Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

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Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#1 Messaggio da Ferrovie.it » gio 02 ago 2018 22:54

Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e TPL

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sblocca 1 miliardo 397 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture del trasporto rapido di massa e 338 milioni di euro...
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Ugo Fantozzi
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Re: Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#2 Messaggio da Ugo Fantozzi » ven 03 ago 2018 7:26

Il problema è che se non proroga l'esercizio provvisorio sulle ex concesse molte chiuderanno...

dedorex1
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Re: Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#3 Messaggio da dedorex1 » ven 03 ago 2018 7:37

Giusto per spiegare meglio: i soldi stanziati da Delrio erano stati bloccati da un ricorso del Veneto. Questo comunicato stampa è apologetico in maniera imbarazzante
Adoratore della fu Trimurti DelrioCascettaGentile
Fondatore del DelrioSantoSubito Club (NB iscrizioni attualmente sospese per previsto taglio contributi TPL 2017)

giorgiostagni
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Re: Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#4 Messaggio da giorgiostagni » ven 03 ago 2018 8:21

Lo "sblocco" è legato a questa sentenza:
Sentenza della Corte Costituzionale 7 marzo 2018, n. 74
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), nella parte in cui non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale.
Di conseguenza il comunicato stampa nasce dal fatto che, in esecuzione della sentenza citata, è stato necessario chiedere l'Intesa alle Regioni, Intesa che ovviamente è stata concessa.
Quindi i soldi sono sempre loro, ma un'occasione in più per parlarne.
Quando la pura burocrazia incontra il populismo, il popolo beve... vabbè.

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Andmart
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Re: Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#5 Messaggio da Andmart » ven 03 ago 2018 8:23

In realtà la questione, è ancora più complessa, almeno per quanto riguarda le reti non interconnesse.

I soldi erano quelli che erano stati stanziati dall'articolo 1, comma 140, della legge del 11 dicembre 2016, n. 232 che aveva destinato quei fondi a interventi per la messa in sicurezza delle ferrovie non interconnesse alla rete nazionale. Il decreto di riparto, ossia come suddividere questa risorse fra le varie linee era arrivato col DM n° 30 del 1/02/2018. Solo 14 mesi per capire come dividersi la torta: già di per sé questo non sarebbe molto entusiasmante.

Ma c'è di meglio. Infatti il 7 marzo 2018, ossia circa un mese dopo il DM di riparto dei fondi di cui sopra, arriva una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 74) la quale dice che l’art. 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 , nella parte in cui non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale è costituzionalmente illegittima.

A questo punto come si esce dal casino? Con molta calma 5 mesi dopo si convoca una Conferenza Unificata tra Stato ed Enti locali che, in esecuzione della sentenza citata, approva il decreto di cui sopra. In questo modo, ottenuta l'Intesa richiesta costituzionalmente, che ovviamente è stata concessa, i soldi vengono sbloccati.
Quindi i soldi sono sempre loro, ma un'occasione in più per parlarne e per farsi belli. E nel frattempo sono passati solo 20 mesi dall'epoca del loro stanziamento.

Ma adesso è finita? Adesso i contanti arriveranno nelle casse delle amministrazioni ferroviarie che faranno i lavori? Non ancora.

Infatti l'erogazione dei fondi è comunque subordinata alla stipula di una convenzione tra Ministero, Regioni interessate ed Aziende. Quindi le Regioni dovranno elaborare uno schema di convenzione, i Consigli regionali dovranno approvarlo, quindi con lo schema di convenzione si potrà andare al ministero ed ottenere la firma dello stesso. Solo a quel punto (diciamo tra 6 mesi ad essere ottimisti) si potranno fare LE GARE. Gare che col nuovo codice degli appalti richiederanno tra 6 mesi ed un anno in media per essere aggiudicate. Insomma, complessivamente tra meno di 2 anni di lavori finanziati con questi soldi non ne vedremo traccia.

Salvatevi tutto questo per memoria e ricordatevene quando qualcuno (fra cui magari anche una certa Agenzia, ma speriamo di no...) verrà a tuonare: "Lo stato ha stanziato i soldi a fine 2016 ed i gestori dopo due anni non hanno ancora fatto nulla. Sono tutti incapaci, è una vergogna noi che siamo i paladini della sicurezza adesso li puniamo severamente e pure a ragione."

EDIT: Giorgio, abbiamo postato in contemporanea...

