La ferrovia di montagna Rocchette - Asiago

Rotabili e treni storici, tecnica ed organizzazione degli eventi.

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Strix Hexe
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La ferrovia di montagna Rocchette - Asiago

#1 Messaggio da Strix Hexe » mer 16 lug 2014 22:36

A Cesuna, presso il centro culturale Palladio, di fronte alla chiesa parrocchiale:

Immagine

Sabato 24 aprile 1909
«Oggi la vaporiera è partita da Rocchette, ha attraversato il ponte sull'Astico portando l'intera direzione dei lavori. Il treno percorse la pianura di Cogollo, superò il tratto cremagliera (m. 5764) e le linee fino alle stazioni di Conca e Cesuna senza il minimo incidente. Per la cortesia del direttore Letter percorsero il tragitto alcuni cittadini di Asiago, entusiasti della realizzazione degli ideali da venticinque anni sognati.
La popolazione festosamente li accolse acclamandoli. Un lieto e familiare banchetto frammezzò il felice avvenimento, suscitando i primitivi entusiasmi con fede sicura in un grande avvenire per lo splendido Altopiano».
Con questo telegramma l'ingegner Franceschi comunicava alla redazione del Giornale di Vicenza l'arrivo nella stazione di Cesuna, della "Gobba", la locomotiva a ruota dentata, che trasportava tutto il materiale occorrente alla costruzione del 2° tronco Cesuna - Canove. Tratto completato giovedì 25 novembre 1909.
10 febbraio 1910, il "trenino" giunge ad Asiago.
"Senza pompa, la Società Veneta per la costruzione di ferrovie secondarie ha compiuto un altro prodigio, s'è acquistata un'altra benemerenza: prodigio e benemerenza che furono cresimate ieri (10 febbraio 1910), poiché ieri fu iniziato il servizio quotidiano della linea da Rocchette ad Asiago e viceversa in continuazione delle linee Vicenza - Thiene e Thiene - Rocchette. Momentaneamente si hanno due corse giornaliere in salita e due in discesa; e solo momentaneamente il trasporto è limitato ai passeggeri ed ai bagagli."
Il Corriere di Padova, - oltre ad annotare che il viaggio è qualcosa di fantastico, reso ancor più affascinante da una grande nevicata - trova "le vetture elegantissime".
«Elegantissime le vetture, sono riscaldate a calorifero, dai finestrini ampi, intercomunicanti, veramente degne di una ferrovia turistica della Svizzera».
Già dai primi giorni si capì che al "trenino" spettava un lavoro duro e senza soste: saliva e scendeva portando posta, legname, formaggi, sacchi di farina, molti passeggeri ...
Durante la Iª Guerra Mondiale saliva il "costo" portando munizioni e viveri per poi scendere carico di profughi e di soldati feriti.
Terminata la guerra scendeva carico di residuati bellici e risaliva con mattoni e cemento, utili alla ricostruzione delle case.
Il "trenino" ha poi ascoltato silenziosamente il pianto degli emigranti che lasciavano l'Altopiano diretti in varie parti del mondo. Altri giorni difficili visse il nostro "trenino" durante la IIª Guerra Mondiale.
Il progresso portò poi con sé il triste giorno dell'addio: era il 31 luglio 1958 ed il "trenino" salutò la gente dell'Altopiano con un lungo fischio, durato sette minuti, per poi sparire per sempre giù per il "costo".
Il sindaco
Valentino Frigo
Hexe, dòna italo veneta del bon zugo
Chi xè mona staga a casa!
Ite per exemplum, genus o mortale, dearum, gaudia nec cupidis vestra negate viris. Ut iam decipiant, quid perditis?

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