Scali e raccordi merci

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Gian89
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Re: Scali e raccordi merci

#1051 Messaggio da Gian89 » mar 09 gen 2018 21:49

Confermo quanto esposto da superP sul trasporto merci cuneese.
Dopo qualche mese di carichi di silice a Borgo S.D. nella prima parte del 2016 il servizio è stato sospeso sembra a causa della polvere generata dal carico dei carri taems tramite ruspe...
Il nuovo servizio di Fuorimuro però è diverso in quanto i treni container arrivano carichi di silice francese e sono destinati ad un' industria della zona anche se ignoro quale. Quindi per ora la silice di Robilante viaggia di nuovo totalmente su gomma.
Si è cominciato a novembre con il primo servizio da Genova a Fossano tramite Vectron e da Fossano a Borgo S.D. con D100 Inrail per la non circolabilità della Vectron sulla Fossano-Limone.
La circolabilità è stata in seguito ottenuta e il 29 dicembre si è svolto il primo servizio in trazione totalmente elettrica, manovra compresa.
Maggiori informazioni sulla pagina facebook del Cunifer-Circolo Cuneese Ferromodellisti e Feramatori a partire dai post di settembre

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Re: Scali e raccordi merci

#1052 Messaggio da dedorex1 » mer 10 gen 2018 15:50

Metto pochi dati in più sul nuovo Smistamento. Bisogna dire che aver accettato la morte di Segrate con la fame di spazi logistici che si sta creando mi sembra cosa poco sana
"Il progetto del “Terminal Teralp” prevede la demolizione e bonifica delle strutture ferroviarie esistenti ed, in due fasi successive, la realizzazione di nuovi impianti (10 binari, 10 corsie di sosta temporanea, 4 corsie stradali, 6 Gru elettriche a partale, 5 binari di supporto, aree di sosta temporanea, aree di mitigazione ambientale, edifici di servizio) in grado di movimentare a pieno regime 22 coppie di treni al giorno"
https://selsegrate.wordpress.com/2017/1 ... termodale/
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Re: Scali e raccordi merci

#1053 Messaggio da Frank_Castle » ven 12 gen 2018 20:58

E431.037 ha scritto:
lun 08 gen 2018 23:20
Vagando con Google Maps ho scoperto un binario - segato, ovviamente - che entra in un deposito DHL a Corteolona (PV). Non ho però trovato traccia di servizi destinati a questo impianto: l'unico traffico merci della Pavia-Cremona sembra essere il "Chignolo" per il trasporto di auto. Qualcuno ha notizie in merito al raccordo DHL?
Ti riporto quello che ho trovato in rete:

Cappelletti Spa, primario operatore logistico
specializzato nella fornitura di soluzioni
innovative di logistica integrata, società del
gruppo Exel, leader mondiale nella gestione
della supply chain, nel corso dell’anno 2004
ha effettuato interventi di implementazione al
proprio sito di Corteolona (PV), operativo dal
1995. Sacma ha collaborato in questa fase
studiando il sistema di magazzinaggio e
fornendo attrezzature pari a circa 40.000
posti pallet. La soluzione proposta ha previsto
l’utilizzo di scaffalature servite da carrelli
trilaterali e retrattili per lo stoccaggio e
transpallet elettrici per l’area picking.

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q= ... 819mXnLp-u

Ergo azienza del 1995, raccordo costruito all'epoca o poco dopo e successivamente dismesso.
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Re: Scali e raccordi merci

#1054 Messaggio da GabryJ84 » ven 12 gen 2018 21:08

E431.037 ha scritto:
lun 08 gen 2018 23:20
Vagando con Google Maps ho scoperto un binario - segato, ovviamente - che entra in un deposito DHL a Corteolona (PV). Non ho però trovato traccia di servizi destinati a questo impianto: l'unico traffico merci della Pavia-Cremona sembra essere il "Chignolo" per il trasporto di auto. Qualcuno ha notizie in merito al raccordo DHL?
Il Chignolo non si fa più da almeno 1 anno e mezzo. Il traffico merci è scomparso su quella linea.
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Re: Scali e raccordi merci

#1055 Messaggio da E431.037 » ven 12 gen 2018 21:16

E più di quanto abbia trovato io! Grazie!! :=D>:
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Re: Scali e raccordi merci

