Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

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simplon
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1816 Messaggio da simplon » gio 09 mag 2019 14:34

Vale a dire ciò che non si è ancora fatto su una linea che non è in predicato di soppressione-chiusura vale a dire la Vercelli-Mortara-Cava Carbonara (Pavia), dove in molti tratti sarebbe utile realizzare una strada campestre complanare alla ferrovia e far saltare decine di PL.
Saluti da simplon

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Cinghiale
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1817 Messaggio da Cinghiale » sab 11 mag 2019 10:18

La rivista IDEA, a pagina 61 del numero di giovedì 4 aprile 2019 ha scritto:
IL TRENINO DELL'UNESCO AVREBBE GRANDI POTENZIALITÀ
E, INVECE, LE STRADE FERRATE SONO SEMPRE PIÙ NEGLETTE.


Professor Moscone, da anni, Lei, quasi vox clamantis in deserto, si batte per i trasporti ferroviari, in particolare per la riapertura della linea Asti - Alba, interrotta da troppi anni. Oggi, è più o meno fiducioso di ieri?

Continuo ad essere molto pessimista. Le legislature Regionali e Comunali stanno finendo e sono passati altri cinque anni con un nulla di fatto: i nuovi Amministratori Piemontesi non sono riusciti a ripristinare la famosa galleria Ghersi di Neive, pretesto usato per chiudere la tratta. Un tempo, si costruivano le ferrovie per unire i territori, ora, si spezzetta, si divide, si chiude, aumentando le distanze anziché diminuirle. I pendolari sono abbandonati a loro stessi in mezzo a strade dissestate e piene di buche, con ponti crollati e non più ricostruiti, che ricordano i Paesi dell'Est Europa al tempo del socialismo reale, eppure ci vorrebbe poco a capire l'importanza delle reti ferroviarie locali: è inutile pensare al globale (vedi il TAV) se, prima, non si parte dal locale e da un locale di qualità. Ci si vanta di essere il cinquantesimo sito UNESCO Italiano, ma non si è in grado di far funzionare una ferrovia che, in modo sostenibile, collegherebbe tutta l'area. Potremmo avere, oltre al servizio per i pendolari, il treno del vino (Langhe vitate Albesi ed Astigiane), il treno di Cesare Pavese (Valle Belbo), il treno di Luigi Einaudi e del bollito di Carrù (se si riprendesse il discorso MetroGranda, riattivando [almeno, nota del Trascrittore] parte della ex Bra - Ceva e, invece, non abbiamo nulla di tutto questo. Potremmo essere una piccola Svizzera, emulando i trenini rossi Elvetici, che richiamano turisti tutto l'anno e scolaresche da ogni dove: portiamo i nostri studenti sul trenino del Bernina, regalando soldi agli Svizzeri, quando potremmo portarli su un trenino dell'UNESCO, convogliando risorse sul territorio. Gli Statisti del passato avevano costruito una rete ferroviaria molto capillare, che univa tutta la fascia collinare del Piemonte Sud - orientale, collegandola con la Pianura Padana e la Liguria di Genova e del Levante; i politici attuali, che, forse, non hanno mai preso in mano una carta geografica, hanno mandato all'aria questo patrimonio e sembrano non voler far nulla per ripristinarlo. Ricordo solo che, in 6 minuti di treno, da Alba, si raggiungeva Neive, in 36 minuti, si era ad Asti ed in 40 a Santo Stefano Belbo. Quanto tempo ci vuole, adesso, con l'automobile, per non dire con i Pullman di linea? E quanto abbiamo risparmiato, chiudendo la ferrovia, in termini di inquinamento, incidenti, usura delle strade, traffico, consumo di idrocarburi, etc.?


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simplon
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1818 Messaggio da simplon » mer 19 giu 2019 16:23

dal Corriere della Sera

Linea ferroviaria Casale-Mortara

Da nove anni su un binario morto

Ancora rinviata l’apertura della tratta prevista il 30 giugno

Il binario resterà morto ancora per mesi. Non sarà il 30 giugno la data in cui i treni torneranno a sfrecciare sulla linea Mortara-Casale Monferrato, ma forse l’autunno o addirittura (come pensano i più pessimisti) l’inizio del 2020. Le premesse, comunicate in pompa magna nello scorso novembre, parlavano di marzo di quest’anno per il taglio del nastro, poi slittato di tre mesi. Scadenze smentite dai fatti. Le rotaie sono ancora deserte e la città del Monferrato è tagliato fuori da Milano, a meno di non prendere l’auto o sobbarcarsi un infinito viaggio in bus. Mortara sarebbe stato il punto di scambio per il capoluogo lombardo e lo era fino alla soppressione della linea.
Nel 2010, in un’operazione difficilmente comprensibile di spreco di denaro pubblico, la ferrovia era stata ammodernata spendendo oltre 2 milioni e mezzo di euro per sostituire le vecchie traversine in legno con quelle di cemento e adeguare i passaggi a livello. Ma nessun treno ha mai potuto saggiare la bontà degli interventi. Dopo la conclusione dei lavori, durati due anni, l’allora giunta piemontese nel 2012 definì la linea come «inutile» tagliando tutti e 17 i convogli che percorrevano, avanti e indietro, i 28,5 chilometri tra Mortara e Casale Monferrato, con Candia Lomellina come unico stop intermedio. Erano di fatto già fermi da due anni.
La linea un tempo andava avanti fino a Castagnole d’Asti, ma il percorso da lì a Casale era già stato interrotto per un cedimento strutturale in una galleria. Non sarà più ripristinato. Sarebbe troppo costoso, complesso e forse inutile per la scarsa mole di passeggeri. Speravano in tempi più brevi i tanti pendolari che dal Piemonte, Casale e hinterland, hanno l’esigenza di raggiungere Milano. Gli autobus sostituivi ci mettono il doppio, quasi due ore per neanche cento chilometri, e molti sono stati costretti a trasferirsi. Anche il «percorso alternativo», quello che in treno passa da Vercelli, è attualmente chiuso. Per questo motivo, nonostante il 90 per cento del tragitto sia in territorio lombardo, i primi a manifestare con toni accesi sono stati proprio gli abitanti del Monferrato, coinvolgendo anche la Regione Piemonte. Li hanno seguiti a ruota anche gli amministratori comunali lomellini, pur con meno entusiasmo. Loro a Milano in treno arrivano comunque, da Mortara passando per Vigevano. Il progetto della nuova linea, i cui lavori stanno andando avanti, vede ancora Candia come unica fermata intermedia. I costi totali sono stimati intorno agli 8 milioni di euro e molti politici locali, compresi quelli candidati alle elezioni comunali e a quelle regionali in Piemonte del 26 maggio, speravano in un viaggio inaugurale già un mese fa come «passerella pre-voto». Ma la doccia fredda del rinvio era evidente già dalle lungaggini di ogni tipo, che non sembrano essere colpa di Rete Ferroviaria Italiana. Dopo i molti anni di abbandono, infatti, le rotaie erano diventate preda dei ladri di rame e della vegetazione spontanea, che ha coperto tutto rendendo di fatto inutili gli interventi precedenti. Proprio quelli eseguiti appena prima della soppressione dei treni.
Alcuni vedono il bicchiere mezzo pieno: per i primi anni dopo la chiusura riavere le corse da Casale Monferrato a Mortara sembrava un miraggio. Adesso, dopo le tante proteste, sarà realtà sebbene si debba aspettare ancora.
Saluti da simplon

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1819 Messaggio da Tz » mer 19 giu 2019 21:08

Saluti Tz

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