Ferrovia Spoleto Norcia

Immagine Gli aggiornamenti della rete ferroviaria italiana dai volumi di Ennio Morando.

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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#106 Messaggio da gabriele.bariletti » ven 03 apr 2009 20:05

Essendo stata la FSN una line a scartamento classico nazionale di 950 mm, il materiale MeTro, p.e. della ex Roma - Fiuggi, sarebbe immediatamente disponibile (anche per le pendenze da quello superabili che erano > di quelle della FSN). In prima battuta non pensiamo alla elettrificazione, in coerenza con lo studio condotto nergli anni '90 dalla SSIT "Il Gottardo dell'Umbria"; ma forse - mi dicono dei tencici locali - con la spesa da noi prevista ci rientrerebbe anche la semplice elettrificazxione di cui fu dotata la ferrovia storica.

Per il momento, per il materiale, usato e ricondizionato, ci si potrebbe rivolgere a varie imprese ferroviarie nazionali, come le Appulo - Lucane, le Calabro - Lucane, le FdS ecc.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#107 Messaggio da gabriele pillon » ven 03 apr 2009 20:20

Ma si ipotizzerebbe di arrivare fino a Norcia ?
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#108 Messaggio da caterpillar » ven 03 apr 2009 21:46

io ricordavo fino a Santa Anatolia di Narco per via di ponti da ricostruire, ma non so ...
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#109 Messaggio da scaledifuoco » ven 03 apr 2009 22:40

Impossibile arrivare a Norcia. L'Allargamento della statale Nursina con la costruzione delle galleria paramassi si è mangiato una buona parte del vecchio sedime. C'è un punto simbolico ridefinito "Muro della Vergogna" (su cui siamo tornati anche sabato 28) all'uscita della galleria Nortosce:

Immagine

Questo è solo uno dei punti compromessi del tratto tra Triponzo e Norcia, certo il più simbolico.

Chi aveva all'epoca progettato la ferrovia aveva fatto miracoli per farla seguire il più possibile i passaggi naturali offerti dalle anguste valli, e farci convivere la strada senza occuparla. Nel momento in cui la strada è stata successivamente allargata, ci sono rimasti solo la roccia delle pareti a strapiombo e il fiume. Poco dopo quel punto ritratto in foto la ferrovia saltellava come un capretto da una parte all'altra del Corno attraverso 6 ponti in ferro nell'arco di un km.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#110 Messaggio da scaledifuoco » ven 03 apr 2009 23:21

caterpillar ha scritto:io ricordavo fino a Santa Anatolia di Narco per via di ponti da ricostruire, ma non so ...
Teoricamente il sedime è rimasto integro dalle porte di Spoleto fino a Borgo Cerreto, tra il km. 31-32, quindi altri 12 km oltre la stazione di Sant'Anatolia di Narco. Fino a qui il tracciato è rimasto tutto, c'è solo da ricostruire il ponte che passava sopra l'ex statale Valnerina, demolito dall'Anas per l'allargamento della stessa (con la promessa poi di ricostruirlo):

Lato Spoleto:

Immagine

Lato Norcia:

Immagine

Questo ponte andrebbe cmq ricostruito anche in caso di limitazione a Sant'Anatolia, in quanto trovasi 200 metri prima della stazione, alla fine delle discesa.

Il problema non sono i ponti, gli unici ponti non più esistenti sono i 6 ponti in ferro sul Corno, andati perduti all'epoca dello smantellamento. Ma ci vorrebbe poco a rimettere 6 ponti in ferro su dei basamenti. Peccato che in quelle zone non c'è più lo spazio per farci passare la ferrovia, a meno di non eliminare la statale Valnerina, o fare delle varianti in traforo che oltre a costare in maniera esorbitante .... sarebbero inutili in quanto non restituirebbero la magia del vecchio tracciato che aveva fatto proprio della capacità di penetrare nella natura senza scalfirla, attraversando scenari di selvaggia bellezza, il suo punto di forza in quella seconda parte del percorso. Posti come Balza Tagliata o Stretta di Biselli appartengono alla storia e alla leggenda del trenino azzurro che non potrà più tornare.

