Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

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Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#1 Messaggio da buran73 » lun 29 lug 2013 8:50

Metto qui in Imprese e Servizi, articolo molto bus-centrico ma illuminante sull'attuale situazione del TPL; casomai spostate in zona più adatta.

Dal Corriere di oggi 29/7/2013

ROMA - Le società del trasporto pubblico locale sono sull'orlo del precipizio. Dal 2010 hanno perso mezzo miliardo all'anno di finanziamenti, e ormai molte di loro sono al limite della sopravvivenza, con bilanci dissestati, debiti da appianare, servizi a singhiozzo, carrozzoni di personale difficile da ricollocare, indagini giudiziarie che le lambiscono o le travolgono. Tre società sono già fallite, in Campania. E l'Atac, l'azienda controllata dal Comune di Roma, travolta da 744 milioni di debiti, e con alle spalle uno scandalo con 8 indagati per 49 assunzioni sospette, ha il 40% degli autobus fermi. Ma una mossa devono darsela anche tutti gli altri.

IL PIANO - Le Regioni dovranno presentare entro ottobre un piano di riprogrammazione dei trasporti. Se non raggiungeranno obiettivi precisi, dal 2014 scatteranno le penalità: dalla quota che spetta a ciascuna Regione nel Fondo unico trasporti verrà sottratto un 10%, 500 milioni per il 2013. Un'altra batosta per le 800 aziende - 177 pubbliche e oltre 600 private - del settore, che ormai hanno «problemi significativi di bilancio e gestionale», come ha sottolineato mercoledì scorso Sergio Vetrella, coordinatore della conferenza delle Regioni, in audizione alla Camera. Rispetto al fabbisogno di 6,4 miliardi di euro, la dotazione del Fondo nazionale per il Tpl è di 4,9 miliardi di euro. Rimane scoperta una quota di 1,5 miliardi, che le Regioni possono compensare in due modi. La prima strada è il fondo perequativo Irap, alimentato dalle accise sulla benzina. Col paradosso che le Regioni più virtuose, dove gli autobus funzionano meglio e quindi si consuma meno benzina, sono quelle con il fondo meno ricco. La seconda possibilità è l'integrazione delle Regioni: ma nel 2013 molte non ce l'hanno fatta e ci sono stati tagli con punte del 30% nel Lazio, di oltre il 27% in Campania e in Molise e di circa il 15% in Liguria, Toscana e Veneto.

I NODI VENGONO AL PETTINE- «Il trasporto pubblico locale è in ginocchio: il 41% delle aziende ha i conti in rosso, rispetto al 32% del 2009, e il trend è in continuo aumento», sottolinea Marcello Panettoni, il presidente di Asstra, che raccoglie le società pubbliche di tpl, quelle che garantiscono il 95% del trasporto urbano ed il 75% del trasporto regionale e extraurbano. E allora si taglia il personale, che rappresenta il 60% dei costi (-2,46% la forza lavoro), si alzano i costi dei biglietti (+10,5%), crollano i passeggeri (-16%), e peggiora il servizio: con autobus vecchi in media 12 anni, costi più alti di manutenzione e crollo degli investimenti (da oltre 2,3 miliardi nel periodo 97-2001 ai 110 milioni del periodo 2012-2015), le nostre grandi città sono ultime in Europa. La crisi non aiuta: gli evasori, nella media nazionale al 19%, raggiungono picchi a Napoli (33%) e Palermo (50%). Senza dimenticare lo stallo sul contratto di lavoro, scaduto sei anni fa: le trattative si trascinano, di sciopero in sciopero.

