Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1771 Messaggio da Cinghiale » dom 10 feb 2019 19:16

Ecco il testo dell'articolo, trascritto in forma corretta:

Franca Nebbia ha scritto:

ACCANTO ALLA LINEA CASALE – MORTARA

UNA STRADA LUNGO I BINARI PER RIUSCIRE A ELIMINARE I PASSAGGI A LIVELLO ISOLATI

I Sindaci incaricati da RFI di trattare con i proprietari dei terreni per evitare di ricorrere agli espropri


Procedono a tappe forzate i lavori di RFI sulla linea ferroviaria Casale – Mortara, la cui riattivazione era stata annunciata per il 31 marzo. Un intoppo è rappresentato dai passaggi a livello, come riferiscono i Sindaci di Casale Titti Palazzetti e di Candia Stefano Tonetti. Per motivi di sicurezza e di mantenimento il più possibile costante della velocità dei treni è, infatti, necessario procedere ad una diminuzione dci passaggi a livello: sei, in tutto, ora, tra Casale e Mortara, alcuni vicini a cascine. La soluzione sarebbe di arrivare alla chiusura dei più isolati, realizzando strade parallele alla ferrovia, in modo che possano essere percorse dai veicoli fino al passaggio a livello più vicino e più sfruttato, perché accanto ai centri abitati.
Un'operazione, questa che richiede l'esproprio di parte dei terreni confinanti con la tratta ferrovia, compito che è stato affidato ai Comuni – dice la Palazzetti – che eseguiranno l'operazione e, per eventuali esborsi, riceveranno poi il rimborso da RFI. Non si tratta di grandi fette di terreno: si calcolano circa 3500 metri quadrati di superficie, in una quindicina di proprietà – aggiunge Tonetti – tenuto conto della larghezza media di una strada. L’augurio è che si arrivi a degli accordi bonari con gli agricoltori, per evitare di complicare la situazione con lunghe pratiche burocratiche.
Intanto, il Comitato che aveva raccolto firme a Casale e promosso manifestazioni per la riattivazione delle linee ferroviarie organizzerà un primo incontro all'inizio di marzo, per cominciare a ragionare su un trasporto integrato fra treno e bus, in modo da evitare doppioni e fornire il servizio adeguato agli utenti: una preoccupazione tutt’altro che peregrina, come hanno dimostrato i recenti problemi con un'autolinea della Lomellina che voleva cambiare tragitto tagliando fuori interi paesi; ipotesi poi accantonata.


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