Da Tarquinia a Ponzana - natale 1976

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Maestrale-F570
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Da Tarquinia a Ponzana - natale 1976

#1 Messaggio da Maestrale-F570 » ven 21 ott 2016 12:57

Questo è il racconto uno dei tantissimi viaggi effettuati tra la mia città natale e la frazione di Ponzana tra Novara e Vercelli, dove in quegli anni si trovava la mia famiglia.

Ricordo molto bene l'eccitazione che mi prendeva ogni volta che mi dovevo accingere a prendere un treno per farmi la scarpinata di 552 Km tra la mia Tarquinia e Ponzana.
In fondo, all'epoca alla mia età (13 anni) fare un viaggio da 500 km non era una cosa che si faceva tutti i giorni, ma per il fatto che la nostra famiglia per motivi di lavoro era sparpagliata un po' qua (Tarquinia) ed un po' la (Ponzana), capitava almeno quattro o cinque volte l'anno, specialmente nei periodi in cui si faceva vacanza daglla scuola.
La mattina del 29 dicembre 1976 giungiamo alla stazione di Tarquinia per fare i biglietti: all'epoca pagava papà, quindi Prima Classe... e ci accomodiamo nella sala di attesa assieme ad altri viaggiatori.
All'interno c'era un bel tepore, ma ricordo bene che anche fuori, a causa di un forte vento di scirocco, la temperatura pur essendo dicembre non era rigida.
Il nostro treno era il Diretto 2608, un treno che partiva da Roma Termini diretto a Torino Porta Nuova la cui composizione classica era una E444 (alcune volte una E646) in livrea originale (dato che l'XMPR fortunatamente ancora non esisteva) con otto vetture di seconda classe UIC ed una di prima classe in testa.
Il treno partiva alle 8:02 e quindi dato che eravamo arrivati in stazione verso le 7:30, c'era tutto il tempo per fare con comodo le ultime cose.
Io come sempre, ero fuori a guardare tutto quello che la stazione poteva offrire: binari vuoti, il marciapiedi in terra battuta tra il binario 1 ed il binario 2, il deposito merci in lontananza e le macchine che attraversavano il passaggio a livello.
Verso le otto ancora nessun segnale del treno: il blocco FS dentro la stazione restava muto e le sue campanelle non comunicavano richieste consenso ne' transitati, ma in fondo si sa: in Italia i treni arrivavano in orario solo durante il ventennio... :)
Passano i minuti ed il blocco resta sempre muto, nessuna novità, nessun annuncio da parte del personale presente in stazione, al che, con mio padre ci rechiamo a bussare alla porta della dirigenza di stazione dato che conoscevamo molto bene chi vi lavorava (in fondo siamo una famiglia di ferrovieri... tra colleghi o ex colleghi, ci si aiuta) e domandiamo che fine abbia fatto il nostro treno.
La notizia ci sconforta abbastanza: nella notte una tromba d'aria ha divelto 400 m. di catenaria nei pressi di Furbara e la comunicazione da/per Roma è interrotta.
Quindi rientriamo mestamente e divulghiamo la notizia agli altri passeggeri che erano in attesa.
A quel punto per ammazzare il tempo, esco fuori nuovamente ed inizio a passeggiare sul marciapiedi del binario 1, ma dopo un po' inizia a piovere e decido, pur di rimanere fuori, di appoggiarmi dietro lo spigolo del muro della stazione che crea un cono dove la pioggia non arriva a causa del forte vento.
Sono solo, ma non mi sento abbandonato.
So che prima o poi ripareranno la catenaria ed il treno arriverà ed il pensiero mi consola.
Il tempo trascorre così, tra alcuni treni che partono ed arrivano a Civitavecchia e pertanto non impegnano il tratto incriminato, il vento che fischia dietro l'angolo e la pioggia che alterna scrosci più forti ad una pioggerellina fina.
Verso le 11:45 e quindi quasi in preda allo sconforto, l'altoparlante annuncia che la linea è stata riaperta e che il primo treno utile per Torino sarà l'Espresso 600 che proveniva da Lamezia Terme e che sarebbe dovuto arrivare a Civitavecchia alle 2:20 ma ovviamente, è rimasto bloccato a Cerveteri-Ladispoli.
La voce all'altoparlante annuncia inoltre che il treno effettuerà servizio locale fino a Grosseto saltando solo le fermate di Ansedonia e Rispescia.
A mezzogiorno, la sagoma della E636 sbuca dalla curva che immette nel rettifilo della stazione e tra uno stridio di freni si ferma.
Finalmente si parte !
Troviamo una vettura di Prima Classe ed iniziamo a scorrere i vari compartimenti e verso il centro del vagone troviamo un compartimento dove siede solo una signora.
