ora) non ci saranno aumenti dei pedaggi o, quando previsti, sono estremamente contenuti, il record delle tariffe più care spetta, guarda caso, allo Torino-Bardonecchia dove sono stati autorizzati incrementi del 6,71%. Evidentemente al ministro sta bene così e anche ai No Tav. :mrgreen:
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5974 Messaggio da simplon » gio 03 gen 2019 11:06

Come volevasi dimostrare…

da La Stampa

La commissione incaricata dal governo di esaminare la convenienza della Torino-Lione considera i mancati ricavi da pedaggi autostradali tra le voci a sfavore della ferrovia

A32, i rincari sono una beffa. Fanno salire i costi della Tav

Il sospetto è malizioso ma lecito. Del verdetto della commissione tecnica incaricata di esaminare costi e benefici della Torino-Lione - atteso entro fine anno, come promesso più volte dal governo - non si è ancora vista traccia. E chissà che l’ennesimo ritardo non dipenda dal fatto che il gruppo di esperti guidato dal professor Marco Ponti non stia ritoccando i calcoli, aggiornandoli con i nuovi pedaggi della Torino-Bardonecchia e facendo così lievitare le ragioni del No alla Tav.
Tra gli effetti dell’aumento delle tariffe sulla A32 (una delle pochissime i cui costi sono cresciuti con l’inizio dell’anno), oltre alla solenne arrabbiatura di valsusini, turisti e sindaci montani, ce n’è uno più sottile: se la Torino-Bardonecchia rincara, la Tav diventa meno conveniente. Proprio così: tra i criteri utilizzati dalla commissione incaricata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli c’è anche il conteggio dei pedaggi autostradali da catalogare alla voce costi dell’alta velocità ferroviaria, perché se le persone e le merci si muovono in treno anziché su strada gli incassi dei gestori autostradali diminuiscono e questo - secondo gli esperti del governo Cinquestelle-Lega - è da considerarsi un costo a carico della collettività e una ragione a sfavore della Tav.
Il rincaro del 6,7% sulla Torino-Bardonecchia, già tra le più care d’Italia, ha poi un altro effetto indirettamente collegato alla Tav: contribuisce a finanziare il raddoppio della galleria del Frejus, i cui costi sono lievitati non poco rispetto alle previsioni iniziali. Anche qui, se si investe per raddoppiare la galleria autostradale, realizzare una nuova linea ferroviaria diventa meno conveniente. Inutile dire che i rincari fanno gridare allo scandalo chi legge nella mini stangata d’inizio 2019 una manovra opaca: «È sempre più evidente: il Movimento 5 Stelle più che No Tav è sì Tir», polemizza l’ex parlamentare del Pd Stefano Esposito, nella scorsa legislatura vice presidente della commissione Trasporti del Senato.
Oltretutto, il ministro Toninelli esulta per aver bloccato gli aumenti sul 90% delle autostrade italiane, dopo dura lotta con i gestori privati. Eppure la A32 è una delle pochissime autostrade a maggioranza pubblica, essendo al 51% di Anas, cosa che rende ancora più difficile giustificare il rincaro d’inizio anno. Aumento che si è verificato quasi solo nel Nord Ovest: sulla A5, tra Aosta e il Monte Bianco (di competenza della Regione autonoma Valle d’Aosta) e sulla A6 Torino-Savona. «Faccio notare al ministro e ai suoi consiglieri che sono stati concessi aumenti a un tasso molto alto “solo” nei tratti dove non vi è l’alta velocità ferroviaria a far da concorrente», rincara l’ex sottosegretario Mino Giachino del comitato «Sì Tav-Sì Lavoro».
Il tutto va ad aggiungersi a una situazione precaria in Piemonte. I lavori sulla Asti-Cuneo sono fermi dopo che il governo ha bloccato l’accordo per estendere la concessione al gestore in cambio del completamento della tratta. E la gara per rinnovare le due concessioni per la tangenziale e la Torino-Ivrea e per la A21 Torino-Piacenza, scadute rispettivamente nel 2016 e nel 2017, è bloccata. «È tutto paralizzato», protesta la presidente della commissione Trasporti della Regione, Nadia Conticelli. «Di concreto c’è solo l’aumento dei pedaggi delle autostrade che collegano il sistema turistico montano».
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5975 Messaggio da gbelogi » gio 03 gen 2019 11:53

Secondo la logica di Ponti lo Stato dovrebbe obbligare tutti i cittadini a fumare:

-più tasse per lo stato
-meno pensioni da pagare (a fronte di un piccolo incremento della spesa sanitaria)