RELAZIONI COMPLICATE- Quando il regolatore è il regolato, le cose si complicano. I Comuni assegnano le risorse alle aziende di trasporto, ma sono anche coloro che fanno i bandi di gara e al contempo controllano l'azienda di trasporto pubblico locale. L'Autorità dei trasporti appena istituita dovrebbe mettere fine a questi piccoli monopoli locali che, secondo una stima, comportano due miliardi di euro di costi aggiuntivi per il Tpl. Intanto, però, il Paese è pieno di situazioni ambigue. Nel Comune di Potenza il servizio è gestito da Cotrab, il Consorzio trasporti aziende Basilicata. Il consorzio è in carica dal 2005: doveva trattarsi di una soluzione temporanea, ma il Comune ha prorogato il contratto di servizio fino a che non sarà in grado di definire una gara pluriennale. L'iter non si è ancora concluso, e di anno in anno Cotrab, che conta 80 lavoratori a tempo indeterminato, assume 150 interinali per far fronte al lavoro. «Tutti i contratti dovranno essere adeguati ai costi standard, quindi non possiamo fare una gara che rischia di essere invalidata il giorno dopo», fanno sapere da SAT, la società controllata al 51% dal Comune a cui il Comune stesso ha affidato la mobilità. Ma intanto fioccano le polemiche: «Cotrab è un esempio di clientelismo: spende 14 milioni di euro all'anno e il Comune paga i compensi con fatture a piè di lista, per un servizio di scarsissima qualità», dice il segretario provinciale di Faisa Cisal, Donato Colangelo. «Questa denuncia risente di vicende personali- minimizza il sindaco di Potenza Vito Santarsiero-. Paghiamo tanto perché le scale mobili sono gratuite».

BILANCI IN PERDITA - Sta invece ancora cercando di districare la situazione Giuseppe Modica, che da qualche mese è stato chiamato a gestire la gatta da pelare dell'Amat, la società di Tpl di Palermo, che nonostante un contratto di servizio di oltre 51 milioni col Comune, ha 9 milioni e mezzo di passivo, utenti infuriati, autobus di dieci anni e un fardello di 1800 lavoratori: «È chiaro che il personale in una struttura pubblica nasce nel corso degli anni con le più varie procedure e motivazioni», dice rammaricato. L'Amat è stata gestita in maniera clientelare? «Probabilmente certe cose si potevano fare in maniera diversa, le aziende pubbliche scontano il peccato originale. Ma la chiave adesso è riorganizzare, soprattutto l'officina», conclude armato di buona volontà. La stessa che tocca sfoderare a Vincenzo Fidardo, il direttore dell'Atam di Reggio Calabria che sta cercando di risollevare le sorti dell'azienda - l'ultimo bilancio è in perdita di oltre un milione e mezzo - con ampi ricorsi alla cassa integrazione a rotazione per i 350 dipendenti, dopo che l'ex amministratore unico Demetrio Arena l'ha lasciata nei debiti per andare a fare il sindaco della città: scelta infelice, visto che il consiglio comunale è stato commissariato a ottobre 2012, sotto la sua gestione, per contiguità mafiosa.

MEGLIO PRIVATIZZARE?
Tre milioni e 900 mila euro abbondanti di utile, frutto della vendita dei bus che per contratto vengono ogni anno sostituiti con altri nuovi di zecca. E i soci che percepiranno un sostanzioso dividendo, di 110 euro per azione. Trieste trasporti ( al 60,06% dell'Amt, la srl controllata dal Comune di Trieste in liquidazione) è una storia di successo? Ni. I sindacati si chiedono: «Perché la società distribuisce gli utili e non colma invece con questi i tagli alle corse, salvando i 35 esuberi di personale?». «Non si può - rispondono all'unisono azienda e Comune - quei soldi servono al Comune per raggiungere il pareggio di bilancio». Il pareggio, eccolo il richiamo che spinge verso i privati: anche il Comune di Torino ci sta provando. Ma tra una discussione con la maggioranza e un rimpasto di giunta, le procedure per mettere in vendita il 49% del ramo trasporto di GTT si sono arenate. E forse è tardi per chiudere entro l'anno e incassare quei 70-80 milioni utili a mettere in sicurezza i conti della città. La società è in attivo, nonostante il taglio delle risorse (-13,6 milioni) e la crescita dei costi (+21,5 milioni). Forse i conti tornano anche grazie all'efficienza forzata dei suoi autisti? Viene da chiederselo, visto che l'ex amministratore delegato di GTT è indagato perché, secondo i sindacati, avrebbe sanzionato i dipendenti sulla base di filmati del sistema di sicurezza.

