Scali e raccordi merci

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Re: Scali e raccordi merci

#1186 Messaggio da volvox » gio 15 nov 2018 8:05

Finanziamento di 5,7 milioni di euro al porto della Spezia per potenziare ulteriormente i servizi ferroviari

Grazie all'intervento previsto anche la stazione di La Spezia Migliarina potrà disporre di un binario da 750 metri
L'AdSP ha specificato che il finanziamento di 5,7 milioni di euro riguarda il potenziamento della stazione di La Spezia Migliarina [omissis]. Nello specifico, il progetto elaborato dal settore Progetti Speciali dell'AdSP e selezionato da RFI riguarda la centralizzazione nella gestione di tre binari di arrivo e partenza dei treni merci, nonché la creazione di un'area attrezzata per la manutenzione dei veicoli. Grazie a questo intervento, anche la stazione di La Spezia Migliarina potrà disporre di un binario da 750 metri che si andrà ad aggiungere agli altri due binari con gli stessi standard europei che verranno realizzati a La Spezia Marittima con l'intervento di potenziamento del fascio di binari i cui lavori sono attualmente in corso.
http://www.informare.it/news/gennews/20 ... oviari.asp

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Re: Scali e raccordi merci

#1187 Messaggio da massimo » lun 10 dic 2018 22:20

Eviterei di farne i soliti commenti politici pro e contro ma concordo con queste tesi:

https://www.corrieremarittimo.it/logist ... he-arriva/

RIXI, VTE GENOVA: SECONDO BINARIO FERROVIARIO, "UN CANDELOTTO A MICCIA CORTA ALL’ULTIMO CHE ARRIVA"

A Livorno parlando di porti, infrastrutture ferroviarie ed economia del paese è intervenuto il vice ministro al Mit, Edoardo Rixi, durante il convegno promosso da Federmanager dal titolo “Un progetto di collaborazione fra Adsp del Mar Tirreno e Ligure”. Si allunga l’arco geografico che raccoglie i sistemi portuali e che vede uniti nella volontà di collaborare e, non competere, i porti laziali, toscani e liguri: partendo da Civitavecchia salendo fino a Piombino, Livorno e le sue isole, procedendo per Marina di Carrara e La Spezia, fino a Genova e Savona. A rappresentare le istituzioni portuali intervengono i rispettivi presidenti: per il lazio Francesco Maria Di Maio, Stefano Corsini porto ospitante, Carla Roncallo per il sistema Marina di Carrara e La Spezia.

Tra gli argomenti trattati dal vice ministro la necessità di fare sistema per affrontare con forza l’interesse degli investitori esteri, la Cina prima di tutti, che impone una potenziale “sfida in cui si può guadagnare ma anche in cui si può perdere”, avverte il viceministro, guai a svendere il nostro patrimonio infrastrutturale, quindi attenzione all’acquisizione parziale o totale dei porti tricolore da parte dei cinesi ma, soprattutto, attenzione a perdere il controllo della “catena Logistica che deve essere indirizzata da noi” e quindi non gestita dagli stranieri. Ormai è chiaro che il modello da evitare è quello del porto greco de il Pireo, oggi principale porta di accesso delle merci cinesi in Europa.
Altro “pericolo da scongiurare” è rappresentato dalle grandi alleanze globali dello shipping, “i pochi armatori proprietari di molti terminal che si possono permettere di tenere fermo un porto, per agevolarne un altro”, seguendo quindi una propria strategia commerciale che può mandare in crisi i territori e le città da cui dipendono le economie dei porti bloccati.

Inizia il dibattito su tutto il calderone degli argomenti scottanti che in questo momento infiammano il nostro paese, Grandi opere bloccate, Infrastrutture ferroviarie, Tav, Terzo Valico, chiediamo a Rixi:
Invece nei confronti degli gli stranieri che sono già in Italia, quali strategie? La domanda ci è stata offerta dal breve scambio con Gilberto Danesi, amministratore delegato di VTE Genova, alcuni giorni fa a margine del Forum di Pietrarsa sul tema delle infrastrutture ferroviarie. Danesi sollecitato sul tema grandi opere, bandi fermi, analisi Costi-Benefici in fase di conclusione, in particolare su Terzo Valico e Tav, commentava: ”E’ un momento di stasi in cui si aspetta che succeda qualcosa, come terminalista straniero che investe in Italia siamo perplessi che l’investimento pubblico non riesca a seguire quello dei privati” - l'infrastruttura è il primo terminal portuale italiano e dal 1998 è entrato a far parte del colosso del terminalismo marittimo Port Authority di Singapore, PSA - “Oggi il nostro terminal" concludeva Danesi - "paga pesantemente questa situazione in termini economici, non avendo opportunità di sviluppare il lavoro e rimanendo fermi”.