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simplon
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Re: Il MIT sblocca 1,7 miliardi per ferrovie e... | Del 02/08/18

#6 Messaggio da simplon » gio 20 set 2018 17:00

Commento personale: Toninelli buffone due volte!

da Il Sole 24 Ore-Edilizia & Trasporti

Si sblocca il contratto Rfi: alle Camere per il parere. Nuove risorse per 13,2 miliardi

Toninelli fa ripartire l’iter del programma di investimenti, senza fare modifiche perché avrebbe azzerato un anno di lavoro

Dopo sei mesi nel congelatore, si sblocca il (complesso) procedimento di approvazione del nuovo Contratto di programma Rfi (2017-2021), le regole e il piano di investimenti tra lo Stato e il gestore della rete ferroviaria nazionale (Rfi, appunto, Gruppo Fs). Il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dopo alcuni mesi di riflessione, ha inviato il testo del Contratto alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per il parere di legge, parere (entro 30 giorni) a cui dovrebbe seguire il decreto finale di approvazione da parte dei ministri delle Infrastrutture e dell’Economia.
Il CdP 2017-21 contiene il nuovo piano di investimenti infrastrutturali sulla rete ferroviaria nazionale, con 13,258 miliardi di euro di nuovi finanziamenti, assegnati a specifici interventi (si tratta di risorse derivanti dalla legge di Bilancio 2017 per 9,8 miliardi, dal fondo Fsc per 2,28 miliardi, fondi europei per 728 milioni, altri fondi statali per 1.049 milioni).
Toninelli avrebbe voluto dare un segno di innovazione al programma, coerente con i suoi indirizzi politico-programmatici, illustrati in Parlamento: dunque meno grandi opere e più risorse per le linee dei pendolari e la sicurezza. Modifiche al piano avrebbero però costretto a far ripartire il complesso iter approvativo, oltre un anno di tempo se tutto va bene, mentre l’esigenza di spingere sulle infrastrutture (annunciata più volte dal ministro dell’Economia Giovanni Tria) ha indotto Toninelli a dare l’ok all’invio del testo alle Camere, così come ereditato dal precedente governo.
La proposta di Rfi risale all’inizio del 2017, dopo i 9,8 miliardi messi a disposizione dalla legge di Bilancio 2017 (Fondo Investimenti comma 140), ma si è poi dovuto aspettare lo sblocco dei fondi con il Dpcm Gentiloni (prima lettura) del 30 maggio 2017, andato poi in Gazzetta a fine settembre 2017. Già prima, con la seduta del 7 agosto 2017, il Cipe ha dato parere favorevole al Contratto Rfi 2017-21.
La delibera è stata però registrata dalla Corte dei Conti solo il 23 marzo 2018, già dopo le elezioni, con delibera pubblicata in Gazzetta (con il numero 66/2017 ) il 10 aprile 2018.
Il ministro Graziano Delrio, nel periodo del governo Gentiloni “in uscita”, aveva già intenzione di mandare il contratto alla Commissione parlamentare speciale, ma questa decise di occuparsi solo di Dlgs urgenti. Con l’insediamento di Toninelli il contratto si è di nuovo fermato, in attesa di un inevitabile “presa di conoscenza” da parte del nuovo ministro.
Ora lo sblocco. Vedremo se i pareri delle Camere consentiranno (dal punto di vista giuridico) un margine di manovra a Toninelli e Tria in sede di approvazione finale.

IL NODO GRANDI OPERE
Nodo delicato, nel nuovo programma Rfi con finanziamenti aggiuntivi per 13,2 miliardi, era quello delle grandi opere. Il piano Rfi prevede in particolare - in termini di nuove risorse, su 13,2 miliardi complessivi - 5,56 miliardi di euro di risorse aggiuntive per “grandi opere” (2,66 miliardi di euro per “lotti costruttivi” di tratte ad alta velocità: Brennero, Terzo Valico, Brescia-Verona-Padova, tratte della Napoli-Bari; e 2,9 miliardi per le tratte ad alta capacità al Sud, Messina-Catania-Palermo e tratte funzionali della Napoli-Bari), 2,228 miliardi per ammodernamenti e upgrading di direttrici di interesse nazionale (interventi diffusi per il potenziamento di linee esistenti a lunga percorrenza, merci o passeggeri), 2,646 miliardi per sicurezza/manutenzione e tecnologie per la circolazione, il resto (2.937 milioni) per reti regionali e metropolitane (ammodernamento e nuove opere, 2,2 miliardi), accessibilità porti e interporti (219 milioni), accessibilità aeroporti (481 milioni), valorizzazione turistica delle ferrovie minori (36 mln).

