[ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

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Flavio Menolotto
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5536 Messaggio da Flavio Menolotto » ven 10 ago 2018 18:02

Mi intrometto nella discussione segnalando la risposta dell'amministratore delegato Arnese della Crosstech (cura la parte telematica del CIM di Novara) alle false affermazioni di tal Andrissi che afferma che non esistono traffici merci ferroviari verso la Francia dallo stesso CIM, link http://www.lastampa.it/2018/08/10/novar ... agina.html

Vi è segnalato qualche dato sui traffici, riporto:

... «Un binario è riservato solo alle linee transalpine da cui ogni giorno arriva tantissima merce» sottolinea l’ad.
E snocciola i dati: il traffico settimanale comprende 12 coppie di treni per Valenton, 6 per Noisy e 1 per Arci, tutti scali nell’area di Parigi, e ogni convoglio porta 25-28 cassoni lunghi tredici metri e contenenti 28 mila chili di merce ciascuno.

«La Tav per noi rappresenterebbe un grande vantaggio perché attualmente non arriviamo a Lione - continua Arnese -. Inoltre verrebbe ampliata la capacità del nostro scalo: è abbastanza saturo ma riesce ancora a ricevere e a dispetto delle sue dimensioni limitate, abbiamo solo 800 mila metri quadrati di superficie, utilizziamo lo spazio in modo molto efficiente ottimizzando il consumo del suolo»......

Cordiali saluti da Flavio Menolotto

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5537 Messaggio da simplon » ven 10 ago 2018 19:19

da La Stampa

Intervista - DANIELE BARBONE. Il presidente del centro intermodale Cim

“Occorre una rete senza strozzature
Dimostreremo che è un bene per tutti”


Se il ministro vuole valutare seriamente costi e benefici della Tav, allora non c’è da temere che la Torino-Lione non venga fatta. È evidente l’importanza di questa linea ferroviaria»: Daniele Barbone, presidente del l’interporto Cim di Novara, si è letto l’accordo di governo che è stato siglato tra la Lega e il Movimento 5Stelle e le recenti dichiarazioni di Danilo Toninelli sulla costruzione della linea superveloce che è stata bloccata e rinviata in attesa di valutazioni.
Sembra ottimista: perché?
«Voglio limitarmi a ragionare in modo oggettivo verificando tutti i dati che abbiamo a disposizione. Ho esaminato il “contratto di governo” e dice chiaramente che si vuole dare priorità all’intermodalità e al trasferimento del trasporto delle merci dalla gomma alla rotaia. Cioè quello che facciamo ogni giorno nel nostro interporto di Novara».
La realizzazione della Tav seguirebbe questa linea?
«Certo, il Cim è come un grande server: per funzionare ha bisogno di una rete senza strozzature altrimenti non può lavorare bene. Per noi la rete sono le infrastrutture, soprattutto quelle ferroviarie, delle linee Nord-Sud cioè Genova-Rotterdam e Est-Ovest ovvero Trieste-Torino che la Tav potenzierebbe moltissimo dando un nuovo sbocco verso la Francia attraverso Modane. Non si tratta solo di una questione di velocità nei trasporti ma di capienza cioè di capacità complessiva del sistema di movimentare le merci».
Quindi per lei la Tav è da fare?
«La Tav serve al Paese. Vorrei sgombrare il campo da ogni condizionamento ideologico: io ne parlo da addetto ai lavori. Del resto la mia estrazione culturale è nota (ha esordito in politica giovanissimo con i Verdi ndr) e non sono certo quello che ama sventolare la bandiera su una nuova costruzione. Capisco che gli abitanti della Val Susa lamentino la pressione ambientale sul loro territorio che l’opera potrebbe esercitare ma è proprio per proteggere l’ambiente di tutto il Paese che è necessario preferire una ferrovia a un’autostrada, il treno al camion».
Come interporto intendete farvi sentire al ministero?
«Il ministro ha detto che creerà una commissione per valutare costi e benefici della Tav: noi chiederemo di farne parte visto che siamo i principali attori sulla tratta Est-Ovest insieme con l’interporto di Verona. Abbiamo un dialogo aperto con il ministero con cui collaboriamo da tempo e con cui stiamo discutendo, tra l’altro, l’ampliamento del Boschetto. Vogliamo contribuire al dibattito: porteremo le cifre del nostro lavoro e le prospettive che abbiamo noi come Cim e che ha il Paese con la realizzazione della Torino-Lione. I numeri parlano da soli».
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5538 Messaggio da Tz » ven 10 ago 2018 21:39

