Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1531 Messaggio da Cinghiale » mer 02 ago 2017 9:08

Il Cinghiale, [b]senza, peraltro, ricevere risposta[/b], in una lettera elettronica certificata ha scritto:
Illustrissimo Signor Sindaco di Canelli e Presidente della Provincia di Asti,
con la presente, avendone le competenze tecniche, mi permetto di incomodare la S. V. I. in merito ad un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa venerdì 21 luglio 2017.
Innanzi tutto, è doveroso precisare che la galleria Ghersi interrompe ben due possibili collegamenti da Alba e dalla Provincia di Cuneo: uno in direzione di Asti e l’altro in direzione di Alessandria. La linea, pur offrendo tali collegamenti, ancorché importanti per la mobilità locale, essendo una ferrovia e non già una semplice infrastruttura stradale, merita di essere considerata in un contesto più ampio, quanto meno Nazionale. La tratta verso Asti è parte di un itinerario che, da Sud – Ovest muove verso Nord – Est, itinerario, un tempo solcato anche da treni Diretti che, da Cuneo, raggiungevano Milano passando per Fossano, Savigliano, Cavallermaggiore, Bra, Castagnole Lanze, Asti, Casale Monferrato e Mortara, treni ancora in oggi proponibili anche con origine dalla Costa Azzurra, passando per la linea del Tenda; la tratta verso Alessandria, invece, è parte di un corridoio Padano medio che, da Torino, attraverso Trofarello, Carmagnola e Bra, si snoda nella linea Pavesiana, passando per Castagnole Lanze, Nizza Monferrato e Cantalupo, per poi raggiungere il Veneto, attraverso Alessandria, Torre Beretti, Pavia, Casalpusterlengo, Codogno, Cremona, Mantova e Monselice, per tacere del ruolo che avrebbe nel collegare la zona delle Langhe e del Monferrato con la Liguria, allorquando, in concomitanza con la fiera del tartufo di Alba, potrebbero essere istituiti dei treni Genova – Ovada – Acqui Terme – Nizza Monferrato – Canelli – Castagnole Lanze – Alba, d’indubbia valenza turistica. Già nell’ormai lontano 2013, ebbi l’occasione di pubblicare un articolo contro la paventata trasformazione del sedime ferroviario in pista ciclabile, proprio introducendo argomenti come quelli sopra esposti.
È bensì vero che il costo del trasporto ferroviario sia maggiore rispetto a quello del trasporto automobilistico, ma solo per esigui numeri di viaggiatori e di corse e per brevissime distanze, ovviamente, al netto di svantaggi a carico della gomma sovente non considerati, come la maggiore probabilità d’incidente, la soggezione nei confronti del resto del traffico e delle condizioni atmosferiche avverse, la minore velocità, il viaggio meno confortevole, anche per l’eventuale induzione di cinetosi, il fattore ecologico; tuttavia, non si tratta di un fattore 8: un documento ufficiale del Ministero dei Trasporti parla di 25.6 € necessari per far viaggiare un treno per un kilometro, forse, stimati per eccesso e di un costo di 0.14 € come costo effettivo per far trasportare un viaggiatore per un kilometro. Resta inoltre da domandarsi che senso abbia tutta questa pletora di autobus, magari organizzati in carovane, per trasportare lentamente, in condizioni disagiate ed a costi maggiori, dei viaggiatori che potrebbero viaggiare molto meglio in treno: succede tra Alba o Castagnole Lanze ed Asti, dove qualche cervellino uscito in fretta, per dirla con Adriano Banchieri, lanciò pure la balzana idea di far circolare degli autobus che percorressero l’itinerario autostradale, ma una situazione analoga si verifica anche tra Torre Pellice e Pinerolo, fin dall’indomani dell’infausta delibera del 2012. Si fa un gran parlare in merito al rilancio del trasporto pubblico e poi si uccidono le ferrovie, che ne dovrebbero costituire il cardine, costringendo così l’utenza o a sobbarcarsi il viaggio in autobus oppure a guidare l’autovettura!
Il nodo di Asti, nel quale, saggiamente, i nostri predecessori hanno fatto confluire ben sei linee, ora versa nell’increscioso stato eloquentemente descritto nella seguente immagine:


