Podgorica - Belgrado (e non solo)

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aemme
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Podgorica - Belgrado (e non solo)

#1 Messaggio da aemme » dom 21 set 2014 23:37

:ciao:

Premessa: mi è sempre piaciuto viaggiare in treno ma non sono mai stato un esperto e/o appassionato, quantomeno non ai vostri livelli. Questo viaggio mi ha fatto scoprire ed apprezzare un modo di viaggiare che non avevo mai sperimentato prima d'ora...
Perdonatemi se il racconto ferroviar-fotografico non è completissimo, ma non ero partito con l'intenzione di farne un reportage per il forum. Molte foto, peraltro, sono state scattate con il cellulare e la qualità lascia un po' a desiderare: mi scuso anche per questo.

In origine, questo post si sarebbe dovuto chiamare "Milano - Istanbul in treno". Questa era l'idea iniziale, poi purtroppo un po' per scelta nostra, un po' per difficoltà oggettive, il proposito è stato mantenuto solo in piccola parte...
Come ben sapete purtroppo i balcani non brillano certo per la capillarità dei servizi ferroviari, quindi sorvolerò sulle tante tratte che abbiamo voluto/dovuto percorrere in bus.

Il nostro percorso è cominciato da Spalato, raggiunta in aereo (non me ne vogliate, ma il biglietto era praticamente regalato). Visita della città, un po' di relax al mare e poi autobus per Mostar.
Un mezzo disastro, nel senso che A l'autobus non era diretto ma ci ha costretti ad un cambio volante sul ciglio della strada B siamo arrivati in ritardo e nella stazione "sbagliata". Deve essere stata la vendetta del treno :mrgreen:

La prima cosa che abbiamo fatto la mattina seguente è stata acquistare il biglietto per Sarajevo.
La scelta è relativa: un treno parte alle sette della mattina e un altro alle sette di sera. Nel complesso, per la stazione di Mostar passano due coppie di treni (passeggeri) al giorno: non esattamente la più trafficata delle stazioni, tant'è che le porte che conducono ai binari vengono aperte solo 30 minuti prima della partenza di ogni treno.
Quando ci affacciamo allo sportello della biglietteria vediamo i cinque impiegati sono seduti intorno ad una scrivania, sorseggiando del the.

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Fatti i biglietti ci dedichiamo alla visita della città. Al di fuori della parte prettamente turistica, sviluppata intorno al celebre Stari Most, sono ancora molti - più che a Sarajevo - gli edifci totalmente inagibili e ancora di più quelli che mostrano ancora le cicatrici del recente passato. Qui per la prima volta provo la strana sensazione che dà il sentirsi raccontare la storia da chi l'ha vissuta sulla propria pelle, cosa che in Bosnia accadrà spesso.

Qualche ora prima della partenza scoppia il diluvio universale, quindi torniamo verso la stazione e ci rifugiamo in un bar, aspettando l'apertura della stazione.
Alle 7 e 10 il treno 722 si presenta in stazione con una composizione decisamente "vintage" e tutt'altro che omogenea, di cui purtroppo, nella paura di non trovare posto a sedere.

Saltiamo al volo su questa carrozza (fotografata solo all'arrivo, e pessimamente)

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a giudicare dagli interni sembrerebbe una carrozza svedese (anni 60?) donata alle ferrovie bosniache nel dopoguerra
Gli interni in legno hanno un'aria calda e familiare, il tavolino è rotto e casca a ripetizione, ma tutto sommato si sta più che comodi.

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Il treno percorre la valle della Neretva e il panorama, finchè c'è luce si lascia guardare, anche se, ovviamente, sono seduto dalla parte sbagliata.
Ad una delle fermate un tizio con un vassoio colmo di bicchierini di caffè (quelli della macchinetta, per intenderci) improvvisa un servizio bar "volante".
Quando poi anche l'ultima lampadina tira le cuoia l'atmosfera si fa ancora più familiare e restiamo totalmente al buio.
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I ragazzi inglesi appendono una torcia alla cappelliera e continuano a broccolare con delle ragazze americane, io tento di farmi dormita, mentre la coppia di inglesi alla mia sinistra si dà alla grappa :mrgreen:

Intorno alle dieci arriviamo alla stazione di Sarajevo. Siamo tra gli ultimi a scendere e appena mettiamo un piede fuori dalla stazione sentiamo il rumore delle porte che vengono chiuse a chiave.
Noi andiamo alla stazione dei bus per fare i biglietti per la tratta successiva, mentre i nostri compagni di carrozza vanno verso la fermata del tram. Al nostro ritorno, mezz'ora dopo, sono ancora lì.
Di orari sulla pensilina neanche l'ombra, ma sembrerebbe proprio che il servizio sia terminato, per cui ci facciamo spennare (per gli standard locali) da un taxi.