In realtà il discorso della ricostruzione fino a Sant'Anatolia di Narco risiede nel fatto che la Spoleto - Norcia, da un punto di vista di tecnica del tracciato, di ingegneria ferroviaria, racchiude tutti i suoi capolavori ed opere d'arte in questo primo tratto di 20 km scarsi. La seconda parte di 31 km era molto bella da un punto di vista paesaggistico naturalistico, ma a parte alcune zone attraversate definite "lunari", un paio di gallerie a strapiombo sul fiume, una galleria ad archi, di grandi manufatti non ne presentava. La linea saliva placidamente dai 290 metri di S.Anatolia ai 550 di Norcia nell'arco di 31 km costeggiando qua e la i vari fiumi (Nera, Corno e Sordo) e attraversando le anguste valli che si erano costruiti. Nel primo tratto invece, la linea si doveva trovare a salire di 300 metri dai 313 metri di Spoleto ai 625 del valico sito all'interno della galleria Caprareccia nell'arco di 9 km, per stare un paio di km in falso piano, per poi ridiscendere di altri 335 metri dal valico fino ai 290 di Sant'Anatolia in soli 9 km andando a slalom nella stessa parete di montagna. Qui si trovano tutte le opere d'arte, i principali viadotti (Cortaccione, Caprareccia, Tassinare) e molti altri minori, quasi tutte le galleria di cui alcune elicoidali, a ferro di cavallo, lo stesso elicoidale a cielo aperto con transito sopra il viadotto che fa molto "Brusio" .... insomma per ricreare l'effetto ferrovia svizzera, basta arrivare a Sant'Anatolia. Di qui l'ipotesi minimale di ricostruzione fino a Sant'Anatolia.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#111 Messaggio da scaledifuoco » ven 03 apr 2009 23:29

gabriele.bariletti ha scritto: ma forse - mi dicono dei tencici locali - con la spesa da noi prevista ci rientrerebbe anche la semplice elettrificazxione di cui fu dotata la ferrovia storica.
Elettrificazione a 2400 in cc. Non era male per il 1926 per una ferrovia secondaria in concessione a scartamento ridotto costruita in economia. Sottostazione a Piedipaterno, 50 metri prima della stazione omonima.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#112 Messaggio da gabriele.bariletti » sab 04 apr 2009 19:27

Scale di Fuoco, oggi - come annunciato - si è tenuta a Spoleto la presentazione - da parte del Comitatyo "Spoleto futuro" della tesi di laurea dell' Arch. Elisabetta Bellini, sul ripristino della Spoleto - Norcia, nel primo lotto funzionale fino a Triponzo - Visso.

Se mi dai il tuo indirizzo e mail (anche scrivendomi, dato che il mio è nella mia firma) ti mando la analisi economico - finanziaria che ho personalmente curato nella suddetta tesi.

Invece, a manifestazione avvenuta, mi sono fatto una solitaria passeggiata dalle parti di Triponzo. Superata in direzione Norcia la lunga galleria stradale (mi sembra che si chiami Triponzo), ho lasciato la macchina iniziando a scendere sulla vecchia s.s. in direzione di Balza Tagliata. Subito dopo il primo ponte sul Corno ho preso la vecchia stradina asfaltata che va in salita sulla sponda sin del fiume e sono poi sceso alla imboccatura - lato Norcia della lunga galleria pressoché rettilinea della ferrovia. Non avevo la lampada, ma, vedendo il fondo, mi sono incamminato verso Spoleto, nello stretto passaggio centrale tra ex coltivazioni di funghi. Sono poi uscito presso la opera di presa di Balza Tagliata, ho attraversato l' altra galleria naturale (senza nessun sostegno interno) di circa 100 m. ed ho raggiunto il fronte di frana di circa 30 metri, per poi giungere alla stazione di Triponzo. Assai danneggiata dal sisma del '97, credo.