Immagine - https://www.flickr.com/photos/25566559@N06/24743530211/


Il diagramma presenta la sola semplificazione di aver trascurato i nodi di Trofarello, Carmagnola e Bra, conglobandoli in quello di Torino, per maggiore chiarezza; inoltre, la Città di Canelli, non è rappresentata, al pari di tutte le altre prive di diramazioni: essa si trova nel lato inferiore dell’esagono, dipinto in rosso, poiché la circolazione è interrotta, mentre, tra Asti e Nizza Monferrato, abbiamo il colore giallo, poiché, a fronte di un servizio feriale il cui cadenzamento orario è sovrabbondante, ma dal quale mancano collegamenti veloci in direzione di Genova (con fermate solamente a Nizza Monferrato, Acqui Terme ed Ovada), non esiste la benché minima ombra di servizio festivo.
È doveroso rammentare che, alle illuminate iniziative del Governo Cavour, il quale affermava, con un suggestivo paragone basato sulla forma del nostro bel Paese, che le ferrovie per l'Italia avrebbero dovuto assumere il ruolo del filo che cuce lo stivale, il Piemonte disponesse, insieme alla Lombardia occidentale, della rete ferroviaria più capillare d’Italia, ancorché meno ricca rispetto ad un tempo, poiché, da troppo tempo a questa parte, si tenta di soffocare le linee cosiddette minori per sfinimento derivante dalla somma della mancanza di manutenzione e della sostituzione dei treni, che potrebbero tranquillamente circolare, con autoservizi, con tutti i problemi poc’anzi illustrati che questi comportano, tutti inconvenienti cui la ferrovia può, almeno in una certa misura, ovviare. Nondimeno, intorno all’autoservizio ruota un mondo d’interessi, economici e non solo, duri da eliminare. Se, nel passato, si è creduto nel trasporto ferroviario, aiutati anche dal fatto che si trattava del sistema più all’avanguardia per l’epoca, l’avvento della motorizzazione individuale, aiutato da un clima di moralità non proprio cristallina ha portato, in Italia, all’affossamento delle ferrovie ed alla forte contrazione del trasporto merci, con soppressione quasi totale di quello diffuso ed a piccole partite. Paradossalmente, nemmeno la saturazione del sistema stradale ha fatto invertire questa tendenza nel nostro Paese, mentre all’estero, le ferrovie, che, peraltro, non hanno mai conosciuto il nostrano declino, sembrano godere di un rinnovato splendore, tanto da rivitalizzare linee credute, erroneamente, secondarie. Da noi, invece, eccettuato il sistema ad alta velocità, necessario, ma in essere per pure motivazioni di facciata e alcuni servizi merci a treno completo, la situazione non è affatto rosea. Innanzi tutto, per fare un paragone con il nostro corpo, puntare solo su poche linee principali, alta velocità compresa, equivale alla pretesa di vascolarizzare un intero organismo con i soli vasi di grosso calibro, affidando tutto il resto alla diffusione passiva: anche una persona non esperta di materia biologica o medica si avvede della materiale impossibilità di un siffatto processo; infatti, esistono i piccoli vasi ed i rami terminali, fino ai capillari per assicurare un adeguato servizio d’irrorazione sanguigna in tutto il corpo. Altro vantaggio che la Natura ha dato al nostro apparato circolatorio sono i circoli collaterali, ovvero delle vie attraverso le quali il sangue può scorrere in caso di ostruzione del percorso principale abituale o per far fronte ad aumentate esigenze metaboliche: un esempio è costituito dal sistema delle arterie coronarie di alcuni soggetti: coloro i quali sono provvidenzialmente forniti di rami collaterali sono nelle condizioni di evitare fenomeni ischemici potenzialmente fatali. Trasponendo il discorso all’ambito ferroviario, è facile comprendere che le linee considerate secondarie, in realtà sono i rami terminali necessari ad assicurare il servizio a quelle aree geografiche i cui abitanti, in caso contrario, sarebbero costretti a sobbarcarsi lunghi tragitti in auto o in pullman, mentre i percorsi alternativi, oltre ad essere l’unica via possibile in caso d’impedimento sul percorso principale abituale, rappresentano una via più breve per collegare località che, limitandosi ad usare il più possibile la cosiddetta rete principale, sarebbero connesse da un percorso di lunghezza maggiore, con tempi spesso non compensati dalle migliori potenzialità delle linee. Compito di chi programma i trasporti, ovviamente, prevedere l’istituzione di tali collegamenti, senza relegare queste linee al puro traffico regionale o suburbano: le Langhe, il Monferrato ed il Roero sono state poste sotto la tutela dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, le Scienze e la Cultura (UNESCO) ed i turisti che visitano le nostre zone hanno bisogno di un sistema di trasporti sicuro, veloce, confortevole ed affidabile, caratteristiche queste che sono peculiari della ferrovia, al cui uso sono avvezzi molti Europei, nei quali, ovviamente, includiamo anche gli Elvetici, che davvero hanno fatto dei binari, tanto ferroviari quanto tramviari, un asse portante del trasporto ed hanno posto in primo piano il trasporto pubblico rispetto a quello privato.
Scusandomi per il disturbo arrecato e restando a disposizione, volentieri, colgo l’occasione per inviare distinti saluti, non disgiunti dagli auguri di buon lavoro.