(stazione di Sarajevo)
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Che dire di Sarajevo... Vi siete mai innamorati di una ragazza pur accorgendovi che di certo non è la più bella della classe? Ecco, più o meno ci siamo.

Due immagini di Sarajevo: sempre di rotaie si tratta
[url=https://flic.kr/p/p3qRnk]Immagine



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Dopo Sarajevo il nostro viaggio è proseguito lungo la costa (necessariamente) su gomma: Dubrovnik, Kotor (meravigliosa la baia), Budva e da qui Podgorica.

La capitale del Montenegro non è certo una meta turistica particolarmente rinomata e infatti originariamente non rientrava certo nei nostri piani. L'idea era quella di arrivarci nel pomeriggio, saltare su un treno locale (in modo da riuscire a vedere il panorama con la luce del sole) e fermarsi una notte sui monti del Durmitor, ripartendo la sera dopo con il notturno per Belgrado.
Le terribili alluvioni della scorsa primavera, però, hanno rovinato i nostri piani: un tratto di linea nel sud della Serbia è stato distrutto dalle frane e il treno segue un instradamento alternativo.
Già in condizioni "normali" non si tratta di un viaggio particolarmente veloce, posto che il treno percorre i 476 km del percorso in circa 12 ore (erano 7, secondo wikipedia, quando la linea era in condizioni ottimali); in questo condizioni le ore diventano non meno di 16/17. Non ho idea di quanti siano i km percorsi attualmente, ma credo comunque che le velocità medie siano inferiori a quelle di un ciclista amatoriale....
Per qualche tempo le ferrovie serbe e montenegrine hanno provato a mantenere le tre coppie di treni (di cui due notturni) che normalmente circolano nel periodo estivo, salvo rendersi conto di non avere materiale a sufficienza per coprirli tutti (a causa degli orari allungati). Attualmente quindi circola una sola coppia di treni notturni, ed il diurno è soppresso.

Decidiamo quindi di saltare la tappa in montagna e partire direttamente per Belgrado da Podgorica: il "nuovo" treno infatti parte nel tardo pomeriggio, quindi percorre tutta la tratta panoramica alla luce del sole.
Grazie al cielo siamo riusciti a prenotare (via mail) una cabina nel vagone letto. L'unico problema è che i biglietti prenotati devono essere acquistati entro le 10 del giorno della partenza, cosa che ci costringe a svegliarci presto per arrivare in tempo da Budva e, soprattutto, a passare una intera giornata a Podgorica.
Dopo la sveglia, quindi, ci sorbiamo un paio d'ore su un bus abbastanza sgangherato che ci lascia all'autostazione, che si trova praticamente a fianco della stazione ferroviaria.
Appena usciti ci si para davanti una fila di cavalli che attraversa la piazza della stazione

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Per fare i nostri biglietti viene scomodata mezza stazione, ma dopo un quarto d'ora, un paio di telefonate e qualche risata con l'addetta allo sportello (che non parlava una sillaba di inglese) abbiamo in mano i nostri biglietti. L'addetto all'ufficio turistico ci sequestra per un altro quarto d'ora (immagino soffra di solitudine) per farci un briefing su tutto ciò che c'è da vedere in città, inclusi cinema, poste, centri commerciali e farmacie (che non si sa mai). Inutile dire che a Podgorica, a parte il caldo, di memorabile s'è visto ben poco.

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Alle sei siamo di nuovo in stazione: nonostante l'orario folle e la concorrenza agguerrita di bus e aereo (che a Belgrado ci avrebbe portato in 45 minuti, per 70 euro, con partenza la sera stessa) il marciapiede è parecchio affollato.
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Il treno viaggia in composizione rafforzata (mentre i carri con le auto lo precedono con un treno speciale) ma è ugualmente pieno di gente di ritorno dalle vacanze al mare. Grazie al cielo siamo riusciti a prenotare in anticipo, la prospettiva di passare le prossime 16 ore seduto in una carrozza strapiena non è affatto allettante.

