Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

Rotabili e treni storici, tecnica ed organizzazione degli eventi.

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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#46 Messaggio da 44410496 » mar 27 set 2016 16:19

Treni a vapore: la magia di viaggiare indietro nel tempo
Viaggiare con i treni a vapore: ecco su quali tratte ferroviarie è possibile rivivere questa emozione in Italia

http://brescia.virgilio.it/speciali/tre ... _5124.html

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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#47 Messaggio da 44410496 » sab 22 ott 2016 13:31

Non è proprio un treno storico ma dovrebbe essere divertente provarlo.....

http://www.ilgiorno.it/varese/cosa%20fa ... -1.2613069


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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#49 Messaggio da 44410496 » mer 03 gen 2018 9:48

http://www.ilgiornale.it/news/che-folla ... l?update=1

Che folla su quel treno partito cento anni fa

In quattro anni i passeggeri dei treni storici italiani sono più che decuplicati: un tempo erano solo pochi appassionati pieni di nostalgia, oggi ci sono famiglie con bambini, amanti della natura, del silenzio, dei ritmi lenti e rassicuranti del passato.
È cresciuto e si è evoluto il pubblico, ma soprattutto sono molto più numerosi i percorsi offerti, che coprono ormai molte regioni e che spesso abbinano al treno attrazioni locali: i mercatini di Natale, la stagione dei funghi, le visite alle cantine, tutti pretesti per un viaggio sulle panche di un vecchio vagone.
I numeri sono eloquenti: nel 2013 i viaggiatori del tempo andato erano 6mila, quest'anno sono stati 70mila. Il 2013 è l'anno in cui è stata creata la Fondazione Fs che, grazie allo slancio del suo direttore Luigi Cantamessa, ha dato impulso a questo universo seminascosto. Un passaggio importante è dell'agosto 2017: una legge dello Stato ha riconosciuto ufficialmente come ferrovie a vocazione turistica 3mila chilometri di binari. Sempre nel 2017 il numero dei viaggi su treni storici ha raggiunto quota 765 e in tre anni la Fondazione ha riaperto 600 chilometri di ferrovie dismesse, una decina di linee, e l'obiettivo è di raddoppiarli a breve. Il 40% del «nuovo» pubblico è costituito da stranieri, con forti motivazioni ambientali e che vogliono portare con sé la bicicletta: per questo si stanno trasformando i vecchi carri postali, che, privati dei sacchi di lettere e cartoline, torneranno anche loro a «vivere» con una funzione più attuale. Tutto corre su tratte «belle e sfortunate» come le chiama Cantamessa, «ferrovie che viaggiano nel nulla, chiuse perchè non intercettavano né porti né grandi stazioni, abbandonate dai flussi di traffico». Non collegavano con linee dritte città importanti, ma viaggiavano sui costoni delle montagne, su ponti in pietra, a zig zag per toccare qualche borgo, avvitandosi in scenografiche strutture elicoidali. Erano treni lenti e per questo condannati ed espulsi dal sistema dei trasporti, oggi sono diventati un richiamo, delle attrazioni panoramiche, grazie ai paesaggi risparmiati dal cemento nella più bella e nascosta provincia italiana.
«La nostra è un'operazione-Paese», rivendica Cantamessa, «perchè ha un effetto economico positivo su territori disertati dalla massa, ha salvato binari in estinzione e risolto un problema di bonifiche. Le linee abbandonate dovevano essere rimosse: noi le abbiamo riportate in vita. È stata una soluzione morbida all'eterno problema dei rami secchi delle Fs, un tema che si è manifestato alla fine degli anni Cinquanta quando è esploso il traffico automobilistico privato. La concezione ottocentesca di collegare i singoli borghi, con tempi di percorrenza lunghi, non aveva più futuro».
