Linea Treviso - Ostiglia

Immagine Gli aggiornamenti della rete ferroviaria italiana dai volumi di Ennio Morando.

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Re: linea "ostiglia"

#31 Messaggio da joego » gio 02 apr 2009 8:06

Immagine Questa è l'innaugurazione della stazione di Cologna Veneta..

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Fabio
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Re: linea "ostiglia"

#32 Messaggio da Fabio » mer 15 lug 2009 21:28

MEMORIA. Cresce il movimento popolare per ripristinare la linea
Non perdiamo il treno della storia
Il ponte dell’ex ferrovia Ostiglia - Grisignano intanto è stato salvato: qui passarono i carri piombati con i deportati diretti ai lager


Stefano Vicentini

Sono già 300 gli iscritti al comitato nato per salvare la stazione di Cologna Veneta e l’ex linea ferroviaria Ostiglia - Grisignano di Zocco - Treviso di 118 chilometri, la più lunga linea dismessa in Europa. Gli ultimi treni passeggeri passarono da Cologna nel 1987.
Spiega il presidente del comitato Mirko Rizzotto: «Vogliamo dialogare con le Ferrovie dello Stato, la Regione e le amministrazioni comunali per convincerli della necessità del ripristino, sia per la storia che questa ferrovia ha raccontato che per il reale vantaggio che la strada ferrata può rappresentare per i trasporti». Il sito internet www.stazionecologna.it illustra le intenzioni del comitato.
La stazione di Cologna venne inaugurata nel 1925; dal 1958 al 1962 vinse riconoscimenti come «la più bella d’Italia», ma nella seconda guerra mondiale di qui passavano i carri piombati con i deportati verso i lager in Germania, compresi gli ebrei diretti ad Auschwitz. Spiega Rizzotto: «A Cologna le SS controllavano il passaggio dei prigionieri; se i convogli sostavano in stazione, minacciavano con le armi chi voleva avvicinarsi per portare da bere a quei disperati che chiedevano acqua. Ci furono bombardamenti aerei alleati, ma la stazione è rimasta in piedi, come pure il ponte ferroviario sul fiume Guà. Il ponte è scampato anche a pericoli più recenti: volevano abbatterlo per allargare la zona industriale, ma le Fs non hanno dato il permesso.
L’impegno di Rizzotto ha anche radici familiari: «Mio nonno Pietro Bolognese ha lasciato un memoriale, poco prima di morire nel 1983, in cui racconta di considerarsi un miracolato per essere sopravvissuto ai lager. Anche lui fu deportato, catturato dai tedeschi con centinaia di migliaia di altri soldati italiani dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Il suo treno passò proprio da Cologna».
Ora il comitato colognese vuole far rivivere la stazione, restaurarne i giardini e trasformare il magazzino in museo della memoria storica, in collaborazione con la comunità ebraica. L’obiettivo più ambizioso è ripristinare un servizio ferroviario, a partire dal tratto Cologna - Legnago, magari affiancando alla linea la pista ciclabile che la Regione vorrebbe fare. «La linea è ancora ufficialmente attiva, secondo un decreto del 1984 dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini», conclude Rizzotto, «per cui non si può manomettere».

SANTUARIO.
Sulla linea ferroviaria, nella campagna colognese, c’era una fermata vicino al santuario mariano di San Felice, che i deportati potevano vedere lungo il loro calvario. Un’immagine della Madonna che vi è venerata ebbe un momento di notorietà nazionale nel 1987, quando arrivarono migliaia di pellegrini chiamati dal passaparola: «La statua dell’Addolorata piange!» Nella foto, una ripresa tv del 1987 sulle presunte lacrime.

Da “L’Arena” del 14 Luglio 2009.
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#33 Messaggio da Fabio » dom 26 lug 2009 18:30

Da "L'Arena" del 26 Luglio 2009.