I RITOCCHI- Sulla spinta dell'emergenza, negli ultimi due anni i biglietti sono aumentati a Roma, Milano, Torino, Trieste. Ma anche a Napoli, Bari, Genova, Reggio Calabria, Venezia, ci sono stati ritocchini all'insù, dai dieci ai venti centesimi. E ce ne potrebbero essere altri. A Milano, dove l'Atm gestisce un colosso da oltre 9 mila dipendenti, un milione di viaggiatori, e un contratto di servizio col Comune da 700 milioni, si sta pensando di aumentare l'abbonamento mensile, che è fermo da 12 anni a 30 euro al mese. E a chi rileva che non ce n'è bisogno, visto che l'azienda chiude dal 2001 il bilancio in attivo, l'Atm replica di aver dovuto sopportare sacrifici duri sui costi. Anche a Bologna stanno tentando di ritoccare il biglietto, da 1,20 a 1,30, mentre si annuncia un taglio delle corse: una scelta che sta sollevando il polverone contro la TPER, la partecipata di Regione, Comune e Provincia, nata il 1° febbraio 2012 dalla fusione della divisione trasporti di Atc con Ferrovie Emilia Romagna. Ma è probabile che la manovra passerà indenne, visti i conti dell'azienda, che ha chiuso il 2012 con una perdita di 8,9 milioni di euro, e soprattutto l'ambizione di diventare un gestore unico regionale. Come in Umbria, la sola ad aver accorpato il servizio, evitando la dispendiosa frammentazione: l'88% delle aziende ha meno di 100 dipendenti.

L'EQUILIBRIO DEI CONTI- C'è chi invece, per risparmiare, sceglie di tagliare. Come l'Amt di Genova, che sta usando cassa integrazione e contratti di solidarietà per i suoi 2300 lavoratori per provare a mantenere il delicatissimo punto di equilibrio. «Che al più piccolo stormir di fronde può crollare -sottolinea l'ad Livio Ravera - Abbiamo un capitale sociale di appena 12 milioni con un contratto di servizio di 23 milioni per la parte comunale e 67 per quella regionale». Anche l'Amtab di Bari, che deve ancora chiudere il bilancio 2012, se la caverà a fatica con qualche decina di migliaia di utili. «Stiamo tagliando sulle lavorazioni esterne, sulla manutenzione, sulle riparazioni, sulle consulenze, sulle assicurazioni», dice il presidente Tobia Binetti. Tempo di risparmi anche ad Actv, la spa del Comune di Venezia: riportare gli autobus nelle officine interne e far lavorare anche gli autisti inidonei sono due degli strumenti della spending review che solo nel 2012 ha portato a 6,7 milioni di risparmi, e che dovrebbe far tornare i conti dell'azienda (in perdita quest'anno di 17 milioni) in pareggio entro il 2016. Ataf, la società che opera a Firenze, sta sforbiciando senza pietà: alla pubblicazione della gara, nella primavera del 2012, che ha assegnato la società a una cordata composta al 70% da Busitalia Sita Nord (Ferrovie dello Stato italiane) e per la rimanente quota a due operatori privati (25% CAP di Prato e 5% Autoguidovie di Milano), i dipendenti erano 1250. Oggi sono 1100. Secondo il piano industriale, dovranno diventare 1000. Ma i sindacati borbottano. E ricordano la buonuscita che l'azienda di trasporti ha dato ad alcuni ex dirigenti tra il 2001 e il 2008, vicenda sulla quale indaga la Guardia di finanza. Il danno erariale ammonterebbe a oltre un milione di euro.