Il vagone letto è uscito dalle officine torinesi di FIAT ferroviaria nel lontano 1973. Dalla presenza di scritte in francese più o meno ovunque presumo abbia un passato nelle ferrovie transalpine. Non so (chiedo a voi) se sia circolato anche sui nostri binari.

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Interno della nostra cabina, con donna mascherata. Nonostante fossero solo le 6 troviamo i letti fatti, coperta (...) inclusa.

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Non avevo mai viaggiato in vagone letto e ne sono rimasto favorevolmente impressionato. Certo, stando sdraiato sul letto di mezzo i miei piedi spuntavano fuori dal finestrino, ma è il sottoscritto ad essere fuori misura, purtroppo :megaball:
Quanto alle condizioni della carrozza, forse una rinfrescata non farebbe male, ma il servizio mi è parso adeguato al prezzo pagato. Stenderei un velo pietoso solamente sulle ritirate, nauseanti già dalla partenza.

Poco oltre Podgorica comincia la ripida salita fino ai 1000 metri di Kolasin. E' tutto un susseguirsi di curve e gallerie, in un panorama spettacolare (peccato per il controluce che non aiuta a fare belle foto).
Le prime tre ore di viaggio praticamente le passiamo incollati al finestrino

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Superiamo il viadotto di Mala Rjieka, poco meno di 200 metri di altezza, impressionante.

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Ancora

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Paesaggio sempre più montano
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(non ricordo il nome della stazione)

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Ancora montagne

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Alla stazione di Kolasin, punto più alto dell'intera linea, incrociamo un treno locale.

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Si sente della musica... tutto il treno si affaccia. Pensavo venisse dalla stazione, invece è qualcuno che sta suonando la tromba per salutare i passeggeri dell'altro treno
"oh when the saints go marchin in"
Il pubblico apprezza

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(la scena si ripeterà ad un'altra fermata, ma il suonatore verrà fermato, chissà perchè...)

Superata Kolasin il paesaggio offre comunque spunti interessanti

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Al calar della sera raggiungiamo la frontiera. Il controllo dei documenti richiede parecchio tempo.

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Durante la sosta un venditore ci offre delle birre fresche, che accettiamo volentieri.
Ai piani alti la temperatura è ancora rovente e tale resterà ancora per qualche ora. Inutile dire che non c'è ombra di aria condizionata...

Superata la frontiera, ceniamo con quel che ci eravamo portati dietro.
Prima di ritirarsi nel suo scompartimento l'accudiente chiude a chiave le porte della carrozza, o così almeno mi è parso.
Intorno alle 11 ci mettiamo a letto. Pagherei tutto l'oro del mondo per una doccia ma, a parte questo, si riposa discretamente.
Ogni tanto mi sveglio e il treno è invariabilmente fermo, tant'è che a un certo punto comincio a dubitare che si sia mai mosso da dove stava :mrgreen:
Tutto sommato, però questa lentezza non mi dispiace, dato che ormai la temperatura è assolutamente vivibile. A un certo punto tocca addirittura chiudere il finestrino, che piove dentro...

Ci svegliamo intorno alle 9, senza avere la più pallida idea di dove ci troviamo. I vicini ci lasciano intendere che ce l'abbiamo quasi fatta ed infatti poco prima delle 10 facciamo il nostro ingresso trionfale (ma rigorosamente a passo d'uomo) in Belgrado, superando il nuovo ponte sulla Sava.

Con una mezz'oretta di ritardo entriamo finalmente in stazione

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Qui si chiude la prima parte del racconto. A breve spero di pubblicare il resto.

Che dire... quando racconto delle 16 ore per un percorso di 500 km mi danno del matto... io credo che ne sia valsa la pena

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#2 Messaggio da sr » lun 22 set 2014 10:05

Molto interessante! Che bei paesaggi!
Grazie! :wink:
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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#3 Messaggio da Ae 4/7 » lun 22 set 2014 12:37

Grazie! Sono tratte che non ho ancora percorso personalmente e quindi il racconto è ancora più interessante.