Fare smettere di fumare gli Italiani non supererebbe l'analisi costi-benefici di Ponti!
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5976 Messaggio da GT3.2 » gio 03 gen 2019 13:13

eheh!! esilarante, ma desolatamente vero!
Vogliamo l'Eurostar AV Milano-Bologna-Adriatica - FINALMENTE ARRIVATO!!
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5977 Messaggio da Tz » gio 03 gen 2019 13:54

Ma considerando che ormai sono stati scoperti (sputtanati) su tutta la loro strategia chissà che coraggio avranno nel presentare la documentazione ?
Saluti Tz

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5978 Messaggio da fab » gio 03 gen 2019 13:56

Lo avranno perchè li abbiamo sputtanati qua sul forum, mica urbi et orbi...come ripeto e come sappiamo, moltissimi sono convinti che la linea serva quasi solo per "i frecciarossa".
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5979 Messaggio da RegioAV » gio 03 gen 2019 14:44

Tz ha scritto:
gio 03 gen 2019 13:54
Ma considerando che ormai sono stati scoperti (sputtanati) su tutta la loro strategia chissà che coraggio avranno nel presentare la documentazione ?
Ma figurati. Giusto qualche esperto è in grado di capire.
La base elettorale cazzo ne sa?
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5980 Messaggio da Tz » gio 03 gen 2019 14:54

Ma secondo quanto postato da Simplon questa furbizia notaviana è stata pubblicata su quotidiani tipo "La Stampa"... pertanto in pasto a chiunque.
Saluti Tz

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5981 Messaggio da RegioAV » gio 03 gen 2019 14:59

Sopravvaluti la capacità critica degli elettori.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5982 Messaggio da Vivalto » gio 03 gen 2019 15:09

Temo che Ponti abbia una laurea on line. Assurdo da parte di qualsiasi professionista avere una tale ignoranza in materia e parlarne con una tale arroganza.
Ma come pesso mi è capitato e compreso, ignoranza e arroganza vanno profondamente a braccetto.

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5983 Messaggio da Tz » gio 03 gen 2019 16:20

Ponti sa perfettamente con quali caprones ha a che fare e li fa girare come vuole ... :wink: :wall:
Saluti Tz

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5984 Messaggio da simplon » sab 05 gen 2019 18:34

da La Stampa

Il rilancio delle “madamin”: insieme agli amministratori alla manifestazione di Torino anche le categorie produttive tradite dalla finanziaria

Sì Tav di nuovo in piazza il 12 gennaio: “Daremo voce a tutti i sindaci del Nord”

Il popolo del Sì torna in piazza. Lo fa a due mesi dalla manifestazione del 10 novembre, scegliendo la stessa arena (piazza Castello a Torino) ma allargando notevolmente il raggio della mobilitazione. La rivolta contro i No, innescata dal documento contrario alla Tav votato dal Movimento 5 Stelle in Comune - che allora si declinava anche, se non soprattutto, come protesta contro la sindaca Chiara Appendino - ora è la sollevazione dei sindaci, tramortiti dalla manovra finanziaria, allarmati dal decreto sicurezza e preoccupati per i continui rinvii sulle infrastrutture e per il verdetto sulla Tav che tarda ad arrivare.
L’adunata convocata sabato prossimo a Torino ha lo stesso innesco del 10 novembre - la Tav - e identici organizzatori: l’ex sottosegretario Mino Giachino, ispiratore della petizione arrivata oltre le 107 mila adesioni, le sette donne promotrici del comitato «Sì Torino va avanti», più l’associazione Osservatorio21. In questi mesi hanno animato una rete che va oltre il Piemonte. Hanno promosso iniziative in tutto il Nord. «Ora è importante dare voce alle istanze emerse dai territori», spiega Adele Olivero, una delle sette «madamin».
Non sarà la riscossa di Torino che si sente danneggiata dalle scelte compiute a Roma e dalle decisioni della sua sindaca. Sarà l’urlo di dolore di un pezzo d’Italia, incarnato dalle adesioni di sindaci di ogni longitudine e forza politica. Partito dai 169 sindaci della provincia di Torino, che a dicembre hanno votato un documento pro Tav, ieri, nell’arco di poche ore, si è ramificato in tutto il Nord e non solo. Hanno aderito il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, Dario Nardella, primo cittadino di Firenze sponda Pd, e Luigi Brugnaro, imprenditore vicino a Forza Italia che guida Venezia, il sindaco di Vicenza Francesco Rucco (centrodestra) e quello di Padova Sergio Giordani (centrosinistra). Si sono mobilitati amministratori di città lontane dalle direttrici dell’alta velocità: Maurizio Rasero di Asti (Forza Italia), Fulvio Centoz di Aosta e Giorgio Gori di Bergamo (entrambi del Pd) e persino Guido Castelli, anche lui di Forza Italia, di Ascoli Piceno. Marco Bucci, sindaco di centrodestra di Genova, non ci sarà: nel suo ruolo di commissario per la ricostruzione del ponte Morandi manifestare contro il governo sarebbe inopportuno; tuttavia presenterà un documento a favore della Tav in Consiglio comunale. Potrebbe invece esserci il governatore ligure Giovanni Toti: «Se mi invitano valuterò; di sicuro sono per la Tav senza se e senza ma». Beppe Sala, sindaco di Milano, invece non ci sarà ma sarà rappresentato da una delegazione della sua lista.
È un fronte largo e trasversale, che abbraccia tutte le regioni del Nord - Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna - a conferma di un’asse che tra amministratori locali che comincia a saldarsi a partire da un tema strategico come le infrastrutture e di una crescente insofferenza nei confronti del governo. A questo fronte si aggiunge il «partito del Pil», quelle categorie produttive che nei mesi scorsi si sono mobilitate per reclamare crescita e investimenti e oggi si sentono tradite dalla finanziaria del governo. Per ora le adesioni sono individuali, ma martedì le associazioni di categoria che hanno animato gli stati generali del mondo produttivo e sono poi state ricevute a Palazzo Chigi dal premier Conte, si riuniranno e probabilmente formalizzeranno la partecipazione alla manifestazione. «Ci sentiamo presi in giro dal governo», dice Corrado Alberto, leader dell’associazione delle piccole imprese di Torino. «Non una delle garanzie forniteci a Roma dal governo è stata rispettata. Pensavamo di poterci fidare delle istituzioni ma sbagliavamo».
Replicare i 35 mila del 10 novembre è quasi utopia, ne sono tutti consapevoli. «Però è un modo per dire che noi ci siamo sempre», spiega Giachino. E per dimostrare che la mobilitazione si è allargata: ecco perché questa volta i protagonisti saranno i sindaci.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5985 Messaggio da simplon » mer 09 gen 2019 14:36