29 luglio 2013 | 8:33

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#2 Messaggio da densou » lun 29 lug 2013 15:38

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#3 Messaggio da Cekky » lun 29 lug 2013 20:06

Evasori da una parte, mancanza di cultura del trasporto pubblico da un'altra, e tipica tendenza italiana di fare le cose aumm aumm sono ottimi ingredienti per lo sfacelo attuale.
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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#4 Messaggio da Strix Hexe » sab 26 lug 2014 16:34

Hexe, dòna italo veneta del bon zugo
Chi xè mona staga a casa!
Ite per exemplum, genus o mortale, dearum, gaudia nec cupidis vestra negate viris. Ut iam decipiant, quid perditis?

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#5 Messaggio da Flax » sab 26 lug 2014 16:58

Cekky ha scritto:Evasori da una parte, mancanza di cultura del trasporto pubblico da un'altra, e tipica tendenza italiana di fare le cose aumm aumm sono ottimi ingredienti per lo sfacelo attuale.
Concordo al 100%
"La linea Cuneo-Ventimiglia-NIzza è un ramo secco". Ing. Mauro Moretti AD Ferrovie dello Stato.

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#6 Messaggio da Strix Hexe » mer 06 ago 2014 23:12

Roma, 05 agosto 2014 (comunicato stampa)
La Conferenza delle Regioni, durante il corso della Conferenza Unificata ha dato il parere favorevole al Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia, per la ripartizione del Fondo nazionale 2014 per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale.
“Oggi – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino - abbiamo definito una ripartizione importante, ampiamente condivisa, sul trasporto pubblico locale, con cui abbiamo tenuto fede agli accordi fatti in precedenza, attribuendo il restante 40% dei circa 5 miliardi di risorse complessive, rivedendo anche i criteri e destinando una quota, 320 milioni, a parametri che non fossero meramente legati alla spesa storica e che riconoscessero l’efficienza e l’efficacia dei servizi di trasporto pubblico locale, senza però lasciare spazio a scarti eccessivi fra Regione e Regione”.
Si riporta la tabella di riparto complessivo relativa al totale delle risorse per il 2014, comprensiva dell’attribuzione della seconda tranche (40%) del finanziamento complessivo.
TABELLA DI RIPARTO

LOMBARDIA = 853.694.597,62
LAZIO = 573.770.716,84
CAMPANIA = 544.521.870,08
PIEMONTE = 483.148.203,23
TOSCANA = 434.217.575,05
VENETO = 406.625.591,51
PUGLIA = 397.859.128,80
EMILIA ROMAGNA = 362.669.442,52
CALABRIA = 210.655.771,79
LIGURIA = 200.698.965,64
ABRUZZO = 132.178.280,29
MARCHE = 106.884.990,04
UMBRIA = 99.646.086,30
BASILICATA = 75.975.569,22
MOLISE = 34.843.556,06

TOTALE = 4.917.390.345,00
Hexe, dòna italo veneta del bon zugo
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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#7 Messaggio da MTTCLV » mer 24 set 2014 9:48

Su raitre domenica scorsa, suonata ancora la campana a morto....
MT.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... 3.html#p=0

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#8 Messaggio da pietrotico » mer 24 set 2014 12:53

Io però mi chiedo, al di là di tutto e senza voler polemizzare, perché vi siano delle realtà in Italia dove si ammette tutto (mezzi privi di assicurazione, che portano molte più persone del consentito, e naturalmente con pagamento rigorosamente in nero). E' cosi dappertutto, avviene solo in Italia, in certe parti d'Italia? E perché? E la magistratura dove è, che provvedimenti ha preso dopo un servizio così in cui vengono spiattellati una sfilza di reati lunga un chilometro? Va tutto bene, si può?... Una città, una regione, una zona in cui vi sono evidentemente problematiche ben più gravi, giustifica il permanere di questi comportamenti? Siamo ancora al famigerato "i problemi sono ben altri?"
E nel malaugurato caso in cui un giorno uno di questi mezzi dovesse avere un incidente e qualcuno rimetterci la pelle, tutti a dire che nessuno sapeva? Che se avessimo saputo, saremmo certamente intervenuti prima? Mah................

