Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1516 Messaggio da Cinghiale » sab 22 lug 2017 7:29

Evidentemente, quel Sindaco appartiene alla banda delle piste ciclabili.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1517 Messaggio da derit » sab 22 lug 2017 8:00

Vorrei dirne una su una certa persona ma sto zitto. Persona splendida e limpida ovviamente.
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1518 Messaggio da med » sab 22 lug 2017 8:59

Oltretutto Canelli è sulla Cantalupo- Castagnole, quindi non c'entra una mazza con la Asti-Alba.
Piuttosto, in qualità di Presidente della Provincia, dovrebbe battersi per la riapertura anche della "sua" linea, anche in chiave turistica, in modo da far diventare Canelli il fulcro delle manifestazioni correlate (Canelli e Alba sono gli unici comuni sulla linea vendibili a livello turistico).
Certo bisognerebbe avere almeno un minimo di lungimiranza...
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1519 Messaggio da simplon » sab 22 lug 2017 21:39

Per intervenire in modo puntuale occorrerebbe leggere che cosa prevede la convenzione citata. Perché se fosse davvero compito degli enti locali a reperire le risorse finanziarie, non si può che dare ragione al sindaco e presidente. Dove è possibile tirare fuori quei soldi? Ci pensi RFI con i fondi pubblici del piano di investimenti e/o la regione in compartecipazione.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1520 Messaggio da med » sab 22 lug 2017 23:05

Grazie per aver chiarito l'essenza dell'intervento puntuale!
Comunque l'intervento della Regione non può che essere in comparticipazione e ci mancherebbe che non fosse così!
Sarebbe però quanto meno "onesto" riconoscere che è grazie all'intervento unilaterale della Regione (decisione che FS ha subito) se si è arrivati alla decisione di "sospendere"' il servizio su ben 12 linee, alcune delle quali più che frequentate, senza porsi, oltretutto, il men che minimo problema per i chissà quanti K€ di soldi pubblici spesi in ammodernamenti infrastrutturali e tecnologici conclusi solo qualche anno prima rispetto alla chiusura.
Comunque se si vuole dare ragione a sindaci di questa forza, forse, si è sbagliato forum!
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1521 Messaggio da Cinghiale » dom 23 lug 2017 7:02

Già una persona che stima in 8:1 il rapporto tra i costi della ferrovia e quelli della strada dimostra di avere poca o punta forza intellettiva.
Resta da domandarsi tuttavia che faccia la popolazione: forse, è ancora narcotizzata dall'effetto della dottrina dello shock applicata anche da noi?

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1522 Messaggio da marco » mar 25 lug 2017 12:15

Soliti proclami....
(fonte web non indicata)

Sono stati fatti importanti passi per le cosiddette ferrovie minori in Piemonte. Le linee Casale-Mortara e Casale-Vercelli saranno riattivate anche se con uno slittamento di sei mesi.

Alla luce di questo la Mortara entrerà in servizio alla fine del 2018 mentre la Vercelli entro la metà del 2019.



L’annuncio è stato dato ieri in Municipio a Casale Monferrato, nel corso dell’incontro al quale hanno partecipato RFI, Agenzia per la Mobilità, Regione, Provincia, Associazioni Ferrovie Piemontesi, Associazione Comuni del Monferrato, i Comuni di Casale (sindaco Titti Palazzetti e assessore Sandro Teruggi) e Vercelli, Legambiente, CasaleBeneComune e le organizzazioni sindacali.

Ad occuparsi della gestione delle linee sarà Trenord con obiettivo dichiarato di inserire corse ad orari cadenzati, presumibilmente dell’ordine di ogni ora per agevolare i pendolari diretti a Novara e Milano.