RINASCE LA «VIA OSTIGLIA». La Regione ha inserito il progetto nel suo Piano territoriale. Quasi 120 chilometri che andranno dal confine col Mantovano a Treviso
Un’autostrada ma per le bicicletteDove il tracciato incrocia la nuova Nogara mare a San Vito Legnago e Minerbe sono già previste soluzioni alternative


Paola Bosaro

Domenica 26 Luglio 2009 PROVINCIA, pagina 33 e-mail print

Dalla locomotiva alla bicicletta. La Regione dà il via libera ufficiale ad un’autostrada ciclabile che, sfruttando i 118 chilometri del sedime della vecchia linea ferroviaria Ostiglia-Treviso, taglierà la pianura e la Bassa da est ad ovest. Il progetto è stato presentato nella sede della Provincia di Vicenza dall’assessore regionale all’Urbanistica Renzo Marangon, dal consigliere regionale Roberto Ciambetti e dagli assessori provinciali Samuele Campedelli di Verona, Costantino Toniolo di Vicenza e Franco Conte di Treviso. Un intervento, quello sulla «Via Ostiglia», definito «strategico», tanto da essere stato inserito nel Piano territoriale regionale di coordinamento perché «dotato di particolare rilevanza per parti significative del territorio». «Il tracciato dell’ex ferrovia», ha sottolineato l’assessore Marangon, «può costituire un ideale percorso ciclopedonale di richiamo per il turismo nazionale e internazionale. Di conseguenza rappresenta un’opportunità di sviluppo per imprenditori agricoli, turistici e commerciali».
Il tracciato attraversa in diagonale buona parte del Veneto, passando per le province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso e per trenta Comuni (29 dei quali veneti). I caselli previsti sono 40 e 15 le stazioni. «Lungo il tragitto sono dislocate strutture di pregio architettonico», ha sottolineato Campedelli. «Purtroppo versano da molto tempo in uno stato d’incuria e di abbandono e, in alcuni casi, si sono trasformate in zone di scarico rifiuti e di occupazione abusiva». Nel piano dovrebbero essere recuperate per diventare ostelli, centri informativi o di ristoro e persino piccoli musei. «Un capannone in meno e un’osteria in più», ha spiegato, con una battuta, il consigliere Roberto Ciambetti, «Questo per dire che vogliamo preservare il territorio, favorire un modello alternativo di sviluppo e vendere un nuovo stile di vita». Nelle intenzioni di Palazzo Balbi e delle Province che la stanno promuovendo, la «Via Ostiglia» dovrebbe servire anche a mettere in rete le eccellenze ambientali e storico-culturali presenti lungo l’asse dell’ex ferrovia: come ad esempio il parco del Sile, villa Contarini a Piazzola sul Brenta, l’area del parco del Brenta, le dorsali dei Colli Euganei e dei Berici, villa Pojana a Pojana, villa Pigafetta-Camerini a Montruglio di Mossano, villa Cornaro a Piombino Dese.
Nel Veronese il percorso ciclabile dovrebbe connettersi con la pista lungo il corso dell’Adige. I sei comuni scaligeri toccati dal tracciato ricadono tutti nella Bassa: Casaleone, Cerea, Legnago, Minerbe, Cologna e Pressana. Il passaggio della ciclabile tuttavia non sarà così semplice perché lungo il tragitto la pista si troverà a cozzare con progetti già approvati, o addirittura avviati, di strade e varianti viabilistiche. A sud di Legnago l’autostrada ciclabile incrocerà quella delle auto, ma in quel punto i progettisti della Nogara mare hanno previsto un sovrappasso che dovrebbe ovviare al problema. Sempre a Legnago il tracciato della vecchia ferrovia è stato intaccato dalla variante di San Vito, già in fase di appalto. Infine a Minerbe il sedime storico incontra la nuova circonvallazione che dovrà togliere i mezzi pesanti dal centro storico. «Strade e percorso ciclabile non sono in contraddizione», chiarisce Campedelli. «Non dobbiamo impedire la costruzione di opere viarie che aumentano la sicurezza degli utenti soltanto perché in alcune località vanno ad intaccare il vecchio sedime della ferrovia». «Provvederemo a spostare leggermente la pista ciclabile per far coesistere le due infrastrutture», conferma la dirigente del servizio viabilità della Provincia di Verona Elisabetta Pellegrini.
Per i finanziamenti, la Regione ha già stanziato 2 milioni per acquisire i terreni delle Ferrovie. Tutti gli enti interessati, Province e Comuni, faranno la loro parte, mentre è prevista anche una richiesta di contributi all’Unione europea visto che si tratterà della pista ciclabile più lunga d’Italia.