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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1532 Messaggio da Cinghiale » mer 02 ago 2017 9:13

DOPPIO INVIO PER STRANO SCHERZO DELLA RETE.

PREGASI CANCELLARE.

GRAZIE.
Ultima modifica di Cinghiale il mer 02 ago 2017 9:18, modificato 1 volta in totale.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1533 Messaggio da Cinghiale » dom 03 set 2017 15:40

MOVIMENTO CINQUE STELLE:
CONTINUEREMO A BATTERCI PER LA RIATTIVAZIONE DELLA LINEA ALBA – ASTI



A causa dei movimenti franosi nella galleria Ghersi, la linea ferroviaria Alba – Asti è chiusa dal 2010. Al momento dell'interruzione di questo servizio, la linea era in attivo, un dato importante da tener presente. Inoltre, nonostante le voci sempre più numerose che si son levate e tuttora si levano per la sua riapertura, non sembra che vi sia volontà effettiva di fare due conti e capire quanto costerà la sua riattivazione.
La maggior parte dei Sindaci dei Comuni interessati dalla Asti – Alba, nel corso degli ultimi anni, si è schierata per la sua riapertura. Si aggiunga che il deputato del Movimento Cinque Stelle Paolo Nicolò Romano, da tempo, si batte perché si faccia finalmente chiarezza sui costi e sulle tempistiche del ripristino della linea.
Si aggiunga ancora che sempre Paolo Nicolò Romano, da mesi, ha depositato in Parlamento una risoluzione per sollecitare il Governo a prendere in esame con la dovuta attenzione una questione cruciale per i territori di Langa e Monferrato. Ricordiamoci che questi territori sono stati inseriti nei beni dell'Unesco. Ma, non ostante gli ordini del giorno di sostegno all'iniziativa del deputato pentastellato, pervenuti da numerosi Consigli Comunali, la risoluzione non è ancora stata calendarizzata.
Anche a livello della Regione Piemonte si ragiona sull'opportunità del ripristino. Una prima valutazione stima tra i 12 e i 14 milioni di euro i costi di riattivazione di una linea con un bacino di utenza che sfiora i 65000 passeggeri. L’Assessore regionale Balocco ha dichiarato che, qualora il territorio si esprimesse in maniera unitaria sul ripristino della linea, la Regione, attraverso la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa, si impegnerebbe a definire forme di collaborazione istituzionale al fine di ottenere dal Ministero i fondi necessari al ripristino della linea.
Sono, invece, numerosi i rappresentanti del centro – destra contrari a questo progetto. Contrario, per esempio, si dichiarò l'Eurodeputato Cirio. Di recente, al coro dei no, si è aggiunto il Sindaco di Canelli Gabusi, anche in qualità di Presidente della Provincia di Asti, lamentando i costi alti ed ipotizzando soluzioni piuttosto improbabili come il progetto della pista ciclabile sul percorso ferroviario definitivamente abbandonato su colline impervie, come già sostenuto in passato dal suo collega Cirio.
A fronte di una posizione largamente maggioritaria dei sindaci dei Comuni lambiti dalla linea Alba – Asti, risulta piuttosto discutibile che posizioni minoritarie se pur lecite, blocchino di fatto il protocollo di intesa proposto dalla Regione e l'avvio di un serio progetto di riattivazione. Abbiamo un territorio da salvaguardare dove la qualità dell'aria non è certo esemplare. Riattivare la tratta, chiusa per sole poche centinaia di metri di frane, consentirebbe, in primo luogo, di diminuire il traffico veicolare su gomma diminuendo emissioni dannose.
Favorirebbe l'accesso diretto dei residenti alle tratte ferroviarie per Milano, Torino, Genova e Roma e, di conseguenza, creerebbe opportunità di ulteriore collegamento turistico verso i territori UNESCO, accrescendo le opportunità di raggiungimento di piccoli Comuni accessibili solo da strade minori. I costi stimati dell'opera appare assolutamente giustificati dai benefici che se ne conseguirebbero. Ci appelliamo, pertanto, al Sindaco di Canelli Gabusi e all'Eurodeputato Cirio affinché rivedano le loro posizioni critiche verso l'opera al fine di consentire in tempi brevi l'inizio dei lavori, richiesti a gran voce dai territori interessati.
Come Movimento Cinque Stelle, continueremo a batterci con convinzione per la riattivazione della linea Alba – Asti. Se necessario, siamo pronti ad organizzare azioni di protesta civile qualora una minoranza, nello specifico, il Vertice della Provincia di Asti, continuerà ad osteggiare il progetto.

