Trasporti pubblici in provincia di CN

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Re: Trasporti pubblici in provincia di CN

#61 Messaggio da Cinghiale » mar 23 apr 2019 19:45

Il quotidiano La Stampa, nel numero di oggi, martedì 23 aprile 2019, in un articolo a firma Manuel Bria, ha scritto:
GRAZIE AL SOSTEGNO DELLA REGIONE

RINASCITA DOPO L'ALLUVIONE
ORMEA NON SI ARRENDE E RIFÀ LA STAZIONE DEI TRENI


Un intervento da 200000 euro per riportare la stazione ferroviaria di Ormea, in valle Tanaro, all'antico splendore. Lo ha approvate la Giunta cittadina e prevede il restauro e il risanamento conservativo dell'edificio di proprietà di RFI, concesso in comodato gratuito al Comune. Capolinea della ferrovia Ceva – Ormea, rappresenta l'ultima fermata del treno storico dal 2018, anno in cui si è concluso il ripristino dei danni causati alla linea dall'alluvione del 2016 (tra il 2016 e il 2018, i convogli non potevano proseguire oltre Bagnasco). Il fabbricato, di 300 metri quadrati, si sviluppa su due piani. Venne costruito fra il 1890 e il 1893 nei pressi del centro storico, modificando l'originario progetto che prevedeva la prosecuzione della ferrovia fino ad Oneglia e la realizzazione della stazione nell'area dell'Isola Colombina, a monte dell'abitato – spiega il Sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris. Il progetto è interamente finanziato dall'Assessorato al Turismo della Regione, nell'ambito dell'accordo di programma stipulato con i Comuni dell'Unione Montana dell’Alta Val Tanaro. È una conseguenza del progetto della Ferrovia Turistica del Tanaro, sostenuto dalla Fondazione Ferrovie dello Stato e dalla stessa Regione – aggiunge il primo Cittadino. Include revisione della copertura e verifica e sostituzione di grondaie e tubi pluviali, risanamento di cornicioni e parti di muratura deteriorate, rifacimento d’intonaco e tinteggiatura, sostituzione dei serramenti esterni al piano terra e manutenzione di quelli al primo piano. Inoltre saranno sistemati sala d'aspetto e atrio, che potranno essere utilizzati per esposizioni ed iniziative sociali e culturali.

Senza costi per il Comune
La stazione – dice ancora Ferraris – è in un punto strategico, a ridosso del centro storico e ben visibile da chi transita sulla statale 28. È un fabbricato di pregio, come tutta l'edilizia ferroviaria dell'epoca. Grazie al progetto di ferrovia turistica, riusciremo a risanarlo e riportarlo all'originale splendore senza costi per il Comune, visto l’intervento Regionale.


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Re: Trasporti pubblici in provincia di CN

#62 Messaggio da Cinghiale » sab 11 mag 2019 10:18

La rivista IDEA, a pagina 61 del numero di giovedì 4 aprile 2019 ha scritto:
IL TRENINO DELL'UNESCO AVREBBE GRANDI POTENZIALITÀ
E, INVECE, LE STRADE FERRATE SONO SEMPRE PIÙ NEGLETTE.


Professor Moscone, da anni, Lei, quasi vox clamantis in deserto, si batte per i trasporti ferroviari, in particolare per la riapertura della linea Asti - Alba, interrotta da troppi anni. Oggi, è più o meno fiducioso di ieri?

Continuo ad essere molto pessimista. Le legislature Regionali e Comunali stanno finendo e sono passati altri cinque anni con un nulla di fatto: i nuovi Amministratori Piemontesi non sono riusciti a ripristinare la famosa galleria Ghersi di Neive, pretesto usato per chiudere la tratta. Un tempo, si costruivano le ferrovie per unire i territori, ora, si spezzetta, si divide, si chiude, aumentando le distanze anziché diminuirle. I pendolari sono abbandonati a loro stessi in mezzo a strade dissestate e piene di buche, con ponti crollati e non più ricostruiti, che ricordano i Paesi dell'Est Europa al tempo del socialismo reale, eppure ci vorrebbe poco a capire l'importanza delle reti ferroviarie locali: è inutile pensare al globale (vedi il TAV) se, prima, non si parte dal locale e da un locale di qualità. Ci si vanta di essere il cinquantesimo sito UNESCO Italiano, ma non si è in grado di far funzionare una ferrovia che, in modo sostenibile, collegherebbe tutta l'area. Potremmo avere, oltre al servizio per i pendolari, il treno del vino (Langhe vitate Albesi ed Astigiane), il treno di Cesare Pavese (Valle Belbo), il treno di Luigi Einaudi e del bollito di Carrù (se si riprendesse il discorso MetroGranda, riattivando [almeno, nota del Trascrittore] parte della ex Bra - Ceva e, invece, non abbiamo nulla di tutto questo. Potremmo essere una piccola Svizzera, emulando i trenini rossi Elvetici, che richiamano turisti tutto l'anno e scolaresche da ogni dove: portiamo i nostri studenti sul trenino del Bernina, regalando soldi agli Svizzeri, quando potremmo portarli su un trenino dell'UNESCO, convogliando risorse sul territorio. Gli Statisti del passato avevano costruito una rete ferroviaria molto capillare, che univa tutta la fascia collinare del Piemonte Sud - orientale, collegandola con la Pianura Padana e la Liguria di Genova e del Levante; i politici attuali, che, forse, non hanno mai preso in mano una carta geografica, hanno mandato all'aria questo patrimonio e sembrano non voler far nulla per ripristinarlo. Ricordo solo che, in 6 minuti di treno, da Alba, si raggiungeva Neive, in 36 minuti, si era ad Asti ed in 40 a Santo Stefano Belbo. Quanto tempo ci vuole, adesso, con l'automobile, per non dire con i Pullman di linea? E quanto abbiamo risparmiato, chiudendo la ferrovia, in termini di inquinamento, incidenti, usura delle strade, traffico, consumo di idrocarburi, etc.?


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