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1523 Messaggio da Tz » mar 25 lug 2017 12:39

marco ha scritto: Ad occuparsi della gestione delle linee sarà Trenord
Magari del servizio ma non certo la gestione della linea... :roll:

Osservazione: ben vengano certe iniziative ma che abbiano un senso. ::-?:
Riattivare la Casale-Mortara con la solita automotrice che va su e giù non serve a una cippa perchè nessuno andrà a Milano da quella via idiota... :roll:
Riattivare la Casale-Vercelli è invece molto importante ma se non la si elettrifica non serve a una cippa nemmeno quella... :wall:

Sarà poi il modo migliore per dimostrare che le riattivazioni sono soldi sbattuti via... :shoot:
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1524 Messaggio da nicola_luisari » mar 25 lug 2017 13:08

Non c'entra nulla, ma ho avuto occasione di vedere la vecchia linea Alessandria - Nizza Monferrato mangiando al Caffe della stazione a Bruno.
Deve essere stata spettacolare.
Ciao
Nicola
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1525 Messaggio da Tz » mar 25 lug 2017 13:12

Dipende: spettacolare sotto l'aspetto paesaggistico ma un incubo quando la percorrevo a vapore d'inverno negli anni '70... :shock: :roll:
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1526 Messaggio da simplon » mar 25 lug 2017 17:25

marco ha scritto:Soliti proclami...
A leggere La Stampa salta fuori un'idea confusa e paradossale di servizio (ammesso e non concesso che sia correttamente riportato). Si parla, a regime, di una sorta di triangolazione Milano-Mortara-Casale-Vercelli, come se fosse una linea unica e quindi con lo stesso materiale. ::-?:

s.
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1527 Messaggio da Tz » mar 25 lug 2017 18:32

No, dai, è molto semplice.
A Casale inverti solo la marcia mentre a Milano o fai la cintura via Lambrate o ti infili nel passante col Minuetto diesel... un gioco da ragazzi (scemi)... :roll: :shoot:
Saluti Tz

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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1528 Messaggio da med » mar 01 ago 2017 21:40

http://www.lastampa.it/2017/08/01/edizi ... agina.html
Meno male che ogni tanto qualcuno batte ancora un colpo.
Attendo con impazienza l'arrampicata sugli specchi dell'Amministratore...
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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1529 Messaggio da Cinghiale » mer 02 ago 2017 9:08