Ricorso al Tar contro i lavori stradali?
Domenica 26 Luglio 2009 PROVINCIA, pagina 33

Sono in molti a credere nel progetto della grande diagonale veneta ciclabile. Tra questi anche il comitato «Una stazione per Cologna», che considera la realizzazione della «Via Ostiglia» una garanzia per far progredire anche la proposta di riattivazione della storica tratta ferroviaria Cologna-Legnago, in affiancamento alla pista. Il comitato trova contraddittorio che la Regione vincoli l’intero tracciato all’uso ciclo-turistico e poi avalli le bretelle stradali di Legnago e Minerbe, che transitano su porzioni di quel tracciato. Per questo ha inviato due diffide ai Comuni della Bassa, invitandoli a «desistere da lavori stradali incoerenti con le nuove e le vecchie leggi». «Se non dovessimo essere ascoltati saremmo pronti a rivolgerci al Tar e al ministero dei Trasporti», rivela il presidente del comitato Mirko Rizzotto. Nel frattempo gli attivisti colognesi hanno ricevuto conferma dal Quirinale che a breve sarà possibile incontrare il capo dello Stato. «Stiamo organizzando una conferenza stampa con tutti i capigruppo regionali e i rappresentanti delle comunità ebraiche italiane», aggiunge Rizzotto, ricordando l’importanza del mantenimento di quei binari per non perdere la memoria delle deportazioni di massa degli ebrei durante il secondo conflitto mondiale. P.B.
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#34 Messaggio da trea2006 » lun 27 lug 2009 7:20

Grazie Fabio! l'ho letto anche io sull'arena quell'articolo. Piuttosto di lasciare tutto alle ortiche meglio la ciclabile, visto che di riattivazione...non ne vedo una concreta utilità con l'andazzo attuale. :wall:
Andrea
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#35 Messaggio da Fabio » dom 02 ago 2009 20:27

E' una ferrovia che passa letteralmente nel nulla, almeno per quanto riguarda la tratta sud Grisignano - Ostiglia.
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#36 Messaggio da Strix Hexe » sab 08 ago 2009 0:39

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Mostra sulla linea Treviso - Ostiglia

#37 Messaggio da Strix Hexe » gio 29 apr 2010 21:59

Fino al 16 maggio sarà aperta la mostra "Immagini e documenti dell'ex linea ferroviaria Ostiglia - Treviso" presso la sala civica dell'ex Monte di Pietà a Cologna Veneta.
Orari: sabato 16 - 19; domenica 9 - 12 e 15 - 19; mercoledì 16 - 19.
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#38 Messaggio da Strix Hexe » mar 04 mag 2010 0:38

Domenica 9 maggio alle ore 15,30 presso il B&B La Vecchia Stazione, via Ferretto 1, a Barbarano Vicentino sarà presentato il libro "Obbiettivo militare: la ferrovia Ostiglia - Treviso" secondo volume di Binari Dimenticati. Ingresso libero. Per ulteriori informazioni contattare 3923864913.
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#39 Messaggio da giorgio_80 » mar 15 giu 2010 17:50

....ho assistito alla presentazione di questo libro di cui avevo già prenotato una copia, benchè sia la migliore (e forse unica!!) cosa mai scritta a riguardo ci sono ancora numerose domande a cui non ha saputo dare risposta....in particolare il libro si concentra sull'origine militare della linea e sulle sue vicende belliche, molto meno invece sulla sua storia dal dopoguerra ad oggi...anche per quel che riguarda le immagini mi sarei aspettato molto di più...quindi ho una serie di domande, vediamo se qualcuno sa rispondermi...

1) In che anno esattamente sono state smantellate le varie tratte? (intendo la rimozione dei binari, non la chiusura all'esercizio)
considerando che:

Tratta Treviso - Grisignano
interrotta x cause belliche (a parte il breve tratto fino a Quinto di treviso sopravvissuto fino al 1947) ma il decreto di soppressione è giunto solo nel 1959: è stata smantellata subito o ha fatto una fine tipo Fermignano-Pergola o Limone-Ventimiglia interrotte anch'esse x cause belliche ma smantellate (la seconda per poi essere ricostruita) solo decenni dopo?

Tratta Ostiglia - Legnago
chiusa nel 1965, decreto di soppressione nel 1972
ho un vago ricordo di aver visto qualche ponte in ferro di questa tratta ancora in piedi nel 1992..