dal Corriere della Sera

L’INTERVISTA A DANILO TONINELLI

«Proseguiranno i lavori per il tunnel del Brennero»

Il ministro alle Infrastrutture: la Tav? Costa 11 miliardi, vedremo

«Non deciderò in base alle mie considerazioni politiche, ma il progetto della Tav Torino-Lione si basa su stime di traffico merci sbagliate dell’80% rispetto alle previsioni attuali. Il costo dell’opera è di 11 miliardi e non è ancora partito alcun lavoro perché siamo nella fase delle indagini». Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha partecipato ieri alla diretta con gli utenti di Dataroom, il format ideato da Milena Gabanelli per il Corriere della Sera.
Ministro il costo della Tav risulta inferiore: 9,6 miliardi per il tunnel di base, di cui il 35% in carico all’Italia per una spesa di 4,8 miliardi aggiungendo gli oneri per il tracciato fino a Torino.
«È un’opera da oltre 20 miliardi considerando i costi per la Francia. L’Unione europea solo a parole ha detto di volerla finanziare fino al 50%. A breve sarà pronta l’analisi costi-benefici sul tracciato da parte di tecnici indipendenti: se converrà farlo lo faremo».
Commento: ogni volta che apre bocca dice che a giorni sarà pronto lo studio, ma i giorni, anzi i mesi passano.
Non crede che l’attesa produca un costo per il Paese: bloccare per sei mesi il Terzo Valico ha avuto senso?
«Non c’è mai stato alcun pregiudizio ideologico. C’è stato solo uno slittamento. Le maestranze hanno sempre continuato a lavorare. E non si può attribuire al governo le difficoltà finanziarie delle aziende del consorzio, come Condotte».
Sul tunnel del Brennero conviene fermarsi come ha detto il suo collega, il ministro Riccardo Fraccaro?
«Non si può chiudere il tunnel del Brennero, le opere sono già partite. Ma se ci fosse stato il Movimento 5 Stelle qualche anno fa avremmo fatto tutt’altro rispetto ad un’opera che costa 8,4 miliardi, di cui la metà in carico ai contribuenti italiani».
Commento: e il 40% a carico dell'Europa se l'è dimenticato?
(omissis)
Crede che un costruttore estero possa essere interessato ad investire in Italia se ogni governo blocca opere già in programma?
«Ho una responsabilità enorme nei confronti dei cittadini. Dal mio ministero passa il 40% degli investimenti pubblici. Non butterò più un euro del signor Mario e della signora Maria».
Si sente all’altezza?
«Non avrei accettato se non lo sentissi. Poi ciò che conta è la squadra». :lol: :lol:
Saluti da simplon

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