Il Cinghiale, [b]senza, peraltro, ricevere risposta[/b], in una lettera elettronica certificata ha scritto:
Illustrissimo Signor Sindaco di Canelli e Presidente della Provincia di Asti,
con la presente, avendone le competenze tecniche, mi permetto di incomodare la S. V. I. in merito ad un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa venerdì 21 luglio 2017.
Innanzi tutto, è doveroso precisare che la galleria Ghersi interrompe ben due possibili collegamenti da Alba e dalla Provincia di Cuneo: uno in direzione di Asti e l’altro in direzione di Alessandria. La linea, pur offrendo tali collegamenti, ancorché importanti per la mobilità locale, essendo una ferrovia e non già una semplice infrastruttura stradale, merita di essere considerata in un contesto più ampio, quanto meno Nazionale. La tratta verso Asti è parte di un itinerario che, da Sud – Ovest muove verso Nord – Est, itinerario, un tempo solcato anche da treni Diretti che, da Cuneo, raggiungevano Milano passando per Fossano, Savigliano, Cavallermaggiore, Bra, Castagnole Lanze, Asti, Casale Monferrato e Mortara, treni ancora in oggi proponibili anche con origine dalla Costa Azzurra, passando per la linea del Tenda; la tratta verso Alessandria, invece, è parte di un corridoio Padano medio che, da Torino, attraverso Trofarello, Carmagnola e Bra, si snoda nella linea Pavesiana, passando per Castagnole Lanze, Nizza Monferrato e Cantalupo, per poi raggiungere il Veneto, attraverso Alessandria, Torre Beretti, Pavia, Casalpusterlengo, Codogno, Cremona, Mantova e Monselice, per tacere del ruolo che avrebbe nel collegare la zona delle Langhe e del Monferrato con la Liguria, allorquando, in concomitanza con la fiera del tartufo di Alba, potrebbero essere istituiti dei treni Genova – Ovada – Acqui Terme – Nizza Monferrato – Canelli – Castagnole Lanze – Alba, d’indubbia valenza turistica. Già nell’ormai lontano 2013, ebbi l’occasione di pubblicare un articolo contro la paventata trasformazione del sedime ferroviario in pista ciclabile, proprio introducendo argomenti come quelli sopra esposti.
È bensì vero che il costo del trasporto ferroviario sia maggiore rispetto a quello del trasporto automobilistico, ma solo per esigui numeri di viaggiatori e di corse e per brevissime distanze, ovviamente, al netto di svantaggi a carico della gomma sovente non considerati, come la maggiore probabilità d’incidente, la soggezione nei confronti del resto del traffico e delle condizioni atmosferiche avverse, la minore velocità, il viaggio meno confortevole, anche per l’eventuale induzione di cinetosi, il fattore ecologico; tuttavia, non si tratta di un fattore 8: un documento ufficiale del Ministero dei Trasporti parla di 25.6 € necessari per far viaggiare un treno per un kilometro, forse, stimati per eccesso e di un costo di 0.14 € come costo effettivo per far trasportare un viaggiatore per un kilometro. Resta inoltre da domandarsi che senso abbia tutta questa pletora di autobus, magari organizzati in carovane, per trasportare lentamente, in condizioni disagiate ed a costi maggiori, dei viaggiatori che potrebbero viaggiare molto meglio in treno: succede tra Alba o Castagnole Lanze ed Asti, dove qualche cervellino uscito in fretta, per dirla con Adriano Banchieri, lanciò pure la balzana idea di far circolare degli autobus che percorressero l’itinerario autostradale, ma una situazione analoga si verifica anche tra Torre Pellice e Pinerolo, fin dall’indomani dell’infausta delibera del 2012. Si fa un gran parlare in merito al rilancio del trasporto pubblico e poi si uccidono le ferrovie, che ne dovrebbero costituire il cardine, costringendo così l’utenza o a sobbarcarsi il viaggio in autobus oppure a guidare l’autovettura!
Il nodo di Asti, nel quale, saggiamente, i nostri predecessori hanno fatto confluire ben sei linee, ora versa nell’increscioso stato eloquentemente descritto nella seguente immagine:


Immagine - https://www.flickr.com/photos/25566559@N06/24743530211/


Il diagramma presenta la sola semplificazione di aver trascurato i nodi di Trofarello, Carmagnola e Bra, conglobandoli in quello di Torino, per maggiore chiarezza; inoltre, la Città di Canelli, non è rappresentata, al pari di tutte le altre prive di diramazioni: essa si trova nel lato inferiore dell’esagono, dipinto in rosso, poiché la circolazione è interrotta, mentre, tra Asti e Nizza Monferrato, abbiamo il colore giallo, poiché, a fronte di un servizio feriale il cui cadenzamento orario è sovrabbondante, ma dal quale mancano collegamenti veloci in direzione di Genova (con fermate solamente a Nizza Monferrato, Acqui Terme ed Ovada), non esiste la benché minima ombra di servizio festivo.
È doveroso rammentare che, alle illuminate iniziative del Governo Cavour, il quale affermava, con un suggestivo paragone basato sulla forma del nostro bel Paese, che le ferrovie per l'Italia avrebbero dovuto assumere il ruolo del filo che cuce lo stivale, il Piemonte disponesse, insieme alla Lombardia occidentale, della rete ferroviaria più capillare d’Italia, ancorché meno ricca rispetto ad un tempo, poiché, da troppo tempo a questa parte, si tenta di soffocare le linee cosiddette minori per sfinimento derivante dalla somma della mancanza di manutenzione e della sostituzione dei treni, che potrebbero tranquillamente circolare, con autoservizi, con tutti i problemi poc’anzi illustrati che questi comportano, tutti inconvenienti cui la ferrovia può, almeno in una certa misura, ovviare. Nondimeno, intorno all’autoservizio ruota un mondo d’interessi, economici e non solo, duri da eliminare. Se, nel passato, si è creduto nel trasporto ferroviario, aiutati anche dal fatto che si trattava del sistema più all’avanguardia per l’epoca, l’avvento della motorizzazione individuale, aiutato da un clima di moralità non proprio cristallina ha portato, in Italia, all’affossamento delle ferrovie ed alla forte contrazione del trasporto merci, con soppressione quasi totale di quello diffuso ed a piccole partite. Paradossalmente, nemmeno la saturazione del sistema stradale ha fatto invertire questa tendenza nel nostro Paese, mentre all’estero, le ferrovie, che, peraltro, non hanno mai conosciuto il nostrano declino, sembrano godere di un rinnovato splendore, tanto da rivitalizzare linee credute, erroneamente, secondarie. Da noi, invece, eccettuato il sistema ad alta velocità, necessario, ma in essere per pure motivazioni di facciata e alcuni servizi merci a treno completo, la situazione non è affatto rosea. Innanzi tutto, per fare un paragone con il nostro corpo, puntare solo su poche linee principali, alta velocità compresa, equivale alla pretesa di vascolarizzare un intero organismo con i soli vasi di grosso calibro, affidando tutto il resto alla diffusione passiva: anche una persona non esperta di materia biologica o medica si avvede della materiale impossibilità di un siffatto processo; infatti, esistono i piccoli vasi ed i rami terminali, fino ai capillari per assicurare un adeguato servizio d’irrorazione sanguigna in tutto il corpo. Altro vantaggio che la Natura ha dato al nostro apparato circolatorio sono i circoli collaterali, ovvero delle vie attraverso le quali il sangue può scorrere in caso di ostruzione del percorso principale abituale o per far fronte ad aumentate esigenze metaboliche: un esempio è costituito dal sistema delle arterie coronarie di alcuni soggetti: coloro i quali sono provvidenzialmente forniti di rami collaterali sono nelle condizioni di evitare fenomeni ischemici potenzialmente fatali. Trasponendo il discorso all’ambito ferroviario, è facile comprendere che le linee considerate secondarie, in realtà sono i rami terminali necessari ad assicurare il servizio a quelle aree geografiche i cui abitanti, in caso contrario, sarebbero costretti a sobbarcarsi lunghi tragitti in auto o in pullman, mentre i percorsi alternativi, oltre ad essere l’unica via possibile in caso d’impedimento sul percorso principale abituale, rappresentano una via più breve per collegare località che, limitandosi ad usare il più possibile la cosiddetta rete principale, sarebbero connesse da un percorso di lunghezza maggiore, con tempi spesso non compensati dalle migliori potenzialità delle linee. Compito di chi programma i trasporti, ovviamente, prevedere l’istituzione di tali collegamenti, senza relegare queste linee al puro traffico regionale o suburbano: le Langhe, il Monferrato ed il Roero sono state poste sotto la tutela dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, le Scienze e la Cultura (UNESCO) ed i turisti che visitano le nostre zone hanno bisogno di un sistema di trasporti sicuro, veloce, confortevole ed affidabile, caratteristiche queste che sono peculiari della ferrovia, al cui uso sono avvezzi molti Europei, nei quali, ovviamente, includiamo anche gli Elvetici, che davvero hanno fatto dei binari, tanto ferroviari quanto tramviari, un asse portante del trasporto ed hanno posto in primo piano il trasporto pubblico rispetto a quello privato.
Scusandomi per il disturbo arrecato e restando a disposizione, volentieri, colgo l’occasione per inviare distinti saluti, non disgiunti dagli auguri di buon lavoro.



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Re: Asti-Alba e Asti-Mortara: a quando la riapertura?

#1530 Messaggio da Cinghiale » mer 02 ago 2017 9:13

DOPPIO INVIO PER STRANO SCHERZO DELLA RETE.

PREGASI CANCELLARE.

GRAZIE.
Ultima modifica di Cinghiale il mer 02 ago 2017 9:18, modificato 1 volta in totale.

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