Noi siamo in tre: io, ed i miei genitori.
Entriamo salutando e la signora gentilmente risponde.
Il treno riparte e lentamente prende velocità.
La signora chiede che stazione fosse e noi rispondiamo che siamo appena ripartita da Tarquinia e che il treno farà tutte le fermate fino a Grosseto.
Dopo un'ora abbondante giungiamo nel capoluogo maremmano e nel frattempo abbiamo iniziato a prendere confidenza con la signora che scopriamo essere la moglie di un ufficiale di un traghetto che da Genova collega Porto Torres.
La signora aveva preso quel treno perchè sarebbe arrivata la mattina in quel di Genova in modo da passare l'intera giornata col marito e poi partire con lui alla volta della Sardegna.
Noi ovviamente le raccontiamo che stiamo andando a Novara per riunirci col resto della famiglia e di chiacchiera in chiacchiera, le stazioni in cui l'Espresso 600 transita si accumulano dietro di noi.
Montepescali, Follonica, Campiglia Marittima, Cecina... ed arrivammo a Livorno.
A Livorno c'è giusto il tempo di affacciarsi per vedere gente che sale e scende e poi si riparte alla volta di Pisa.
A Pisa l'afflusso di passeggeri è più grande, la stazione più imponente e con più binari e nel frattempo si sono fatte quasi le 5 del pomeriggio, perchè a causa del grandissimo ritardo accumulato, il treno spesso e volentieri deve fermarsi per dare precedenza ad Rapidi oppure attendere qualche coincidenza.
Nel frattempo la signora inizia a consultare sempre più spesso l'orologio, perchè l'appuntamento con la nave traghetto era per le otto di sera, e se si continua così, rischia di non arrivare in tempo.
Partendo da La Spezia ci infiliamo nella galleria Riomaggiore e da lì siamo in Liguria nel vero senso della parola: gallerie, gallerie, gallerie, con alcuni sprazzi di luce a Sestri Levante e tra Chiavari e Rapallo.
Finalmente si arriva a Nervi, ma ormai sono quasi le otto di sera; la signora ormai è rassegnata e sa benissimo che il traghetto è perso, poi sorpresa nella sorpresa, uscendo da una galleria tra Quarto dei Mille e Genova Sturla, fa la sua apparizione tra i binari il candore della neve.
Arriviamo a Brignole e troviamo mucchi di neve: Genova è sotto una bella nevicata che la coprirà ben bene con la sua bianca coltre.
Poi giunti a Piazza Principe aiuto la signora a scendere portandole giù i bagagli e ci salutiamo.
Si riparte da Genova e si inizia l'arrampicata verso Ronco Scrivia.
La E636 fa il suo dovere mentre trascina dietro di se la lunga processione delle 18 vetture, poi come scolliniamo dopo Ronco e la linea inizia a scendere iniziamo a consumare i panini comprati per strada dato che quelli per il pranzo erano finiti e non pensavamo di arrivare a notte fonda.
Per arrivare a Ponzana si deve scendere ad Alessandria e poi prendere una delle due direttrici all'epoca funzionanti: o via Casale Monferrato-Vercelli oppure via Mortara-Novara.
Scendiamo ad Alessandria dove i mucchi di neve superano il metro di altezza ed andiamo a cercare il tabellone delle partenze.
Ormai sono le 22:00 e siamo in viaggio da 12 ore e svegli da 16.
Il treno più comodo è un diretto che va a Novara ed effettua fermate solo a Valenza e Mortara e parte alle 22:20.
Andiamo al binario e iniziamo a cercare posto.
Il treno è freddo e vuoto.
Prendiamo posto in una vettura di seconda classe dato che il treno era composto solo da queste vetture e mi accuccio vicino al finestrino.
Il vetro è appannato e pieno di condensa, lo pulisco per vedere fuori e spegniamo la luce.
In silenzio il treno si muove sobbalzando appena sugli scambi in uscita da Alessandria e il dolce dondolio mi culla fino a farmi appisolare.
Mi sveglio che siamo fermi a Mortara: fuori è buio ma le luci della stazione mi permettono di vedere che anche qui la neve a caduta copiosa ricoprendo tutto di bianco.
Alla fine arriviamo a Novara attorno alle 23:30, ma il viaggio non è ancora finito: chiamiamo mia sorella dicendole di venirci a prendere a Novara dato che l'ultimo treno per Ponzana ormai è partito da tempo.
Fortunatamente da Ponzana a Novara sono solo 10 km e tempo una ventina di minuti la sagoma dell'auto di mia sorella si appalesa davanti la stazione di Novara: il viaggio in treno è finito, ora attendo solo quello di ritorno...

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