Fa particolarmente piacere constatare una certa frequentazione e composizioni di una certa consistenza...
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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#4 Messaggio da E412 » lun 22 set 2014 12:49

aemme ha scritto: Che dire... quando racconto delle 16 ore per un percorso di 500 km mi danno del matto... io credo che ne sia valsa la pena
Se i posti attraversati sono in qualsiasi modo interessanti ne vale sempre la pena, anche a dorso d'asino :mrgreen:

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#5 Messaggio da ringhio » mar 23 set 2014 19:34

Io avevo fatto Belgrado-podgorica-Belgrado-Sarajevo in 36 ore ( passando la notte in uno scompartimento di 2 cl), e a causa del ritardo persi il Belgrado-Sarajevo diretto e mi tocco' cambiare a strizivojne vrpolie con il treno da Budapest (pure lui in ritardo perché pare avesse investito un'auto)
Purtroppo però a causa delle solite 3/4 ore di ritardo la parte più bella del Montenegro l'ho fatta di sera!
Di podgorica avevo visto solo il baracchino dei panini fuori dalla stazione :mrgreen:

L'anno dopo avevo fatto Milano-Istanbul a/r all'andata via Budapest-Bucarest al ritorno via Sofia-Belgrado-Sarajevo- mostar-split-spalato- Zagabria- Venezia...ricordo i soliti ritardi di 4 ore a mostar e i ferrovieri che giocavano a scacchi...vedo anche che ci sono ancora le solite carrozze svedesi...
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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#6 Messaggio da buran73 » mer 24 set 2014 20:32

Molto interessante. Alcuni paesaggi sono davvero notevoli.
La Resistenza non è finita. Quella dell'Ossola continua: è solo cambiato l'oppressore e le armi che usa.

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#7 Messaggio da aemme » gio 25 set 2014 12:18

La seconda parte del viaggio ricomincia dalla stazione di Belgrado.

Arriviamo con un certo anticipo e decidiamo di cenare in stazione.
Ci sono un paio di ristoranti con tavoli vista binari. Proprio davanti a noi, al binario 3, è pronto il Nušić per Sofia.

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Non vedendo grandi differenze tra l'uno e l'altro ci accomodiamo nel primo dei due ristoranti. Non si rivelerà la scelta più fortunata

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Ci sediamo e dopo aver ordinato da bere la cameriera meno sorridente del mondo ci lascia il menu.
Cinque minuti torna, con la stessa faccia allegra: provo ad ordinare dei cevapi... finiti. Cotoletta? "NO".
"We have only pizza ("pizza") and chicken" (dirmelo prima?)
Ora capisco l'allegria della cameriera...
"Ok, spiedini di pollo allora"
"No, only this..." e indica il petto di pollo alla piastra sul meni.
:wall:
Cinque minuti dopo si ripeterà la stessa scena, solo con dei clienti sordomuti. Vi lascio immaginare... (la cameriera è riuscita a sorridere)

Finito di mangiare andiamo a spendere gli ultimi spiccioli nell'unico negozietto rimasto aperto. A momenti rischiamo di perdere il treno :mrgreen:

La composizione del Nušić non prevede la presenza di vagoni letto e sinceramente non mi è parso di vederne nemmeno nella sezione per Skopije, ma potrei essermi sbagliato.
La nostra carrozza è la BCME bulgara che vedete raffigurata nelle due immagini. Accanto c'è una cuccetta serba dall'aspetto decisamente più confortevole, ma, a meno di non voler finire in Macedonia, ci tocca la prima.

Saliti a bordo il cuccettista ci fa intendere che dovremo lasciar spazio ad altri tre ospiti, dato che lo scompartimento è al completo. Per fortuna poi troverà un'altra soluzione e potremo averlo tutto per noi.
All'interno fa un caldo infernale. Abbasso il finestrino, ma questo torna su. Ci riprovo, ma proprio non ne vuole sapere...
Chiedo al cuccettista se c'è qualche trucco che mi sfugge ma per tutta risposta questo allarga le braccia sconsolato.
Alla fine sono costretto ad appendere la sacca della biancheria sporca alla maniglia, zavorrandola con qualche oggetto pesante...

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Questi sono gli interni, fotografati la mattina: diciamo che ho avuto notti più comode. Apparentemente la vettura serba sembrava avere cuccette decisamente più moderne (e imbottite, soprattutto).
I cuscini in dotazione facevano veramente rabbrividire, da quanto erano lerci. Lenzuola e federe, per fortuna, erano pulite.

Il viaggio quasi totalmente notturno non ha offerto grandi spunti panoramici. A Nis le due sezioni del treno vengono separate e una parte prosegue per Sofia, un'altra per la Macedonia.
Francamente, non mi sono accorto di nulla :mrgreen:

All'alba arriviamo al confine. Nonostante il numero di passeggeri abbastanza ridotto la sosta dura un bel po'

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Fuori ormai è giorno ma non ho la forza/voglia di alzarmi. Il paesaggio è abbastanza piatto.