Tratta Grisignano - Cologna Veneta
chiusa nel 1967, la verifica dei ponti, per lo meno quello sul Bacchiglione, effettuata fino al 1976, decreto di soppressione nel 1984, sul fascicolo orario in dotazione ai macchinisti N.53 Vicenza-Venezia 1984-85 la stazione di Grisignano era ancora indicata in grassetto come stazione di diramazione "per Legnago".
A memoria di un amico un breve tratto da Grisignano al sottopasso dell'autostrada A4 serebbe sopravvissuto per qualche tempo in più.
Io non ho ricordi di binari su questa tratta ma ho fatto in tempo a percorrerre a piedi il breve ponte in ferro sul canale a ridosso dell'autostrada nel 1992, la sede ferroviaria, benchè ormai priva di binari era sgombra e facilmente percorribile.....ricordo anche il ponte sul Bacchiglione demolito nel 1998.

Tratta Legnago - Cologna Veneta (qui nessuna domanda...)
chiusa all'esercizio nel 1987, decreto di soppressione MAI emanato, dopo la chiusura sono sicuramente circolati treni di materiale x la costruzione del canale di irrigazione noto come "Leb" (interrato sotto la sede della nostra ferrovia da Ponte Mossano a S.Sebastiano). Inolte, hanno circolato almeno fino a Minerbe, treni di materiale in attesa di demolizione (centoporte che ricordo di aver visto anch'io).
Nonostante la mancanza del decreto di soppressione questa tratta è stata comunque smantellata tra l'autunno del 1997 e la primavera dell'anno successivo. Nell'aprile 1998 sopravviveva ancora un tratto dal Bivio Adige fino al terzo casello in direzione Cologna, in pratica una lunghissima asta di manovra su cui stazionava un interminabile fila di 773, 873, 664, corbellini e altro materiale assortito in attesa di demolizione. Nel 2005 lo scambio del Bivio Adige era ancora al suo posto anche se i binari proseguivano solo x qualche decina di metri.

2) Dopo la chiusura all'esercizio della tratta Grisignano - Cologna Veneta vi hanno più circolato treni?

mi riferisco più che altro alla leggenda di treni militari diretti alla base Ederle di Vicenza....che la stazione di Grisignano fosse utilizzata dagli americani per le operazioni di carico/scarico dei loro treni, li molto più discrete che non a Vicenza in centro città, è cosa provata...ma non so se abbiano utilizzato anche la nostra linea...
Sul terzo volume di "Ricordi di Rotaie" si accenna anche ad un servizio di tradotte da Legnago a Villaganzerla, ma senza specificare fino a quando...

3) Il raccordo x lo zuccherificio di Cologna fino a quando è stato usato? e quando è stato smantellato?

4) A Barbarano-Villaga sorge un complesso industriale proprio di fianco alla stazione...non era raccordato alla ferrovia?

....direi che per ora queste domande possono bastare, ma credo che ne troverò altre... :ciao:

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Verso la chiusura definitiva. Un po' di storia

#40 Messaggio da Marvol » mer 16 feb 2011 18:06

F. Gallina, "La ferrovia Ostiglia - Treviso da linea militare a percorso ciclopedonale", in "Alta Padovana", n. 15, giugno 2010, p. 31:


"L'“Ostiglia” in Parlamento

Dopo la seconda guerra mondiale alla ferrovia Ostiglia – Treviso furono dedicati alcuni interventi ed interrogazioni a risposta scritta.
Nella seduta della Camera dei deputati del 7 giugno del 1950 il ministro dei trasporti, Ludovico D’Aragona, citò la “Ostiglia – Treviso (tratto Grisignano di Zocco – Quinto di Treviso)” tra le linee ancora chiuse al traffico e da ricostruire, per le quali i lavori si presentavano di maggior rilievo ed urgenti.
Il 15 gennaio 1952 il ministro dei Trasporti, Piero Malvestiti, rispondendo ad una interrogazione del deputato democristiano Antonio Ferrarese circa talune questioni riguardanti la ricostruzione della stazione ferroviaria di Treviso accennava al “progetto di ricostruzione della linea Grisignano di Zocco - Treviso”.
Ma le speranze di una completa riapertura della strada ferrata andarono deluse e lasciarono il posto ai timori per la sopravvivenza della parte superstite della linea, cosicché il deputato socialista Adelio Albarello, eletto nel collegio di Verona, che si interessò all’“Ostiglia” più volte nel corso degli anni, interrogò il ministro dei Trasporti “per sapere quanto ci sia di vero nella notizia apparsa sul Corriere della Sera del 28 febbraio 1956, secondo la quale, per disposizione dell’ingegnere Di Raimondo, direttore generale delle ferrovie, sarebbe soppressa perché deficitaria la linea Ostiglia – Grisignano di Zocco (Vicenza)”. Il ministro, Armando Angelini, l’11 aprile 1956 rispose all’interrogante che, sebbene tale ferrovia presentasse “una passività annua prossima a 115 milioni, su un percorso di soli 67 chilometri […] la linea in parola non è per ora compresa tra quelle che debbono essere esaminate ai fini della soppressione dei servizi ferroviari”.
Tre anni più tardi Albarello interrogò nuovamente lo stesso ministro per conoscerne “i […] propositi in merito alla linea ferroviaria Ostiglia – Grisignano di Zocco (Mantova – Vicenza)”. Il ministro il 18 maggio del 1959 assicurò l’interrogante che, pur trattandosi di una ferrovia “a scarso traffico”, non era “presentemente” allo studio alcun “provvedimento di chiusura”.
Ma l’uso dell’avverbio “presentemente” non escludeva affatto la possibilità di future decisioni sacrificali per la strada ferrata. Circa undici anni dopo Albarello, divenuto nel frattempo senatore del PSIUP, presentò insieme con il collega di partito Giuseppe Di Prisco una nuova interrogazione per sapere “se a seguito delle vive proteste dei Comuni interessati e delle categorie economiche che verrebbero gravemente danneggiate non intenda rinunciare alla soppressione della linea ferroviaria Ostiglia – Legnago – Grisignano di Zocco”. Toccò al ministro dei Trasporti e dell’aviazione civile, Oscar Luigi Scalfaro, elencare nella seduta del 18 gennaio del 1967 i motivi della soppressione del servizio passeggeri: lo scarso traffico, non suscettibile di aumento, comportava una squilibrio tra spese di gestione ed entrate pari ad undici volte; le pile-spalle del ponte sul fiume Tartaro presentavano uno stato di grave dissesto che aveva costretto l’amministrazione ferroviaria a programmare tra Ostiglia e Legnago l’instradamento via Nogara di una coppia di treni; la riparazione del ponte avrebbe richiesto una spesa di centotrenta milioni di lire, alla quale si sarebbe dovuto aggiungere un esborso di un miliardo e duecento milioni di lire “per il necessario riclassamento degli impianti”. La soluzione prevista comportava la cessazione del servizio passeggeri su rotaia tra Legnago e Grisignano, sostituito da autocorse, mentre il servizio merci sarebbe stato mantenuto in regime di raccordo. “Tale nuovo assetto – spiegò il ministro— permetterà all’Azienda delle ferrovie dello Stato di realizzare cospicue economie di gestione, valutabili in 260 milioni di lire all’anno”.

La parabola discendente dell’”Ostiglia” si sarebbe conclusa vent’anni più tardi."

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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#41 Messaggio da Strix Hexe » mer 16 feb 2011 22:23

In questi ultimi tempi è rinato un certo interesse intorno alla linea: le associazioni ebraiche internazionali sarebbere disponibili a concorrere alla riattivazione di almeno una parte, in quanto è stata forse la linea su cui è transitato il maggior numero di convogli di deportati dall'Italia verso i lager nazisti, al fine di conservarla come monito dell'olocausto; in più un industriale locale ha affermato che se supportato da altri imprenditori, è disponibile ad accollarsi le spese del riarmo della tratta da Legnago a Grisignano al fine di utilizzarla come raccordo per le ditte prospicenti.
Un comitato locale è già stato ricevuto un paio di volte dal ministro Matteoli a Roma, mentre il vice ministro Castelli a fine gennaio si è recato sul posto per verificare di persona. Entrambi i ministri hanno espresso pareri positivi e quindi se si racimoleranno i soldi necessari ...
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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#42 Messaggio da Marvol » gio 17 feb 2011 15:48

Il comitato di Cologna Veneta è molto attivo e si sta muovendo benissimo.

http://www.stazionecologna.it/

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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#43 Messaggio da simplon » gio 19 mag 2011 13:54

La provincia di Padova ha bandito la gara d'appalto per i "lavori di recupero della ex ferrovia militare Treviso-Ostiglia per la realizzazione di un percorso ciclopedonale da Piombino Dese a San Giorgio delle Pertiche (lotto A)".
L'importo dei lavori è fissato in 1.900.000 euro.