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#9 Messaggio da MTTCLV » mer 24 set 2014 13:23

penso che questi problemi abbiano sempre tanti nomi e cognomi.
E per molti di questi sarebbe stata sufficiente la tata lucia...
Ciao, MT.

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#10 Messaggio da MTTCLV » gio 25 set 2014 22:29

dal corriere di oggi (déjà vu...?).
MT.


Roma, sospesi due autisti dopo un'intervista a PresaDiretta

Domenica scorsa PresaDiretta nell’inchiesta “Trasporto pubblico” ha mandato in onda le interviste a due autisti della TPL di Roma, il consorzio di società che gestisce il 20 % del trasporto pubblico della Capitale. Pochi giorni dopo la società per la quale lavorano gli ha mandato le lettere di sospensione dal servizio, dove c’è scritto che il provvedimento è scattato proprio per aver parlato senza autorizzazione davanti alle telecamere.
Oggi la Tpl ha inviato una lettera di replica alla redazione di PresaDiretta.

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#11 Messaggio da MTTCLV » ven 05 dic 2014 9:46

metto qui, ma riguarda tutto il TPL regionale.
Dal sito della RL.
MT.

Tpl, Cavalli: cerchiamo soluzionme per far fronte ai tagli
(Ln - Milano) Trovare una "soluzione sostenibile", che permetta al sistema del Trasporto pubblico locale della Lombardia di affrontare i tagli previsti dalla Legge di Stabilità, che sono pari a 6,2 miliardi per Regioni ed Enti locali. Per la Lombardia si tratta di minori risorse per circa 1 miliardo, il che significa una riduzione di fondi di 155 milioni per il Tpl. È questo l'impegno che Regione Lombardia ha condiviso con la Conferenza del Trasporto pubblico locale - in cui siedono i rappresentanti di Comuni, Province, aziende e organizzazioni del Tpl, sindacati, pendolari, consumatori e utenti - convocata appunto per discutere dei possibili scenari derivanti dalla manovra di bilancio nazionale.
GARANTIRE SERVIZI E EQUILIBRIO ECONOMICO - "C'è la consapevolezza comune - ha spiegato l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Alberto Cavalli, che ha presieduto l'incontro - che 155 milioni di tagli rappresentano una diminuzione di risorse che difficilmente potrà permettere al sistema del Trasporto pubblico locale di reggere. Nei prossimi giorni, prima che la Regione approvi il proprio Bilancio, avremo una o più occasioni ulteriori di confronto, per condividere una soluzione che permetta di garantire adeguati livelli di servizio e la tenuta economico-finanziaria e sociale del sistema".
TAGLIO RISORSE NON SCELTO DA REGIONE - "La diminuzione delle risorse per il Tpl - ha chiarito Cavalli - non rappresenta una scelta arbitraria della Regione Lombardia, ma discende direttamente dai tagli della Legge di Stabilità, che coinvolgono sia le Regioni sia le Province e i Comuni e che prefigurano una situazione in cui tutti devono essere corresponsabilizzati rispetto al raggiungimento degli obiettivi".
NOSTRO SISTEMA EFFICIENTE - "Va sottolineato - ha aggiunto l'assessore - che questi tagli colpiscono un sistema che già è in efficienza, fino a rappresentare un modello in Italia e che soffre di una carenza cronica di risorse rispetto al resto del Paese". Applicando una logica di riparto che segua l'incidenza della popolazione, Regione Lombardia dovrebbe infatti ricevere dal Fondo nazionale dei Trasporti circa 100 milioni di euro in più. Usando come parametro l'incidenza della domanda, Regione Lombardia dovrebbe invece ottenere circa 300 milioni di euro in più.
GIÀ FATTO MOLTO - "L'indicatore di efficienza ed economicità - ha chiarito l'assessore - colloca la Lombardia ai primissimi posti in Italia. Se aggiungiamo anche la questione dei costi standard, è evidente che il nostro è un sistema su cui è difficile tagliare, perché molto è stato già fatto".
OCCUPAZIONE - "Il nostro è peraltro - ha sottolineato Cavalli - un sistema solido, che vede crescere sia la domanda sia l'offerta di servizi e nel quale l'occupazione tiene e anzi cresce leggermente. Il sistema attualmente occupa 20.000 persone". Un taglio di 155 milioni, è stato chiarito nel corso della riunione, comporterà inoltre l'impossibilità di onorare i Contratti di servizio e la certezza che si alimenterà un'altra stagione di contenziosi, e avrà inoltre forti ripercussioni sull'occupazione.
TARIFFE - "Eventuali aumenti tariffari - ha detto ancora l'assessore - si inserirebbero in una situazione in cui cittadini, famiglie e imprese sono già in difficoltà mentre il servizio di trasporto è indispensabile. In ogni caso, la mobilità non è solo un fattore di libertà e qualità della vita ma un elemento imprescindibile per la crescita".
"Per questo - ha concluso Cavalli - lavoreremo con il massimo impegno nei prossimi giorni, per trovare una soluzione che venga incontro alle esigenze dei cittadini lombardi, sperando che gli emendamenti alla Legge di Stabilità possano cambiare il quadro economico attuale, che prevede tagli insostenibili".