A volte la rinascita delle vecchie linee ha avuto effetti quasi miracolosi. Un esempio tra i tanti: la Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, in Irpinia, inaugurata nel 1895, tutta ponti curve e controcurve: nel 2010, l'ultimo anno di servizio, ha trasportato 6mila passeggeri; riaperta, solo in parte, nel 2016, in sette giorni ne ha totalizzati 4mila. Non aveva futuro nemmeno la Sulmona-Isernia, in Abruzzo: «oggi accoglie a ogni viaggio centinaia di turisti che arrivano in auto da Roma, parcheggiano a Sulmona e salgono su quella che è chiamata la Transiberiana d'Italia, la più fortunata e più bella assicura Cantamessa - tra le ferrovie riattivate, una delle più straordinarie del mondo». Da Sulmona, la città dei confetti, a 350 metri sul livello del mare, in meno di 20 chilometri arriva a 1.000 metri, con una salita spettacolare, lungo il costone della montagna, con un susseguirsi di zig-zag, attraversando una varietà di paesaggi, di climi in qualche modo paragonabile, appunto, alla Mosca-Vladivostock. Dalle radure del Molise, passando per boschi di tigli e di latifoglie, si toccano i 1.300 metri di Rivisondoli: «È il nostro Gran Canyon completamente vergine a un'ora e mezza da Roma, e non lo sa nessuno». L'utima linea nata (meglio, riattivata) è la Sacile-Gemona, in Friuli, riaperta il 10 dicembre per volontà della Regione, insieme a Fondazione e a Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria.
Dall'atto della sua costituzione, nel 2013, la Fondazione FS è proprietaria di circa 350 mezzi: 40 locomotive a vapore, 40 littorine, 180 carrozze, 40 locomotive elettriche, carri merci, veicoli tecnici. Una flotta che descrive l'evoluzione culturale del treno; il mezzo più vecchio ha poco più di cent'anni (il materiale usato in precedenza è andato distrutto), il mezzo più recente è degli anni Settanta. Un patrimonio conservato nei due musei nazionali ferroviari, a Pietrarsa (a pochi chilometri da Napoli, appena restaurato) e a Trieste, ma che si appoggia anche a una serie di officine-museo in tutta Italia, dove i treni vengono allestiti per le gite. I centri di eccellenza sono a Milano Centrale, nella vecchia officina delle carrozze, e a Pistoia. Qui si riparano le caldaie delle locomotive a vapore, e gli addetti sono tutti giovani che hanno imparato un mestiere condannato a scomparire e che sono stati assunti dalla Fondazione; ragazzi di vent'anni alle prese con caldaie di un secolo.
I convogli storici possono trasportare da un minimo di 50 a un massimo di 500 persone, possono essere gestiti direttamente dalla Fondazione oppure affittati a una delle numerose associazioni sparse per tutta Italia, intorno alle quali gravitano almeno 500 volontari, che costruiscono di volta in volta i pacchetti turistici fatti di passeggiate, visite, ciaspolate sulla neve, vin brulè, formaggi locali. Per ora tutto si svolge di domenica e nei giorni festivi, ma l'obbiettivo è di proporre anche il pernottamento. Cantamessa sogna di recuperare le stazioni dismesse e i fabbricati merci dell'Ottocento, con travi in legno, mattoni decorativi, portali in pietra, per farli diventare piccoli alberghi al servizio di un turismo raffinato e consapevole.
La velocità dei treni, avvolti nelle loro nuvole di vapore, traballanti e fischiettanti, fa sorridere: al massimo si arriva a 50 chilometri all'ora. E la riscoperta del passato passa anche dai dettagli delle carrozze: a cominciare dai finestrini che si abbassano, un elemento un tempo ovvio ma oggi sorprendente in tempi di velocità e di standard di climatizzazione. Il personale veste, nelle occasioni speciali, le vecchie divise color carta da zucchero che le Ferrovie compravano, con gigantesche economie di scala, insieme alle Poste. I macchinisti invece hanno tutti la divisa nera degli anni Cinquanta. Nera come il carbone delle locomotive.