#1056 Messaggio da Frank_Castle » dom 14 gen 2018 16:06

Ho trovato questo articolo di luglio sul dismesso raccordo della cava di Caprie (TO).

http://www.valsusaoggi.it/foto-tav-in-v ... di-caprie/

Tra l'altro ho scoperto che una volta era pure elettrificato e che due anni fa era stato ripulito nel tratto della riva sx idrografica.
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Re: Scali e raccordi merci

#1057 Messaggio da GabryJ84 » dom 14 gen 2018 16:11

ci passo sempre da li quando vado a bussoleno...c'è un P.L. con croci di sant'andrea sulla statale...spero lo proteggeranno in qualche modo...
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Re: Scali e raccordi merci

#1058 Messaggio da Bill » dom 14 gen 2018 20:07

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Re: Scali e raccordi merci

#1059 Messaggio da ssb » dom 14 gen 2018 20:38

Eh certo, un PL con croci di sant’andrea su un raccordo industriale, che assurdità! :D Come minimo ci vorrà il bastone di Gandalf rosso lampeggiante e mezza muraglia cinese per lato per proteggerlo...

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Re: Scali e raccordi merci

#1060 Messaggio da GabryJ84 » dom 14 gen 2018 20:42

Non hai capito niente. Se devono scaricarci lo smarino inizierà ad essere frequentato...essendo una statalr andrà necessariamente protetto anche con sole luci lampeggianti e campana.
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Re: Scali e raccordi merci

#1061 Messaggio da Z.G » dom 14 gen 2018 21:35

Frank_Castle ha scritto:
dom 14 gen 2018 16:06

Tra l'altro ho scoperto che una volta era pure elettrificato e che due anni fa era stato ripulito nel tratto della riva sx idrografica.
Confermo la pulizia anche se non saprei dire se è solo di 2 anni fa.
Piuttosto per quanto riguarda l'elettrificazione, qual è la fonte?
Il libro "Binari per gli stabilimenti"?

Me ne sono interessato perchè di li partiva negli anni '20 il pietrisco per le strade di Torino che arrivava prendendo poi la linea Torino-Rivoli. E poichè, dopo il libro sulla filovia; sto lavorando ad un libro sulla tramvia in questione, ho cercato di saperne di più.
Discutendo con l'autore del suddetto libro eravamo però giunti alla conclusione che molto probabilmente non era elettrificato perchè comunque mancano riscontri documentali.
Se ci sono altre fonti, ben vengano!

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Re: Scali e raccordi merci

#1062 Messaggio da massimo » mer 17 gen 2018 10:38

Molto interessante questo articolo situazione grottesca:

http://www.corrieredellacalabria.it/le- ... auro%C2%BB

Come contrastare il declino del porto di Gioia Tauro»