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#12 Messaggio da E412 » ven 05 dic 2014 10:26

Ma perchè sempre al TPL? :x

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#13 Messaggio da MTTCLV » mer 17 feb 2016 11:05

da mi-lorenteggio.com di ieri.
MT.


Mobilità. Milano, Monza, Brianza, Lodi, Pavia: il Consiglio comunale di Milano approva lo Statuto dell'Agenzia per il trasporto pubblico locale
I bacini saranno governati da apposite Agenzie, al fine di uniformare la regolamentazione del trasporto pubblico locale e massimizzarne l'efficienza

Milano, 15 febbraio 2016 – Il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti la proposta di Statuto dell'Agenzia del bacino della città metropolitana di Milano-Monza-Brianza-Lodi-Pavia. Il bacino fa parte dei sei ambiti territoriali individuati dalla Regione Lombardia (gli altri sono Bergamo, Brescia, Como-Lecco-Varese, Cremona-Mantova, Sondrio) nell'ambito della Riforma del sistema delle autonomie della Regione. I bacini saranno governati da apposite Agenzie, al fine di uniformare la regolamentazione del trasporto pubblico locale e massimizzarne l'efficienza. Le Agenzie, enti pubblici dotati di personalità giuridica e di autonomia organizzativa e contabile, avranno il compito di programmare, organizzare, monitorare e promuovere i servizi di trasporto pubblico locale del territorio, oltre a definire il sistema tariffario. L’Agenzia di cui fa parte il territorio di Milano sarà composta da Comune di Milano per il 50%, Città metropolitana di Milano per il 12,2%, Regione Lombardia (10%), Provincia di Monza e Brianza (7,3%), Provincia di Lodi (4,2%) Provincia di Pavia (6,2%), Comune di Monza (3,4%); Comune di Lodi ( 2,4%) e Comune di Pavia (4,2%). Il nuovo ente non inciderà sul Bilancio di previsione pluriennale 2016-2018 relativamente al contratto di servizio. L'approvazione della proposta di Statuto, quindi dello statuto stesso, verrà trasmessa alla Regione Lombardia al fine di istituire l'Agenzia.