Poi c'è un tratto di 20 m eroso dall' acqua del fiume e si entra nella lunga galleria, credo in curva (perché non ne vedevo l'uscita) diretta verso la centrale elettrica Endesa sulle rive del Nera e la ex fermata di Borgo Cerreto. Senza lampada mi sono dovuto girare e, sotto una pioggia crosciante (e, ovviamente senza ombrello, ma con un sacchetto di nylon in testa) sono tornato alla macchina e a Rieti.

Quando 2 anni fa facemmo un sopralluogo fino a Balza Tagliata, avendo lasciato l'auto nello stesso punto di oggi, il tecnico della SSIT che ci accompagnava parlava di una frana imponente che avrebbe pregiudicato la riapertura di questa tratta di linea. Io frane imponenti non ne ho viste, se non i due episodi di cui ho detto.

Ora ti chiedo: ferme restando tutte le difficoltà da Triponzo a Serravalle, di cui tu illustri il "muro della vergogna" (tra l'altro, sai a che progr. km della s.s. 3 valli è posizionato per visionarlo?), ti chiedo, sai di altri fenomeni naturali critici per questa tratta di ferrovia?

Ti ringrazio.
Gabriele Bariletti (gabriele.bariletti@libero.it)

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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#113 Messaggio da scaledifuoco » sab 04 apr 2009 21:19

Gabriele, ti ho mandato una mail, cosi adesso hai il mio indirizzo mail.
Appena ho un po' di tempo e calma rispondo per bene ai quesiti che hai postonel tuo ultimo intevento.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#114 Messaggio da scaledifuoco » dom 05 apr 2009 18:36

Rispondo a Bariletti.

Sei entrato dal versante Nursino (si la prima galleria della variante stradale appena passata il viadotto si chiama Triponzo) e poi sei tornato a ritroso. La galleria della fungaia è la Balza Tagliata II, sei uscito percorrendo l'ex tratto promiscuo con la Balza Tagliata sulla destra e poi hai ripreso mentre la statale piegava a destra con il ponte tu sei sceso sulla sinistra.
Hai trovato la galleria tutta la naturale Balza Tagliata I, cioè questa:

Immagine

riproposta qui in una foto storica:

Immagine

e hai camminato verso la stazione di Triponzo.

La galleria dopo la stazione di Triponzo che porta verso la centrale dell'Enel è la gallera Triponzo, che con i suoi 435 metri è la terza del tracciato dopo quella di valico di Caprareccia (1936 metri) e quella ad "U" della Vallegiana (454 metri). La galleria Triponzo ha un andamento in curva con una parte semirettilinea al centro... una sorta di "C". Da dove sei venuto tu (da Norcia a Spoleto) piega verso sinistra. Da Spoleto a Norcia piega verso destra.

Questo è il portale lato Spoleto:

Immagine

Uscita lato Triponzo - Norcia:

Immagine


Per quanto riguarda le tue domande..... rispondo alla rinfusa un po' come le ricordo:

1) Gli eventi franosi lungo il tracciato sono quelli da te incontrati e descritti. Una frana di qualche metro tra Triponzo e Balza Tagliata, e uno sbancamento ad opera del fiume Corno all'uscita della galleria Triponzo e prima della stazione che credo risalga al 2001, che ha ridotto il sedime a passaggio pedonale.
2) Eventi naturali in quella zona sono sicuramente i terremoti. La Valnerina è stata interessata da due violenti terremoti, quello del 1979 e quello del 1997. Basti pensare che il paese di Sellano, una decina di km all'interno della montagna folignate da Borgo Cerreto, è stato entrambe le volte ricostruito. Il terremoto del 1997 è quello che ha sicuramente apportato i danni magiori alla stazione di Triponzo portando al suo puntellamento. Infatti secondo un video che gira su youtube del 1992 la stazione di Triponzo seppur abbandonata sembra in buone condizioni statiche. Evidentemente ha passato quello del '79, non tanto bene quello del '97.
3) La zona della Balza Tagliata è anche interessata da bradisismi (sconnessioni che portano a cedimenti o innalzamenti di porzioni del terreno causando collassi alle infrastrutture). Non so se ci hai fatto caso ... ma quando tu sei passato davanti alla Balza e poi sei sceso per la ferrovia e la statale andava a destra con un ponte ..... se hai notato su quel ponte c'è un "cedimento", un affossamento. Anche per questo, per il pericolo di caduta massi causato di terremoti, verso la fine degli anni '70 si abbandonò il vecchio tracciato della Balza Tagliata e si creò la variante tra Borgo Cerreto e Triponzo. Ora io ero bambino, probabilmente fu aperta prima del terremoto del 79', ma è certo che dopo il terremoto del '79 il resto della statale nursina in direzione Norcia fu adeguato con allargamenti, trafori, addrizzamenti, adeguamenti delle gallerie paramassi che portarono a .... mangiarsi il sedime delle ferrovia compromettendolo irrimediabilmente.