“Per anni abbiamo illuso gli investitori privati di dare loro delle risposte” - risponde Rixi alla sollecitazione- "L’esempio lampante è proprio il terminal di Voltri VTE dove si aspetta il secondo binario da illo tempore”. Si tratta del secondo binario ferroviario per l’accesso al terminal container. L’opera approvata dal Cipe nel 2006, dovrebbe permettere al terminal l’aumento dei traffici ferroviari del 30% ma, per la quale in realtà la proprietà estera ha aspettato troppo a lungo, seguendo un iter abbastanza complesso fatto di promesse e colpi di scena.
Spiega il vice ministro: "è un investimento per il quale quando sono andato in Regione non c’era neanche la progettazione, con le ferrovie stiamo adesso cercando di recuperare, nonostante ci sia stato un problema su un appalto”. Un esempio di come lasciare il candelotto a miccia corta all’ultimo che arriva" - sbotta- “esempio di pressapochismo sulle linee logistiche sulle quali il nostro paese da tempo si muove”. Le opere vanno affrontate non in maniera singola, se l’Italia avesse avuto una visione globale di sistema, "avrebbe completato un corridoio Ten-T alla volta e, non favrebbe fatto pezzi di 4 corridoi senza completarne neppure uno".

La discussione quindi entra nel dettaglio e il vice ministro inizia a spiegare una ad una le questioni che sul versante della logistica fanno impantanare l'Italia in progettazioni che, a distanza di venta'anni, sono decollate solo parzialmente o non lo sono per niente.
Terzo Valico
A volte ci siamo venduti le cose che non c’erano: il Terzo Valico iniziato nel ‘92, avrebbe dovuto essere terminato per il 2023, invece la linea Tortona-Milano dovrebbe essere completata nel 2026/2028.
Il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia traffico merci:
"Poteva essere pronta da cinque anni, se non fosse stata solo parzialmente finanziata", i lavori mancanti per il completamento dell'opera saranno di fatto inseriti dal ministero dei Trasporti nella rete dei principali assi ferroviari europei del cosiddetto Ten-T network. Questo è un obiettivo su cui il governo vuole accelerare il completamento dei lavori al fine di favorire il transito delle merci sull'asse tra Francia e Italia.
Analisi costi benefici – Tav Torino Lione
"Ho chiesto che l’analisi costi-benefici non blocchi nessuna opera". Nel caso della TAV il vice ministro si dice d’accordo sull’utilità dell’opera. Tempi: impossibile prima del 2030 – Costi: è necessario ridisegnarne la linea, tale da “risparmiare quasi 2 miliardi di euro che possono essere investiti su altri valichi realizzabili prima del 2030, un potenziamento almeno dei corridoi Ten-T che passano nel nostro paese"”.
Ponte di Genova
"Se noi in un anno/ un anno e mezzo non riusciamo a dare un'immagine credibile al nostro paese realizzando il ponte di Genova, il sentiment che avranno all’estero riguardo a noi, sarà tendenzialmente negativo".

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Re: Scali e raccordi merci

#1188 Messaggio da dedorex1 » mar 11 dic 2018 9:29

e scusa quali sarebbero le tesi propugnate?
Una s(n)ano sovranismo autarchico sui porti? bloccare il Tunnel del frejus per "finanziare altri valichi" (e dove?) Spendere qualche miliardo per completare il raddoppio della Genova Ventimiglia che ha priorità poco superiore allo zero?
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Re: Scali e raccordi merci

#1189 Messaggio da simplon » mar 11 dic 2018 9:50

Guarda che Rixi sul Frejus in sostanza ha detto un'altra cosa: sì al tunnel di base in fase di realizzazione (finanziato anche dall'Europa, dalla Francia, ecc.), stop alla tratta italiana da Torino a Bussoleno. I soldi qui risparmiati (o comunque non spesi) si possono destinare ad altri scopi.
Saluti da simplon

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Re: Scali e raccordi merci

#1190 Messaggio da dedorex1 » mar 11 dic 2018 10:33

Meglio, ma comunque mi sembra una cavolata
Interessante che Rixi sembra dimenticare cosa abbia rappresentato il VTE per Genova
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Re: Scali e raccordi merci

#1191 Messaggio da Lirex » mar 11 dic 2018 10:40

I soldi non spesi andranno in barriere antirumore e opere compensative per i comuni ove passa la storica quando la gente comincerà a lamentarsi dei merci in transito....

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Re: Scali e raccordi merci

#1192 Messaggio da Tz » mar 11 dic 2018 11:34

Quei merci passavano già prima che costruissero l'autostrada ed erano anche più rumorosi degli attuali...
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Re: Scali e raccordi merci

#1193 Messaggio da Lirex » mar 11 dic 2018 11:44

E ma adesso sono altri tempi...., vedi Luino

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Re: Scali e raccordi merci

#1194 Messaggio da Tz » mar 11 dic 2018 11:50

Ch'è successo a Luino ? ::-?:
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Re: Scali e raccordi merci