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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#14 Messaggio da Lasimpònar » lun 19 dic 2016 16:42

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cro ... fpitsec-10
Gli esuli salgono sul bus a soli cinque euro all’anno
Il nuovo bando per il trasporto pubblico locale prevede l’agevolazione ad hoc. Uno sconto di quasi 340 euro rispetto a chi paga l’abbonamento per intero
TRIESTE Tessere dell’autobus (quasi) gratis per gli esuli. Bruno Marini, il consigliere delle battaglie perse, ma poi puntualmente vinte, è riuscito nell’impresa. Il nuovo bando per la gestione del trasporto pubblico locale, appena aggiudicato, contiene pure questa importante postilla. Gli abbonamenti annui, stando alla prime indicazioni, saranno consegnati a prezzo stracciato: soli 5 euro e 15 centesimi, anziché i 343,50 che ciascun cittadino paga abitualmente. Tutto da decidere su come e quando.
La vicenda era stata portata alla ribalta da Marini a inizio 2015 con una vera e propria guerra contro la Regione per il riconoscimento di un diritto contenuto in una norma del 2007, all’epoca proposta dal centrodestra. Un comma, in particolare, prevedeva l’agevolazione, insieme a invalidi, ciechi e sordomuti, pure per gli istriani, i fiumani e i dalmati di tutta la regione. Ma di fatto non fu mai applicato. Serviva un finanziamento adeguato, che però avrebbe modificato i contratti già in essere con la Trieste Trasporti. Ma la notizia della tessera gratis aveva innescato una sorta di assalto agli sportelli della Provincia. L’ente, tuttavia, in mancanza di un quadro normativo certo, non aveva mai potuto consegnare alcunché. La polemica si era prolungata per settimane, tanto da indurre la presidente della Regione, Debora Serracchiani, a prendere posizione. La governatrice aveva annunciato l’intenzione di far rientrare il beneficio nel bando di gara del Trasporto pubblico locale. Da quando era stata approvata la legge nel 2007, quella mai applicata in cui però erano state inseriti gli sconti, si era concretamente aperta la possibilità per gli esuli di godere delle agevolazioni.
In effetti, seppur con un ingarbuglio burocratico, il nuovo bando conferma le indicazioni della presidente. Il documento rimanda a un allegato che regolamenta il regime tariffario in vigore dal primo gennaio 2016: è lì che si cita la norma del 2007, in particolare l’articolo 34 sulle agevolazioni, precisando che «gli oneri sono compresi nell’appalto per la gestione del servizio» relativamente ai soggetti che rientrano nei commi 1, 1bis, 2 e 3, proprio quello che fa riferimento agli esuli. Con un limite: l’imponibile lordo Irpef non deve superare i 30 mila euro annui. La disposizione delle tessere gratuite è indirettamente contenuta pure in una delibera di giunta del 22 dicembre 2015 sulle tariffe da applicare.
«Ovviamente rispetteremo le indicazioni contenute nel bando - anticipa il presidente della Trieste Trasporti, Pier Giorgio Luccarini - al momento opportuno spiegheremo alle persone come regolarsi».
Intanto Marini stappa lo spumante.«Non posso che esprimere soddisfazione per un risultato che risponde alle esigenze di giustizia degli esuli - sottolinea - Dopo un primo momento di polemiche è stata provato che il provvedimento era assolutamente previsto dalla legge. Sono soddisfatto che di ciò si è resa conto anche Serracchiani che ringrazio. La presidente - aggiunge il consigliere di Forza Italia - ha compreso che la cosa era fattibile sia sotto il profilo giuridico che nella logica riparatrice per tutte quelle persone che hanno dovuto lasciare le loro terre. Non è un privilegio ma un atto di giustizia». Marini incontrerà presto le associazioni degli esuli per stabilire, con la Trieste Trasporti, le modalità operative per la consegna degli abbonamenti.
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Re: Conti in rosso, tagli e fallimenti : il dissesto del TPL

#15 Messaggio da Grande Puffo » mar 20 dic 2016 9:33

Se scrivo quello che penso mi bannano da tutto il web.
DAL 30/05/07 COMPARE DEL CHEESEBURGER ®
DAL 25/04/09 SVACCATO IRREVERSIBILE
Arena si è arenata. E direi, con quel nome...
10/11/2018 SI TAV a Torino, io c'ero!!!

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