Gruppo Consiliare Movimento Cinque Stelle Alba, Gruppo Consiliare Movimento Cinque Stelle Asti
Federico Valetti e Mauro Campo, Consiglieri Regionali Movimento Cinque Stelle
Paolo Nicolò Romano e Fabiana Dadone, Camera dei Deputati Movimento Cinque Stelle


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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1534 Messaggio da Tz » dom 03 set 2017 17:04

Se non la elettrifichi non serve a una cippa... visto che la TE arriva ad Alba.
Per farci andare su e giù una 668 se ne può fare a meno.
Inserendola in una maglia di collegamenti regionali con turnazione di materiale elettrico ha ben altro valore.
Saluti Tz

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1535 Messaggio da il vergognoso » dom 03 set 2017 17:59

La TE arriva ad Alba,e può benissimo fermarsi lì...secondo il tuo ragionamento,allora andrebbe a maggior ragione elettrificata la Bra-Cavallermaggiore,trattandosi di pochi km di linea fra due linee entrambe elettrificate...fortunatamente nessuno mai ha pensato di elettrificarla! Abbiamo in Italia,dalla Lombardia alla Toscana al Trentino e Alto Adige,esempi di linee con un ottimo servizio pur non elettrificate,questa smania di portare la catenaria laddove è superfluo non la comprendo proprio...

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1536 Messaggio da GabryJ84 » dom 03 set 2017 18:01

il vergognoso ha scritto:
dom 03 set 2017 17:59
...fortunataemente nessuno mai ha pensato di elettrificarla!
Invece sì...solo che non c'erano i soldi...era stato proposto a regione piemonte, credo ci volesse qualche milione...
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1537 Messaggio da Cinghiale » dom 03 set 2017 18:26

Quella tratta dovrebbe originare da Savigliano, non da Cavallermaggiore, ancor meglio se, per raggiungere la Madonna del Pilone, servisse anche Marene.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1538 Messaggio da il vergognoso » dom 03 set 2017 18:44

Quella tratta dovrebbe originare da Savigliano, non da Cavallermaggiore
Riguardo questo,sono d'accordissimo,infatti proprio in questi giorni se ne è parlato nel topic sulla Savigliano-Saluzzo-Cuneo.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1539 Messaggio da Tz » dom 03 set 2017 20:42

il vergognoso ha scritto:
dom 03 set 2017 17:59
La TE arriva ad Alba,e può benissimo fermarsi lì...secondo il tuo ragionamento,allora andrebbe a maggior ragione elettrificata la Bra-Cavallermaggiore,trattandosi di pochi km di linea fra due linee entrambe elettrificate...
Questo tuo ragionamento non sta in piedi semplicemente perchè la Bra-Cavallermaggiore è un tronco a se stante (e parallelo al tratto esistente ed elettrificato) e assolutamente non complementare alla prosecuzione da Alba verso Asti che permetterebbe un servizio miglior e una migliore economia nella gestione del materiale elettrico su Torino.
Ormai ad Asti con tutte le linee non elettrificate chiuse non esiste più trazione diesel e... dovresti rimetterla... :wall:
Saluti Tz

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1540 Messaggio da simplon » lun 25 set 2017 12:37

da la Stampa

Raggiunto l’accordo sull’Asti-Alba:
“La linea ferroviaria sarà riaperta”