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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#50 Messaggio da Giorgio Iannelli » mer 03 gen 2018 11:20

La foto allegata è il pezzo forte dell’articolo. :sofa:
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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#51 Messaggio da 44410496 » mer 03 gen 2018 12:19

Infatti gli ho scritto: visto che si parla di treni storici italiani cosa caxxo ci fa la foto di un treno krukko? Non mi hanno ancora risposto, anche se non lo faranno..... :D

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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#52 Messaggio da Euronight » lun 26 feb 2018 17:51

Articolo comparso su Internazionale sulla Sulmona-Carpinone:
https://www.internazionale.it/reportage ... lla-italia
é citato anche Giorgio Stagni.

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Re: Treni storici/turistici .. pensieri in libertà

#53 Messaggio da simplon » lun 05 mar 2018 9:42

Posto qui per non aprire un topic specifico.
Ho preso parte ieri (domenica 4/3) al tour "Milano Alessandria in treno a vapore" organizzato dal Fai (Fondo ambiente italiano) di Milano e Alessandria in collaborazione con Associazione rotabili storici Milano Smistamento e Fondazione FS italiane. Lo scopo era quello di una visita guidata straordinaria alla poderosa Cittadella di Alessandria. Partenze possibili sia da Milano (Centale e Lambrate, ore 8.30 e 8.35), sia da Pavia (ore 9.32). Le prime tre carrozze riservate ai milanesi, le carrozze 4 e 5 ai pavesi. Carrozze miste centoporte e Corbellini, più carro generatore, carrozza bar e altro. Titolare la 625-177. Buona l'organizzazione complessiva gestita dal Fai: tutti i prenotati avevano il posto riservato con targhetta del cognome fissata sul sedile, veloce la conferma e l'incarrozzamento. Giunti ad Alessandria siamo stati accompagnati a piedi dagli sbandieratori locali in testa al "corteo", mentre i mezzi della polizia locale hanno bloccato letteralmente le strade con deviazione obbligate per gli automobilisti per farci arrivare alla Cittadella in tutta tranquillità, camminando anche in mezzo alla strada (sgombra dalla neve, tra l'altro). A parte questo aspetto folcloristico, oltre al pranzo a buffet, veniamo a quello ferroviario, che nell'insieme è stato abbastanza deludente. Noi siamo saliti a Pavia. Sulla banchina di stazione, tutti pronti con le macchine fotografiche o video. Eccola che arriva... Che cosa? Davanti una E652 che nascondeva totalmente quella che sembrava solo una comparsa, la 625. Coro di delusione! La loco elettrica a Pavia è stata staccata e manovrata. Si è finalmente partiti a tutto vapore con itinerario Pavia-Cava-Torreberetti-Valenza-Alessandria. Viaggio regolare, con una sosta "tecnica", non meglio precisata, a Valenza. Ritorno da Alessandria programmato per le ore 16.50. Tutti puntuali in stazione, per le foto di rito alla 625 pronta per la partenza che... non c'è stata. Problemi al carro generatore che non avrebbe garantito il suo regolare lavoro fino a Milano. Viene chiesta quindi riserva. Vale a dire la loco elettrica programmata da Pavia a Milano, come all'andata, è stata invece richiamata ad Alessandria, con i perditempo del caso, alla fine, partenza con 45 minuti di ritardo e malcontento generale con battute del tipo "le ferrovie dello stato non si smentiscono mai". Agganciata in testa, dall'altra parte della 625, ha ovviamente percorso l'itinerario via Tortona-Voghera-Pavia. E la 625? Trainata anch'essa, triste testimone di una giornata che avrebbe dovuto vederla protagonista. In più, a bordo, un caldo soffocante, perché non è stato possibile fare altrimenti...

s.
Saluti da simplon

No ai PL sulla rete fondamentale RFI: sono il male assoluto, un cancro da estirpare.
Amico delle Frecce, di Italo e degli EC: sono i treni del mio Dna.

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