Certo che se anche i professionisti del settore continuano a definire il FBT (unica opera approvata e in costruzione) come "linea superveloce", come Torino-Lione intendendola globalmente, e a definirla TAV (Treno Alta Velocità) non è che si vada verso un chiarimento soprattutto con quei talebani antiferroviari capeggiati dal Ponti... :roll: :wall:
Saluti Tz

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#5539 Messaggio da tof63 » ven 10 ago 2018 22:24

Il fatto è che il messaggio che la TV e i giornali generalisti fanno passare alla gente comune è che la TAV è una ferrovia moderna, veloce e sicura che serve a trasportare viaggiatori e merci che pagano e i cui investimenti verranno sicuramente ammortizzati in breve tempo, mentre tutto il resto delle ferrovie è roba del 1800, insicura e persino in parte a binario unico, che serve solamente a trasportare gratis, o quasi, pendolari, fancazzisti, negri e zingari puzzolenti. Ovviamente, per i viaggiatori normali, l'alternativa alla TAV può essere solamente l'auto privata.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5540 Messaggio da simplon » dom 12 ago 2018 12:53

da La Stampa

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale complica il percorso per chi vuole bloccare l’opera

La Corte dei Conti firma la delibera Cipe
Ora può partire la gara da 2,3 miliardi


Il via libera della Corte dei Conti è arrivato il 19 di luglio pochi giorni prima che il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, minacciasse di considerare ostile ogni avanzamento della Torino-Lione. Il parere positivo dei giudici contabili su due delibere del Cipe, tra gli ultimi atti firmati da Paolo Gentiloni come presidente del Consiglio, e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sono un passo in avanti per chi vuole realizzare la Torino-Lione perché completano, anche da un punto di vista formale, l’iter autorizzativo legato all’accordo internazionale firmato, e poi ratificato dai parlamenti di Italia e Francia.
In quelle delibere, infatti, si dà il via libera allo spostamento del cantiere per lo scavo del tunnel di base da Susa a Chiomonte e vengono fissate nero su bianco circa 150 prescrizioni messe a punto dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali e dalla Regione Piemonte. Prescrizioni relative, fra l’altro, alla pianificazione paesaggistica e urbanistica, alla gestione delle terre e delle rocce da scavo, all’«area del cantiere di Salbertrand», alle opere sul Torrente Clarea, al monitoraggio ambientale, alla tutela della fauna e alla valorizzazione del territorio.
La pubblicazione del documento di fatto rende più agevole il percorso - si stanno completando le valutazioni tecnico-giuridiche in vista della pubblicazione degli appalti sulla Gazzetta Europea - che dovrebbe portare il consiglio di amministrazione di Telt a bandire entro settembre la gara da 2,3 miliardi per l’avvio dei cantieri della mega-galleria di 57,5 chilometri in Francia. Se davvero la gara internazionale sarà lanciata fra poche settimane sarà possibile rispettare il cronoprogramma concordato con l’Unione europea e non correre il rischio di perdere il finanziamento di Bruxelles.
Due parlamentari di Forza Italia, Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, si dicono convinti che mentre «il governo traccheggia, tergiversa e prende tempo la Tav» vada «avanti come dimostra la pubblicazione della delibera 30 del Cipe». La stampa sulla Gazzetta Ufficiale, invece, sicuramente non basterà per superare l’ostacolo politico rappresentato dal No dei Cinque Stelle ma renderà più complicato bloccare l’opera. Adesso, infatti, l’ampliamento del cantiere di Chiomonte previsto dalla delibera del Cipe viene autorizzato da un atto pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, avvallato dai giudici contabili, che autorizza le modifiche spiegando anche che «non comportano variazioni di costo dell’opera né alcun ulteriore onere».
Dunque, per chi vuole bloccare la realizzazione della Torino-Lione sarà necessario un passaggio in Parlamento per modificare il trattato internazionale con la Francia. Senza il sì della Lega, che ad oggi non c’è, il M5S non ha i numeri parlamentari per arrivare allo stop. A meno che non si arrivi ad una revisione parziale, a cui stanno lavorando i pontieri tecnici e politici, che prevede la realizzazione del tunnel di base ma punta alla cancellazione della stazione internazionale di Susa e al blocco del tunnel alle porte di Torino con risparmi complessivi per 1,6 miliardi.
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5541 Messaggio da Tz » dom 12 ago 2018 13:49