Confermato l’impegno per la riapertura della linea ferroviaria Asti-Alba (chiusa dal 2010 per il crollo di una galleria). Dopo i confronti dei mesi scorsi, il municipio di Asti ha ospitato un nuovo appuntamento: protagonisti, invitati dalla Regione, i Comuni della tratta (Asti, Isola, Costigliole, Castagnole Lanze, Neive e Alba) e il Tavolo tecnico per la mobilità sostenibile nei territori di Asti e dell’Unesco, che da un anno chiede la riattivazione della Casale-Asti-Alba. Unico l’obiettivo: tornare a usare i treni a beneficio di pendolari e turisti.
Per la Regione, gli interventi del consigliere astigiano Angela Motta e di Davide Sannazzaro dell’assessorato regionale Trasporti in rappresentanza dell’assessore Francesco Balocco. La Regione ha ribadito l’impegno alla riapertura della linea, sollecitata negli ultimi anni dai Comuni di Castagnole Lanze, Neive e Alba. I dirigenti di Rfi hanno illustrato «la reale situazione della galleria Ghersi (Barbaresco)», la cui inagibilità era sembrata un serio ostacolo alla riapertura. Un recente studio di Rfi ha invece indicato che il consolidamento della Ghersi «è una necessità imprescindibile, ma non un limite insormontabile», da risolvere con «interventi nel tratto collinare sopra la galleria». «Rfi si farà carico della progettazione» ha detto Paolo Grassi (Direzione territoriale Piemonte-Valle d’Aosta). Rispondendo alle domande della presidente Asp Giovanna Beccuti, il dirigente Rfi ha indicato che tempi e fondi necessari (circa 11 milioni di euro), «potranno essere definiti con esattezza una volta firmata la convenzione con Regioni e Comuni interessati». «E’ necessario definire al più presto tempi certi per la riattivazione della tratta, affrontando i nodi ancora irrisolti – ha detto il consigliere Angela Motta – Al Comune di Asti chiediamo se intende firmare la convenzione, approvata dalla precedente giunta, per un impegno condiviso sulla riapertura del servizio tra Regione, enti locali, Rfi».
In sala anche i rappresentanti del Comune di Asti, il sindaco Maurizio Rasero e il vice Marcello Coppo: «Sì alla riapertura – ha detto Coppo - ma i fondi si devono trovare all’interno del bilancio regionale». «Siamo intenzionati a riaprire la linea – ha replicato Sannazzaro – ai Comuni non chiediamo fondi, ma sostegno al progetto». Sannazzaro ha anche annunciato che la Fondazione Fs punta su «treni turistici» (s’ipotizza un «circuito del vino») sulla Asti-Castagnole-Nizza. Per Rfi Grassi ha specificato che «la Asti-Castagnole è la linea, tra quelle oggi sospese, che ha minori costi, più facilmente riattivabile in tempi brevi». Da Marco Devecchi, l’invito a convocare un incontro pubblico con Comuni e cittadini. E il confronto continua: appuntamento il 18 ottobre a Neive.
No ai PL sulla rete fondamentale RFI: sono il male assoluto, un cancro da estirpare.
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1541 Messaggio da Tz » lun 25 set 2017 12:49

Vedo che regna un po' di confusione e sulla necessaria elettrificazione nemmeno un'idea... :roll:
Saluti Tz

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1542 Messaggio da Hairless Heart » mer 04 ott 2017 15:32

EDIT

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1543 Messaggio da med » mer 04 ott 2017 17:06

si può benissimo riaprire anche in TD e magari includere il prolungamento su Casale (e tracce studiate per garantire coincidenze entro i 10 minuti a Cavallermaggiore con i Rv su Cuneo o SV).
L'importante è riaprire!
NO SLOT si chiamano TRACCE!!!
Cari forumisti (e moderatori) si scrive Torino - Milano, grazie.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1544 Messaggio da Hairless Heart » mer 04 ott 2017 18:31

Un Saluzzo-Casale via Cavallermaggiore-Alba in coincidenza con i RV per Cuneo e con quelli per Alessandria ad Asti? Sarebbe splendido, una sorta di treno del vino, ma della Asti-Casale non si parla, quindi mi accontento già se riaprono la Asti-Alba e connettono Asti PERLOMENO con Cavallermaggiore, ma meglio sarebbe con Saluzzo, vista l'intenzione di riaprire pure quella.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1545 Messaggio da Tz » mer 04 ott 2017 20:16

med ha scritto:
mer 04 ott 2017 17:06
si può benissimo riaprire anche in TD e magari includere il prolungamento su Casale (e tracce studiate per garantire coincidenze entro i 10 minuti a Cavallermaggiore con i Rv su Cuneo o SV).
L'importante è riaprire!
Ma quanto al nodo di Casale cosa si va a tirare a mano linee che ormai non stanno più in piedi con nessun tipo di traffico ipotizzabile quando, per esempio, già da domani potresti attivare un Ivrea-Genova via Chivasso-Casale-Valenza-Alessandria ma non è passato mai in mente a nessuno... :roll:
Saluti Tz

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