Faccio le mie valutazione e dico la mia spiegando perché la ferrovia se riaperta, andrebbe aperta fino a Borgo Cerreto e non fino a Triponzo.

A parte il dover rimettere mano a quella frana all'uscita della galleria Triponzo (cosa peraltro non facile perché l'unico modo per accedervi è solo la ferrovia e proprio dal lato Spoleto) e dover comunque risolvere il problema dell'attraversamento di Borgo Cerreto dato che ormai la zona dove si trova l'ex stazione si è urbanizzata ..... ma dando cmq per pienamente e facilmente risolvibili questi due problemi, secondo me il limitare la ferrovia a Borgo Cerreto risponde a due criteri di opportunità che provo a spiegare:

1) La Ferrovia Spoleto - Norcia riaperta è una ferrovia che potrà rispondere soltanto ad una vocazione turistica. Allora è bene che termini in un paese caratteristico della Valnerina sviluppato con attività, botteghe dove fermarsi ad acquistare prodotti tipici, dove c'è la possibilità di passeggiare per viuzze caratteristiche e magari anche fermarsi a mangiare qualcosa in modo organizzato, con trattorie, ristoranti, pizzerie, e con servizi. L'utenza turistica è la più varia possibile e il grosso non è mai dato dagli aficionados disposti a farsi tutto il tracciato nelle condizioni più disparate. Il grosso è quasi sempre dato da gente che si trova in loco, gente della più diversa specie, attratta dalla curiosità di farsi un giretto comodo in maniera diversa, di godere cmq pagando di certi servizi e comodità. Gente che poi scende si sgranchisce le gambe dimentica il treno e la ferrovia e si gode il borgo della Valnerina che non può essere Triponzo anche perché la stazione non è collegata in alcun modo al paese (in cui non c'è più nulla). Se tu vai sulla Genova - Casella fermi a S.Olcese e ti acquisti il salame, arrivi a Casella e puopi organizzarti mangiando al ristorante e poi tornare (noi così facemmo quando affittammo l'ex spoletina).