1. GRANDI OPERE
Il concetto di grandi opere comprende sia i “lotti costruttivi” che una quota degli interventi sulle “direttrici nazionali” (A08 nel Contratto Rfi).
Per i lotti costruttivi ci sono 2.661 milioni in più: 1.550 mln per il 5° lotto del Terzo Valico (già pre-assegnato dal Cipe nella seduta del 22 dicembre 2017), 607 milioni per il 2° lotto della Brescia Est-Verona (al Cipe è passato, con delibera pubblicata a fine marzo e contratto firmato con Fs a inizio giugno, il 1° lotto da 1.892 milioni), 504 milioni per il Brennero (434 milioni il 5° lotto e i primi 70 mln per il 6° e ultimo lotto).
Per le grandi opere su direttrici nazionali abbiamo 2.900 milioni di fondi aggiuntivi: 491 milioni per la Napoli-Bari (in particolare 414 milioni per la Frasso-Vitulano, si veda a pagina 147 del documento), 1.428 per il raddoppio con varianti della Giampilieri-Fiumefreddo (Messina-Taormina-Catania), 910 milioni per la Palermo-Catania.

2. DIRETTRICI NAZIONALI, AMMODERNAMENTI
Si tratta di interventi di potenziamento, raddoppio, upgrading e ammodernamento di linee esistenti, al fine di velocizzare o potenziare il trasporto di merci e/o persone a lunga percorrenza. I nuovi fondi ammontano a 2.118 milioni.
Troviamo ad esempio le linee tra Genova e le Alpi (Torino, Domodossola, Milano), 226 milioni; la Venezia-Trieste (linea esistente), 220 mln, la direttrice centrale e Tirrenica nord (45 milioni), la direttrice Adriatico-Ionica (598 mln), le trasversali del Centro Italia (155 milioni), la nuova linea Ferrandina-Matera (210 milioni), la rete sarda (187 mln).

3. SICUREZZZA
Nel nuovo contratto di programma di Rfi, parte Investimenti (CdP-I 2017-2021), ci sono 1.958 milioni di euro di nuovi finanziamenti per la sicurezza, che aggiungendosi ai 6.757 milioni disponibili (per opere/programmi ancora da realizzare o completare) portano la dotazione totale a 8.715 milioni di euro (si veda il servizio per più dettagli).

4. TECNOLOGIE PER CIRCOLAZIONE ED EFFICIENTAMENTO
Stanziati 688 milioni aggiuntivi. Si tratta di interventi finalizzati all'ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari, per adeguarne l'efficienza alla crescente richiesta di mobilità.

5. RETI REGIONALI
Fondi in più per 1.316 milioni: interventi rivolti a dare impulso al rilancio del trasporto pendolari e locale (Tpl), soprattutto con upgrading tecnologici che permettono di aumentare (in sicurezza) la frequenza dei treni regionali, ma anche con nuove opere; ad esempio il raddoppio della Cologno-Cremona-Mantova,1a fase (334 mln), il potenziamento della Empoli-Siena (85), l'ammodernamento della linea Salerno-Avellino-Benevento (230 mln).

6. PROGRAMMI CITTA' METROPOLITANE
Nuovi fondi per 885 milioni. Tra gli interventi il Piano di ammodernamento delle stazioni da 225 milioni (marciapiedi, accessibilità, fruibilità, informazioni al pubblico, decoro), e vari interventi di upgrading dei nodi di Catania (239 mln), Firenze (100 mln), Milano (75), Napoli (71), Torino (18), Genova (61), Venezia (29), Bologna (25), Roma (39).

7. PROGRAMMA PORTI E INTERPORTI
Nuove risorse per 130 milioni. Interventi per colmare l'ultimo (o penultimo) miglio ferroviario o per la connessione alla rete.

8. PROGRAMMA AEROPORTI
Vale 481 milioni di finanziamenti in più, di cui in particolare 411 per il collegamento della rete Rfi con il Marco Polo di Venezia.
Saluti da simplon

No ai PL sulla rete fondamentale RFI: sono il male assoluto, un cancro da estirpare.
Amico delle Frecce, di Italo e degli EC: sono i treni del mio Dna.

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