Il porto di Gioia Tauro
Solo tre anni fa il porto di Genova era al 71esimo posto fra i porti mondiali per movimentazioni con meno di 2,2 milioni di Teus. Gioia Tauro era al 51esimo con quasi 3 milioni di teus. Alla fine del 2017 Genova ha superato per la prima volta Gioia Tauro scalvalcandola per volumi di teus movementati con più di 2,6 milioni di teus contro i 2,5 milioni di teus di Gioia Tauro. Nel contempo il porto di Trieste e il porto di Kobor in Slovenia macinano record, archiaviando un buon 2017 rispettivamente con un +26% rispetto al 2016 nel caso di Trieste e e il raggiungimento del risultato di quasi un milione di teus movimentati per Koper. Questi dati poi attestano la crescita per i porti del Napa (North adriatic ports association) a un +80% di teus movimentati, segno che la Via della seta comincia a produrre effetti.
Si sta, quindi, delineando un quadro in cui i sistemi portuali dell’Alto Tirreno e l’Alto Adriatico si candidano a essere i due gate continentali sul Mediterraneo, condannando Gioia Tauro alla marginalità. Del resto, nei due casi le regioni e il governo hanno investito pesantemente in infrastrutture, si è costruito un sistema di porti molto forte e coeso in grado di avere potere contrattuale nei confronti delle compagnie di navigazione, geograficamente questi sistemi sono collegati in maniera efficiente al cuore dell’Europa. Da queste considerazioni che permettono di capire meglio i rischi che corre Gioia Tauro.
Il mercato del transhipment è un mercato fortemente oligopolistico, con un tasso di concentrazione in poche compagnie che si è accresciuto negli ultimi anni. Mentre venti anni fa secolo le prime tre alleanze controllavano il quaranta per cento circa del traffico, oggi le prime tre alleanze (2M, The Alliance e Ocean Alliance) controllano circa il 90% del mercato. Questo fatto costituisce un primo elemento di debolezza per i porti che, di fatto, sono costretti a subire le decisioni strategiche di queste alleanze. Gioia Tauro ha in questo quadro un ulteriore elemento di debolezza perché dipende solo ed esclusivamente dall’alleanza 2M.
Contship Italia, forte del suo ruolo di monopolista esclusivo di Gioia Tauro, ha continuato nel 2017 il processo di razionalizzazione dei processi e dei costi che, tradotto in soldoni, significa riduzione del costo del lavoro e quindi esuberi, licenziamenti e riduzione degli investimenti. La costituzione dell’Agenzia di Somministrazione del Lavoro da parte del governo altro non è stata che una concessione pubblica a questa strategia del monopolista. In sostanza è un modo per privatizzare i profitti e si socializzare le perdite a spese dei contribuenti. Questa strategia è così chiara da aver portato nei giorni scorsi il Commissario dell’Autorità Portuale a mettere in mora Mct, paventando anche la revoca della concessione.
La tendenza al gigantismo navale, fortemente accentuatasi negli ultimi anni, tenderà a concentrare in pochi scali il traffico di transhipment con la conseguenza che molti scali minori saranno cancellati.
In questo quadro si inserisce l’apertura, prevista nell’anno in corso, dello scalo di Vado Ligure che sarà l’unico altro porto oltre Gioia Tauro a poter gestire in Italia le Ulcs (Ultra-Large Container Ship) navi con capacità di più di 18.000 teus. In uno scenario sempre più competitivo e con il varo di navi con capacità di più di 24.000 teus non è detto che in Italia ci sia posto per più di un porto di transhipment. Cosa bisogna, dunque, fare?
Abbandonare immediatamente la bufala della Zes. La stiamo aspettando ormai da più di cinque anni, assomiglia sempre di più ad una pièce teatrale che si potrebbe chiamare “Aspettando la Zes”, riedizione in chiave calabrese di “Aspettando Godot”. La Zes inoltre non risolve i problemi di Gioia Tauro che sono problemi di competitività dell’infrastruttura portuale in uno scenario fortemente competitivo. Rischiamo tra qualche hanno di avere istituito la Zes per il porto, senza che ci sia più un porto attivo. Agire subito per rompere il monopolio di Contship su Gioia Tauro, aprendo ad accordi con altre alleanze.
Investire sulle infrastrutture ferroviarie, sull’intermodalità e sull‘innovazione di processo. Aprire il Porto di Gioia Tauro alla polifunzionalità.
Senza questi interventi urgentissimi Gioia Tauro rischia di avere una lunga agonia i cui costi saranno a carico principalmente delle finanze pubbliche. E il tempo dei traccheggiamenti è ormai finito.

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Re: Scali e raccordi merci

#1063 Messaggio da dedorex1 » mer 17 gen 2018 11:25

Tipico articolo commissionato
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Re: Scali e raccordi merci

#1064 Messaggio da E431.037 » mer 17 gen 2018 13:48

nvestire sulle infrastrutture ferroviarie, sull’intermodalità e sull‘innovazione di processo. Aprire il Porto di Gioia Tauro alla polifunzionalità.
Altri che pretendono di obbligare le merci a viaggiare per 1000 km via terra anziché via mare?
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Re: Scali e raccordi merci

#1065 Messaggio da dedorex1 » mer 17 gen 2018 14:18

Ci sono alcuni punti validi (va bene l'esclusiva ad un solo operatore, bisogna aggiungere altre attività, collegare alla ferrovia etc) e altre semplicemente cannate (l'attacco all'efficientamento che fa Contship, il confronto con i porti del nord, l'attacco alle ZES...).
Resto convinto che la volontà sia semplicemente attaccare contship, spinti da qualche player interessato
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