2) Il secondo risponde a motivi di sicurezza che nel 2010 non si possono non considerare. La stazione di Triponzo, per quanto molto particolare e suggestiva, in quello spiano dove il Corno fa l'ansa, è totalmente isolata, e dal paese stesso che si trova sopra perpendicolare in alto qualche decina di metri più su e da ogni altra parte. Se succede qualcosa come ci arrivi a triponzo. L'unica via è la ferrovia, l'unico modo è tronare di corsa dietro col treno. Anche volend avresti problemi a farci arrivare un elicottero che in quella zona con le sue vibrazioni e spostamenti d'aria non so cosa potrebbe provocare. Una cosa del genere francamente al giorno d'oggi la ritengo poco sana e ammissibile. Del resto la storia dovrebbe pur insegnare qualcosa (io questa cantilena l'ho spesso ripetuta sull'atro topic della CCO) e Oscar Wilde provocatoriamente diceva che "la storia si ripete solo per chi non la conosce". La storia della FSN insegna che la stazione di Triponzo scollegata dal paese stesso e dal resto del mondo (se non a via ferrovia) è stata prssto disertata a partire dagli anni 30 a pochi anni dall'apertura della ferrovia, con la gente che spesso si faceva chilometri prendendo il treno a Borgo Cerreto. All'epoca per scendere alla stazione c'era un sentiero sterrato che scendeva già per la greppa ripida e poi c'era una tavola per guadare il Corno. Bastava ci fosse maltempo o il Corno in piena e la stazione era isolata dal paese. Alla fine Triponzo più che servire il paese omonimo è quasi sempre stata un avamposto ferroviario per tenere d'occhio la linea in quella landa remota e selvaggia. Alla fine se la linea è passata li, più che per servire quelle 4 case lassu in alto lo si è fatto perché all'epoca la ferrovia seguiva le vie di comunicazione naturale evitando il più possibile di traforare e rettificare ove non necessario,e li il Corno si era creato la valle che si gettava nel Nera. Non a caso i carico e scarico merci della non avvenivano alla stazione di Triponzo, dove non era possibile portare e ritirare la merce se non caricandosela sulle spalle, attraversare il fiume e arrampicarsi gattonando sul costone sterrato. I carico scarico avvenivano su un tronchino alla Balza Tagliata (rimosso anni prima della chiusura della ferrovia). La dove la ferrovia e la statale correvano a tratto promiscuo, la ferrovia correva arrasata sul suo versante leggermente rialzata per poi entrare nella galleria Balza Tagliata II, un altro binario attraversava la strada finendo tronco prima della casupola della Centrale della Balza Tagliata. Li avvenivano le operazioni merci, come confermatomi da diversi contadini e pastori del luogo .. che quando mi dicevano..."qualche centinaia di metri più in là dove c'è la galleria" io non capivo (perché non ero a conoscenza del tronchino che essendo stato rimosso diversi anni prima della chiusura della linea non risulta nei filmati anni '60, ma lo si vede in alcune foto storiche dei primi anni). Le operazioni avvenivano li perch li c'era l'interscambio con la strada, li era possibile portare materiale con i carri anche trainati da muli e cavalli ... li era possibile far camminare le bestie da cericare.

Insomma, o a Triponzo puoi passarci in treno per andare oltre (ma oltre arrivi poco dopo arrivando sempre nel nulla) oppure è bene che il treno sia limitato a Borgo Cerreto.

Così risparmi pure i soldi dell'armamento e del'eventuale elettrificazione (se decidi di rifarla a TE).

A me sembrerebbe cmq un risultato storico perché:

1) riapri cmq 31 km di ferrovia che non sono cmq pochi per una ferrovia ad uso esclusivamente turistico (la Genova - Casella è lunga 25, i treni della Sila che fanno Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio ne percorrono appena 10, anche quelli speciali prolungati a San Giovanni in Fiore ne percorreranno 20).
2) riapri cmq tutto il tratto che a livello tecnico ingegneristico è quello che rende la FSN unica al mondo, restituendo all'Italia ferroviaria un patrimonio ferroviario di valore simbolico inestimabile; in più riapri cmq altri 12 km lungo il fiume Nera caratteristici a livello paesaggistico e con tre gallerie di sicuro pregio, quella di Passo Stretto ad archi e le due a balzo "Le Lastre", e ricollegando Spoleto oltre che con S.Anatolia, con Castel S. Felice, Piedipaterno/Vallo di Nera, Borgo Cerreto.
3) tutto questo con la premessa generale che cmq la Spoleto - Norcia intera com'era non potrà più vivere, che la geografia dei luoghi e dei trasporti da Triponzo a Norcia è stata sconvolta a fine anni '70. Allora inutile spendere cifre esorbitanti per mancare cmq il risultato finale.

E credimi, non è poco considerando che per anni nonostante tanti progetti e rimpianti, è stata un'utopia anche riaprire la ferrovia solo fino a S.Anatolia per 20 km.