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Non so come e non so dove ma abbiamo accumulato un paio d'ore di ritardo. Arriveremo alla stazione di Sofia solamente intorno alle 10.00

Materiale che lascio a voi identificare

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Trazione nel tratto bulgaro

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Appena fermati in stazione veniamo tutti caldamente invitati a scendere rapidamente. Tutti sembrano avere una gran fretta.

La stazione è sotto pesanti lavori di ristrutturazione ed è in buona parte chiusa al pubblico.

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Non avevo grosse aspettative su Sofia, ma devo dire che invece mi ha sorpreso in positivo. Non moltissimo da vedere, ma una città piacevole.

Giunti a questo punto l'idea iniziale sarebbe stata quella di prendere il Bosphorus express per Istanbul, ma purtroppo questa idea è naufragata a causa dei lavori in corso sulla linea sia nella parte turca sia in quella bulgara.
Quando ho perso il conto del numero di interruzioni e di sostituzioni con bus mi sono reso conto, a malincuore, che l'unica soluzione ragionevole era quella di fare tutta la tratta in autobus.
E' stata forse la tratta peggiore di tutto il viaggio.
Nulla da dire sull'ottimo servizio: sedili reclinabili e con molto spazio per le gambe, schermo individuale, acqua e colazione offerti etc etc
Terribile, però, l'attraversamento della frontiera:
- coda
- scendi dal bus per il controllo passaporti
- risali, coda
- scendi dal bus per il controllo passaporti turco
- risali, coda
- scendi dal bus, recupera il bagaglio e portalo nella stanza dove verrà passato ai raggi X
- risali, coda
- sosta al gabinetto, riparti
Il tutto dura non meno di un paio d'ore, spezzando a metà la nottata e impedendo di dormire decentemente. Terribile

Forse saremmo dovuti scendere anche dal treno, ma certo avere una sistemazione orizzontale sarebbe stata tutt'altra cosa.

Chissà mai che un giorno sarà ancora possibile arrivare in treno direttamente a Sirkeci, sarebbe veramente un risveglio spettacolare.

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#8 Messaggio da ringhio » gio 25 set 2014 13:01

le ferrovie bulgare sono un disastro totale

sofia devo dire non mi aveva fatto impazzire (a parte i tram che cadevano a pezzi), tu cosa hai visitato??
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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#9 Messaggio da aemme » gio 25 set 2014 15:47

Noi ci siamo rimasti per mezza giornata, praticamente. Giusto il tempo di visitare le due cattedrali, fare un giro per il centro (con i vari teatri, palazzi etc) e pranzare nel ristorante che c'è nel parco dove si trova anche lo stadio. Scusa se non ricordo i nomi ma abbiamo visto qualcosa come 10 città in 18 giorni...

Comunque non volevo dire che sia una bella città in termini assoluti, solo che da quel poco che avevo visto prima di partire mi immaginavo una città molto più grigia e squallida.
Non c'è nulla che giustifichi una visita più lunga di uno o due giorni, ma non è nemmeno da fuggire a gambe levate.

BTW abbiamo fatto anche una tappa a Plovdiv, molto caratteristica.


Ma sui WL montenegrini sapete dirmi qualcosa? Fabbricati in Italia, poi?

Le cuccette bulgare dovrebbero essere queste, se google translator non m'inganna.
http://www.railwaypassion.com/?cid=10&N ... comments=1
Ex DDR, non so perchè ma non mi stupisce :mrgreen:

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#10 Messaggio da E412 » gio 25 set 2014 16:34

Sembrerebbe una MU con carrelli MD, di più non saprei (e pure su quel che saprei grava il condizionale :lol:).

Quanto al finestrino, meglio uno che non sta aperto di uno che non sta chiuso, il problema è risolvibile con maggior facilità :mrgreen:

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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#11 Messaggio da ringhio » gio 25 set 2014 16:56

io sapevo che era stato acquistato diverso materiale tra cui dei vagoni letto SNCF dalle ferrovie dell'est europa

sicuramente le ferrovie del montenegro hanno delle vetture a scompartimenti di 1 classe ex SNCF

tra l'altro, a proposito di WL, hai visto se i bulgari stanno usando i nuovi WL turchi??
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Re: Podgorica - Belgrado (e non solo)

#12 Messaggio da aemme » gio 25 set 2014 18:15

Credo li stiano usando sulla Sofia-Varna, ma non li ho visti

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