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Re: Linea Treviso - Ostiglia

#44 Messaggio da Strix Hexe » gio 24 nov 2011 23:02

Per chi fosse interessato.
http://www.provincia.pd.it/uploads/Uffi ... tiglia.pdf

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Percorso ciclopedonale

#45 Messaggio da Marvol » mar 03 gen 2012 15:59

Allego un articolo interessante, ma in cui si pecca di ottimismo. Il percorso ciclopedonale completo da Ostiglia a Treviso quasi certamente non verrà mai realizzato. Troppe amministrazioni locali sono indifferenti o contrarie al progetto, specie in provincia di Verona.
Quanto alle possibilità di riapertura, almeno parziale, della linea le vedo sempre più lontane nonostante l'impegno di chi si batte per ottenerla.
In un periodo di difficoltà finanziarie come l'attuale tutto si complica e molte speranze rischiano di essere cancellate.

Da "La Vita del popolo", 7 dicembre 2011

"Treviso-Ostiglia: in bici fino al Po

Il traguardo è ormai vicino. La ciclabile Treviso-Ostiglia sarà messa in funzione nel tratto di pertinenza della provincia di Padova entro la fine del 2012. Alla fine del prossimo anno il percorso ciclabile coprirà il tratto da Treviso al comune di Campodoro, ultimo comune padovano interessato dal tracciato dell’ex ferrovia militare. Martedì 6 dicembre alle 20.30 presso la sala consigliare del comune di Loreggia si è svolto il secondo dei quattro incontri organizzati dalla provincia di Padova per illustrare lo stato dei lavori e le attività programmate per il 2012 per il completamento del tratto che attraversa i comuni della provincia da Piombino Dese a Campodoro.
I lavori di costruzione della ciclabile saranno suddivisi in due tronconi. Il primo riguarderà il tratto tra i comuni di Piombino Dese e il comune di San Giorgio delle Pertiche. Il secondo quello tra il comune di Curtarolo e il comune di Campodoro. Il costo previsto è di 1,9 milioni di euro. Un milione a carico della Regione, 900 mila stanziati dalla Comunità europea.
L’opera viene realizzata in terra battuta e avrà una larghezza di 3 metri. Il percorso attraversa tutta la campagna veneta da Treviso fino a Ostiglia passando per le provincie di Padova, Vicenza e Verona. Il percorso si presenta attualmente come un terreno inselvatichito dove regna diffusamente la robinia.
Il tratto della ciclabile attualmente in funzione è quello relativo alla provincia di Treviso che partendo dal capoluogo provinciale raggiunge il comune di Badoere. Il tratto è stato interessato di recente con la posa di un ponte Bailey nel tratto tra S. Cristina e Morgano.
Il tracciato ricco di bellezze naturali si snoda lungo la campagna veneta costeggiando ville e incontrando manufatti (ponti, viadotti, stazioni, magazzini) che raccontano le storie degli uomini, delle imprese, dei progetti che hanno contribuito alla realizzazione della ferrovia militare.
Gran parte di queste opere, distrutte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale dovranno essere rifatte per consentire l’attraversamento di canali, strade, ferrovie che intersecano il tracciato della ciclabile. Parte dei manufatti potranno essere restaurati per essere inseriti nel contesto turistico-escursionistico del percorso naturalistico. Quando sarà ultimata la ciclabile Treviso-Ostiglia raggiungerà la lunghezza di 118 chilometri e a Ostiglia permetterà il proseguimento dell’escursione ciclistica verso l’itinerario della pista Claudia Augusta che sale verso il nord o lungo le rive del Po fino a raggiungere la laguna veneta.
La ciclabile sarà uno degli itinerari più importanti d’Europa".

Paolo Tonin

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