Quindi io direi, riassumendo: Spoleto - Borgo Cerreto ferrovia. Da Borgo Cerreto a Norcia, nei punti in cui lal inea è rimasta, messa in sicurezza del tracciato e delle opere, e utilizzo a scopi escursionistici. Tanto chi è appassionato della ferrovia e di escursioni naturalistiche in quei luoghi più impervi e isolati c'è sempre andato quando erano abbandonati a se stessi. Tanto meglio se sono mantenuti puliti, meglio segnalati e resi accessibili, con una sistemazione di alcuni punti, di alcuni manufatti.
Da Borgo a Triponzo alla Balza Tagliata una bella camminata e ti godi quei luoghi spettacolari e spettrali come non ti godresti da un breve passaggio sul treno. Col treno ti godi i viadottoni, gli elicoidali, i zig zag da luna Park di Sant'Anatolia,e alla fine arrici a Borgo dove chiunque trova di tutto, famiglie donne e bambini. Arrivare a Triponzo col treno non ha senso. Puoi solo sdraiarti sul prato e mangiare al sacco. Risparmiamoli quei soldi e investiamoli per mantenerei gli altri punti el tracciato, o per investire di più sul materiale rotabile.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#115 Messaggio da cf » lun 06 apr 2009 8:54

Non so se l'avevo già segnalato, ma sul mio sito c'è una pagina dedicata alla storia della FSN.
Ecco l'indirizzo:
http://binarimorti.altervista.org/spole ... /index.htm
ciao
CF
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#116 Messaggio da scaledifuoco » lun 06 apr 2009 10:22

Io la conosco bene Claudio la tua pagina (ben fatta).
All'epoca della sua realizzazione ci eravamo sentiti di là su TrainSimItalia :ciao:
Quasi tutte le foto attuali della linea che hai messo sulla pagina sono state scattate da me :D
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#117 Messaggio da gabriele.bariletti » lun 06 apr 2009 16:11

Scale di Fuoco. Grazie di tutto. Anche delle tue osservazioni su Borgo Cerreto: condivisibili. Il fatto che vi abbiano costruito le case popolari non sarebbe cmq un grosso problema: una variante è di fascile realizzazione (e già verificata sulla Tesi - Bellini). La prosecuzione su Triponzo sarebbe solo in vista di un ripristino ferroviario complessivo. Altrimenti le tue osservazioni sono sacrosante.

Anche il fatto di percorrere quei luoghi impervi a piedi, come ho fatto sabato, ha un indiscutibile fascino.

Rinunciare alla ipotesi di riarmo fino a Norcia, senza avere eperito tutte le analisi e i possibili tentativi, ad oggi non me la sentirei di affermarlo. Non fosse altre che per non crearci l'inimicizia di quei territori, quelli più lontani da Spoleto, che maggiormente e davvero vorrebbero di nuovo la ferrovia.

Il fatto che la nuova statale si appoggi sul sedime ferroviario potrebbe portare alla realizzazione di opere d'arte adatte a ricevere i carichi della sovrastante infrastruttura in modo diverso da come oggi sono distribuiti. Parlo senza avere fatto specifici sopralluoghi, ma mi viene in mente che a Roma, alla fine della Tangenziale est, lato S.Giovanni, negli anni '70 si è allargato il fornice del'acquedotto romano realizzando per la parte alta dell' arco stesso un appoggio di acciaio, al fine di consentire al di sotto il libero transito delle auto. Qualche soluzione quindi (anche più attraente di quella romana) potrebbe essere analizzata.

Concordo anche con quanto hai detto qualche intervento fa a proposito dei 6 ponti di ferro sul Corno: ritengo che, essendo integri gli appoggi, quelli non dovrebbero costituire un eccessivo problema, neppure di costo.

Sui bradisismi ho notato quello della ex s.s. sul fiume presso la balza tagliata e ricordo che con il terremoto del 1997 il viadotto stardale di triponzo fu a lungo chiuso perché mi sembra che fossero saltati i giunti. Nondimeno, le opere di messa in sicurezza dalle frane e cadute massi, nonché dalle erosioni del fiume, nell' ottica di un ripristino completo della ferrovia, in questa tratta mi sembrano tutt'altro che imponenti.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#118 Messaggio da scaledifuoco » lun 06 apr 2009 21:02

Gabriele, se capiterà occasione mi piacerebbe fare una visita in loco con te sul tratto Balza Tagliata - Norcia per discuterne vedendo davanti le problematiche che sussistono sul tratto in questione. Perché discuterne così idealmente è utile fino ad un certo punto e io non sono bene in grado di spiegare con parole quelle che sono gli ostacoli nella loro evidenza.
Ovviamente lo studioso è in grado sempre di trovare una soluzione in questi casi, e di fornirne anche una spiegazione in termini economici. Però poi questa deve fare i conti con la possibilit/volontà reale di ripristino e di spesa. Tanti interventi presi a se possono sembrare fattibili e giustificabili, ma poi nell'economia globale del discorso rischiano di far affondare un progetto, e per fare tutto poi non si fa nulla.