#1195 Messaggio da Lirex » mar 11 dic 2018 11:57

Da quando hanno adattato la linea ai 4-m e aperto il Gottardo il numero dei treni merci è aumentato, allora quelli che hanno lecase costruite a ridosso della ferrovia si lamentano, si lamentano gli albergatori perchè i turisti scappano, si lamentano i pendolari perchè i merci intralciano e ritardano i treni ecc, ecc

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Re: Scali e raccordi merci

#1196 Messaggio da Tz » mar 11 dic 2018 12:02

Hai mai sentito qualcuno che si lamenti del casino di un'autostrada a fianco di un paese ? ::-?: Pensa solo all'A 7 a Ronco... :lol:
Saluti Tz

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Re: Scali e raccordi merci

#1197 Messaggio da simplon » mar 11 dic 2018 12:22

L'aumento del traffico merci farà svegliare i valligiani e le "montagnine" (come loro stesse si sono definite in contrapposizione alle "madamin"), ora impegnati nella difesa bucolica della loro valle in attesa della decrescita felice. Saranno loro a quel punto a richiedere una ferrovia tutta in galleria da Torino a Bussoleno... Corsi e ricorsi della storia.
Comunque sia, ora siamo alla contrapposizione frontale del tutto ideologica e quindi è difficile ragionare, ma l'ipotesi indicata da Rixi (e non solo da lui, ovviamente) di portare a termine l'essenziale tunnel di base sotto il Moncenisio (per ovvi motivi: lavori avviati, finanziamenti europei, penali, ecc.) e di congelare ogni intervento sulla tratta italiana, potrebbe essere un'onorevole via d'uscita valida per tutti. E poi si vedrà.
Oltretutto, considerando il fatto che la tratta italiana del tunnel è lunga solo 12 km si potrebbe anche trovare un accordo con la Francia per uno scavo a impatto zero o quasi. E' la stessa cosa che è avvenuta per il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus: per superare difficoltà burocratiche, invece di partire con lo scavo anche in Italia, è stata la Francia ad andare avanti e "sfondare" la porta anche da noi.
Saluti da simplon

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Re: Scali e raccordi merci

#1198 Messaggio da em » mar 11 dic 2018 12:30

Tz ha scritto:
mar 11 dic 2018 12:02
Hai mai sentito qualcuno che si lamenti del casino di un'autostrada a fianco di un paese ? [...]
Piu` di una volta ma decisamente meno negli ultimi anni pobabilmente a seguito dell'installazione delle barriere anti rumore.

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Re: Scali e raccordi merci

#1199 Messaggio da Tz » mar 11 dic 2018 13:32

Cosa vuoi che sia... pensa che per 4 caprones del paesino di Pozzolo hanno addirittura interrato il Terzo Valico per 2 km in rasa campagna... :roll: ... ovviamente creando maggiori pericoli in canna unica e minor velocità e a costi assurdi... :wall: :shoot:
Saluti Tz

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Re: Scali e raccordi merci

#1200 Messaggio da dedorex1 » gio 13 dic 2018 18:26

"Al via il piano di sviluppo infrastrutturale e tecnologico degli impianti ferroviari nel porto di Venezia.
È stato infatti firmato oggi da Maurizio Gentile Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e Pino Musolino Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSPMAS) l’accordo per dare concretezza alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di potenziamento infrastrutturale nel Comprensorio Ferroviario di Venezia Marghera Scalo, strategico nodo logistico del territorio e della rete europea per i Corridoi ferroviari TEN-T. .....
Prevista, già nel 2019, una prima fase di interventi nella stazione di Marghera Scalo, per l’attrezzaggio di ulteriori binari elettrificati e l’adeguamento del modulo a 750 metri (standard europeo di lunghezza dei treni), cui seguiranno via via nel corso degli anni ulteriori fasi di intervento sia tecnologico (realizzazione di un nuovo Apparato Centrale Computerizzato) che infrastrutturale. Tra questi ultimi trova spazio il rifacimento e l’implementazione di Parco Breda situato lungo la Strada Regionale 11.
...Proseguirà, inoltre, l’analisi sulle attività necessarie per il ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Chioggia e la rete nazionale. Parallelamente è in corso di implementazione, da parte di Autorità di Sistema Portuale, il potenziamento dell’infrastruttura di manovra che prevede lo spostamento e il raddoppio del binario di Via dell’Elettricità, con supporto finanziario di specifici fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.
Per la fase di lungo periodo si progetterà la fattibilità di un nuovo scalo merci nella penisola del petrolchimico e della sua connessione diretta con la rete ferroviaria nazionale.
La cosiddetta “cura del ferro”, avviata negli ultimi anni nel Porto di Venezia, continua a dare ottimi risultati nella movimentazione merci dello scalo lagunare: i carri movimentati nel periodo gennaio-novembre 2018 ammontano, infatti, a 93.643 (+11,3% rispetto lo stesso periodo 2017), pari a oltre 2,4 milioni di tonnellate di merci trasportate su rotaia (+10,7% in peso rispetto allo stesso periodo 2017)....."
http://www.rfi.it/cms/v/index.jsp?vgnex ... 16f90aRCRD
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