Francamente delle ultime due vaccate non me ne frega niente e se si accontentano di questo senza più rompere i maroni sono strafelice.
Le vie di accesso idonee vorrà dire che dovranno studiarle sicuramente meglio i prossimi governi.
Saluti Tz

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#5542 Messaggio da simplon » dom 12 ago 2018 17:48

Concordo. Quello che conta è che salti il tappo del valico, considerando anche i tempi di realizzazione di opere così complesse. E con esso si fermi il declino di questa linea internazionale. C'è tempo nel frattempo e dopo per studiare come intervenire. Ma soprattutto per far decollare una politica a favore del ferro.
Saluti da simplon

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#5543 Messaggio da Marvol » mar 14 ago 2018 10:51

https://www.repubblica.it/politica/2018 ... 203757787/

La vera mangiatoia attuale è quella in cui sbafa nostri quattrini una banda d'ignoranti, incompetenti e amorali che sparano idiozie e cercano distruggere tutto quello che è stato fatto o progettato prima del salvifico (!!!) arrivo del loro meraviglioso (!!!) governo.

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5544 Messaggio da Vainamoinen » mer 15 ago 2018 10:06

Flavio Menolotto ha scritto:
ven 10 ago 2018 18:02
... «Un binario è riservato solo alle linee transalpine da cui ogni giorno arriva tantissima merce» sottolinea l’ad.
E snocciola i dati: il traffico settimanale comprende 12 coppie di treni per Valenton, 6 per Noisy e 1 per Arci, tutti scali nell’area di Parigi, e ogni convoglio porta 25-28 cassoni lunghi tredici metri e contenenti 28 mila chili di merce ciascuno.
Cioè quattro treni merci al giorno? Insomma... poco più che sulla Milano-Mortara dei tempi d'oro (anni '90)...
Se l'AD desse gli orari, che così almeno posso andare a colpo sicuro a fare qualche foto sul Frejus... :roll:

Torno a dire, per me l'opera era inutile, ma ormai che si è cominciato la si porta a termine. E probabilmente il tragico crollo di ieri a Genova può rafforzare l'idea che una linea datata è pericolosa (cosa vera, visto la tragedia del 18 febbraio 1974) e necessita di essere sostituita se non si vuole incorrere nel rischio di altri incidenti.
Se i ministri pentastellati sono furbi, cavalcano la tragedia del ponte Morandi per fare il voltafaccia sulle grandi opere di fronte al loro elettorato. Viceversa, sono solo dei buffoni prigionieri delle loro idee retrograde.
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5545 Messaggio da Vainamoinen » lun 10 set 2018 14:05

I bandi di gara intanto proseguono. Anche perchè Toninulla non ha firmato alcun atto che blocchi formalmente la Torino-Lione.
http://www.lastampa.it/2018/09/10/econo ... agina.html
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5546 Messaggio da em » lun 10 set 2018 14:13

Legalmente potrebbe farlo? ::-?:

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5547 Messaggio da simplon » lun 10 set 2018 14:16

Ciò che è illegale è lo stop verbale del governo italiano! Telt è una società europea con sede legale in Francia, quindi può disinteressarsi di chi abbia sul nulla.
Saluti da simplon

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5548 Messaggio da em » lun 10 set 2018 14:28

Lo stop "verbale" e` solo propagandistico come, ad esempio, la promessa sulla chiusura dell'ILVA. :wink:

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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5549 Messaggio da simplon » mar 11 set 2018 14:01

Intervista a un (sedicente, n.d.r.) esperto, il professor Francesco Ramella

dal Corriere (edizione Torino)