Ricordiamoci che parliamo di una ferrovia che potrebbe avere solo un uso turistico, non di una linea strategica che collega tra loro centri nevralgici, o che può contare su un potenziale reale di traffico passeggeri o merci ordinario ( o anche entrambi), di una infrastruttura capitale per l'economia delle comunicazioni dei luoghi attraversati. Per carità da appassionato ti direi che mi piacerebbe rivedere il trenino fino a Norcia, potrei dirti che a questo punto mi piacerebbe anche veder realizzata la diramazione Serravalle - Cascia studiata da Basler negli anni 50 per il rilancio della ferrovia. Però da persona razionale ti dico che per almeno 30 anni si sono susseguiti progetti di ripristino, salvo poi fuggire tutti a gambe levate quando si facevano i conti in tasca. Negli anni '80 il ripristino ad uso ferroviario della tratta Spoleto - Sant'Anatolia era stato stimato in 2 miliardi di vecchie lire, rotabili compresi. Era troppo. E non se ne fece nulla. Alla fine bisogna vedere a chi interessa riavere il treno quanto è disposto a spendere, a mettere sul piatto. Conta poco l'aspirazione di Norcia a riavere il trenino se poi i costi lievitano in maniera sensibile e nessuno è disposto a scucirli. In tutta confidenza ti dico che sul versante Nursino non ho mai riscontrato questo grande interesse verso l'ex ferrovia, al contrario del versante spoletino. Pensa che quando c'era la mostra itinerante a Spoleto e Norcia sull'ottantennale dell'apertura, da cui scaturì la pubblicazione "Strade di carta, di ferro, di terra" e a Norcia la mostra si teneva nella centralisima Piazza San Benedetto al museo della Castellina con tanto di striscione issato .... beh credimi sono andato a chiedere numi al "Bar Centrale" e nessuno aveva la più pallida idea che a Norcia ci fosse in ballo qualcosa del genere (e la mostra c'era da mesi). Credimi ci sono molti appassionati conoscitori della FSN a Terni e fuori dall'Umbria che in tanti luoghi attraversati dalla ferrovia.

Tu da studioso o professionista consulente chiamato a studiare, valutare, progettare scenari e ipotesi, fai bene a valutare tutte le varianti, ad essere ottimista, a mettere sul piatto tutte le cifre con tutte le variabili. E io da appassionato sono curioso di conoscerle e se posso contribuire con dati conoscitivi sulla linea alla stesura degli stessi. Però da persona realista che no vuole essere pessimista o fare lo scettico per mestiere, ma conoscendo le zone attraversate, gli enti deputati a investirci, ci vado cauto e ti dico che personalmente metterei la mano sul fuoco per riuscire a mettere il treno tra Spoleto e Borgo Cerreto, rinunciando volentieri ad arrivare a Norcia. Se poi magari Regione Umbria, comuni interessati, sono in vena direalizzare un sogno che comporta certo un investimento ingente ... sogneremo con loro.
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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#119 Messaggio da gabriele.bariletti » mar 07 apr 2009 13:25

Intanto speriamo di arrivare a Borgo Cerreto.

A tal proposito, ricordo lo studio della SSIT "Il Gottardo dell'Umbria" e i suoi costi assai contenuti (lì a differenza nostra si era agito davvero in economia, prestando il fianco alle facili critiche dei detrattori, di quelli che dicono: "daccordo però i costi non sono questi ecc.").

In francese, quando una espressione suona in un modo che in italiano sembrerebbe significare una cosa, ma invece ne significa una altra, si parla di "falso amico". Tipico esempio: la chanche, inteso per noi come "possibilità", in francese vuol dire: ventura, fortuna.

Così per il ripristino delle ferrovie: in giro è pieno di falsi amici, e il forum, nell'altro argomento sulla Civitavecchia - Orte lo dimostra ampiamente (ma io costoro li adoro: sono i miei gratuiti "personal trainers"!!!).

Noi abbiamo proceduto (e non lo vedi dallo studio economico perché i computi metrico e parametrico sono nella parte progettuale della tesi) utilizzando i prezzari FS, che, ovviamente, si riferiscono ai loro standards: binari pesanti, scartamento 1.435 mm, lunga rotaia saldata, per linee secondarie (dato questo evidenziato dal ballast in CaCO3 - detto "tenace" - anziché in basalto e dai deviatoi per velocità max ammessa in deviata di 30 km/h). Si è poi proceduto alla attualizzazione dei prezzi all' anno 0 (2007), per cui abbiamo alla fine un parametro complessivo di costo, inclusi gli impianti c.d. "minimi" di stazione (incroci automatici con deviatoi a ritorno elastico e ingresso sempre in deviata, tipo la ferrovia Retica) di 285.714 € / km di linea (complessivi 10 Mil €, appunto).

Lo studio da te citato mi sembra che oggi avrebbe un parametro inferiore ai 100.000 € / km.

Allora forse anche qui "in medio stat virtus". Infatti il Presidente del Comitato "Spoleto Futuro" (che è un ingegnere e imprenditore che realizza sistemi avanzati di robotica per l'industria) ritiene che con i nostri parametri ci esce fuori anche la elettrificazione. E forse ha ragione lui.

Tutti al convegno si sono detti sorpresi, ma ritengo "favorevolmente sorpresi" per la cifra da noi riportata: con 10 milioni si riapre la ferrovia (e così anche il titolo su Il Giornale dell' Umbria, ottimo l'articolo di Sara Fratepietro del 5.4.09). In effetti la ferrovia si riapre esattamente con 10,270 Mln di €, così c'è anche il materiale rotabile termico ricondizionato acquisito dalle FdS, per iniziare l'esercizio.

La favorevole sorpresa degli astanti per il prezzo da noi proposto (che lo ripeto è parametricamente doppio rispetto a quello puntigliosamente calcolato in passato) fu anche enfatizzata dal fatto che il V. Presidente del Comitato, l' Avv. Coricelli, chiuse il suo intervento dicendo: " a Perugia, per il Mini Metrò si sono spesi 98 Mln di € e il risultato di quella operazione è sotto gli occhi di tutti!".

Per carità di Patria non si è citato il caso di Spoleto: 90 Mln di € spesi per le scale mobili che hanno deturpato (ottenendone gli onori di tutti i media nazionali) una delle parti più belle della città. Visto che l'uso delle scale mobili sarà gratuito, quale è il ritorno economico di codesto investimento?

Come sempre il mio non è ottimismo della volontà ma DOLCE-AMARO REALISMO DELLA RAGIONE.

Ciao.
Gabriele Bariletti (gabriele.bariletti@libero.it)

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Re: Ferrovia Spoleto Norcia

#120 Messaggio da scaledifuoco » mar 07 apr 2009 13:34

Anche io sono rimasto favorevolmente sorpreso dal prezzo dei 10 mln di euro (sinceramente pensavo occorresse di più).

Sul vecchio studio degli anni'80 sinceramente non conosco i dettagli.
Io l'ho appreso da varie letture sul tentativo di rirpistino della ferrovia, anche da uno dei video storici era citato. Però avevo appreso solo la cifra finale senza alcun dettaglio sul computo.
A proposito, avete ipotizzato come partire da Spoleto? ANche li qualche problemino in loco c'è, tra la vecchia stazione e l'uscita della linea dalla città qualche problemino dovuti a fabbricati impiantati successivamente alla chiusura c'è.

Concordo con "intanto arriviamo a Borgo Cerreto".
In servizio sul Piccolo Gottardo Umbro
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