Entro il 2019 l’analisi costi-benefici

«Fate presto. L’analisi costi-benefici della Tav serve subito, al più tardi a fine anno». Messo sotto pressione da industriali e istituzioni locali, e anche dai «soci» leghisti di governo, il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli avrebbe indicato come «prioritario», tra le grandi opere in via di valutazione da parte del governo, l’esame della linea ferroviaria Torino-Lione. Prima della Pedemontana Lombarda, del «nodo» di Firenze, e del Terzo Valico, bisogna dare risposte sull’Alta velocità italo-francese. Il dossier Torino-Lione sarà quindi in cima alla lista di opere che passeranno sotto la lente della task force di tecnici guidata dal prof «anti Tav» Marco Guido Ponti e che si insedierà ufficialmente domani.
Nel gruppo, di cui fanno parte Paolo Beria, Riccardo Parolin e Alfredo Dufruca, e che potrà contare su uno staff di circa 70 persone, (quanto costeranno? n.d.r.) c’è anche uno studioso torinese, Francesco Ramella, classe 1971, ingegnere meccanico, economista dei trasporti. «Sono sempre stato piuttosto critico nei confronti dell’Alta velocità ferroviaria per il trasporto merci ( :D )— ammette Ramella — ma il nostro sarà un lavoro scientifico, fatto di numeri, non di opinioni. Che affronteremo da subito, come richiesto dal ministro».

Professor Ramella, il territorio piemontese attende la Tav da 30 anni. Quanto ci metterete a terminare l’analisi costi-benefici?
«Il lavoro da svolgere è enorme. Domani faremo la prima riunione ufficiale. La valutazione della Tav, viste anche le polemiche in corso, è ritenuta prioritaria. Contiamo di terminare l’analisi entro l’anno, al massimo a inizio 2019. Ci vuole tempo per elaborare questa enorme mole di dati. E soprattutto darne una corretta lettura».

Non sono state già fatte analisi e valutazioni?
«In due occasioni: nel 2000 e poi nel 2011. E partiremo proprio da questi dati. In primo luogo dobbiamo stabilire se le vecchie previsioni di domanda del traffico merci erano corrette e coincidono con i flussi attuali. E poi aggiorneremo le stime per capire se davvero serve una infrastruttura del genere che ha costi molto alti e benefici ancora tutti da verificare».

Gli altri corridoi europei sono in via di completamento: il prossimo anno aprirà l’altro tunnel del Gottardo, il Monte Ceneri. Il Piemonte rischia di essere tagliato fuori dalla logistica europea?

«I dati di traffico merci tra Francia e Italia sono stabili da anni. Transitano in media 4.000 tir al giorno. Camion perlopiù Euro 6 che impattano poco a livello ambientale. (e gli altri che fine hanno fatto? e le carrette euro 2?, n.d.r.) Ad ogni modo tutti questi aspetti saranno valutati nel loro complesso».

Le imprese dicono che la Tav è un asset determinante per il loro futuro. E che le merci devono circolare veloci, perché siamo nell’epoca della produzione «just in time». Che ne pensa?
«In fase sperimentale è partito il servizio merci sulla tratta Alta velocità Bologna-Marcianise. Ma in nessun altro Paese ci sono servizi ad alta capacità di questo tipo. Neppure in Francia dove il progetto Tav intende collegare Torino con Lione. Quando costruirono la rete Tgv è stata subito scartata l’ipotesi di binari adatti anche alle merci. Per la semplice ragione che costa molto e non conviene. E infatti se dovessimo realizzare la Torino- Lione così concepita, l’Alta velocità delle nostre merci troverebbe nella città francese un capolinea, senza possibilità di proseguire sulle linee del Tgv». (ma questo sa che cosa dice? n.d.r.)

In sostanza, l’analisti costi benefici l’avete già fatta. Siete tutti contrari?
«Non è così. Ragioneremo in modo scientifico sui flussi. E poi esprimeremo un parere. Che potrà suggerire la conferma dell’opera, una sua revisione o una bocciatura».
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Re: [ LINEA ] [ AV ] Lione - Torino (2)

#5550 Messaggio da RegioAV » mar 11 set 2018 14:11

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