L'italia non sa spendere in infrastrutture

Il forum dedicato a tutti gli altri mezzi di trasporto non su rotaie.

Moderatore: Redazione

Rispondi
Autore
Messaggio
Avatar utente
sr
***
***
Messaggi: 12218
Iscritto il: mar 25 mag 2004 14:39
Località: milano (a est del Lambro Meridionale e a ovest della roggia Ticinello)

L'italia non sa spendere in infrastrutture

#1 Messaggio da sr » mar 24 apr 2018 15:29

Dal corriere:
http://www.corriere.it/cronache/18_apri ... 91d4.shtml

IL PARADOSSO
Lavori pubblici e grandi opere:
ecco perché in Italia sono fermi
I soldi ci sono ma non li spendiamo
I finanziamenti ci sono ma non sappiamo spenderli: solo due miliardi su trentaquattro. I Fondi europei non spesi raccontano la crisi della macchina degli appalti italiani

Lo Stato non sa spendere: anzi, spende sempre peggio. E’ un paradosso ma anche un tabù, non se ne parla. La contraddizione è nei numeri, le ultime tre leggi di Bilancio hanno previsto 9 miliardi di euro di lavori pubblici. Nessuno ha trovato più finanziamenti dei governi Renzi e Gentiloni. Eppure la spesa continua a scendere. Parlare di anno zero non è un enfasi.
Nel 2017 il governo ha prima pronosticato un +2,8%, si è ridimensionato a settembre con un +0,4%, alla fine l’Istat ha distrutto l’illusione: investimenti pubblici nel nostro Paese meno 5,6%. Dopo un decennio di crolli costanti.

Sino a qualche anno fa eravamo quelli con le mani legate. Come Grecia, Spagna e Portogallo: troppo debito pubblico, troppa austerity da rispettare, quindi addio spese in infrastrutture, complice la crisi. Oggi, in aggiunta, siamo anche un caso europeo: non solo, denunciano i costruttori dell’Ance, il codice degli appalti avrebbe rallentato gare e cantieri, ma anche i Fondi europei raccontano la crisi della macchina degli appalti italiani.

Siamo penultimi in Europa, 26esimi su 27 Paesi, solo l’Irlanda ha fatto peggio di noi. Sono impietose le cifre ufficiali sull’avanzamento del Fesr, il Fondo strutturale della Ue per lo sviluppo regionale del bilancio 2014-2020. La Grecia ha già speso il triplo di noi, il Portogallo 4 volte di più. Noi siano fermi a poco più del 5% dei finanziamenti ottenuti: meno di 2 su quasi 34 miliardi. E dal 2 maggio, dunque fra qualche giorno, inizia la discussione a Bruxelles sul bilancio che partirà nel 2020.

L’eterna rincorsa è storia di ogni giorno, anche per i finanziamenti pubblici con soldi nostri. L’anno scorso i Comuni hanno speso 800 milioni in meno sul 2016. Il Fondo d’investimento e sviluppo infrastrutturale ha dotazione pluriennale per 60 miliardi: nel 2017 il governo contava di spenderne 630 milioni, si è fermato a 100, lo 0 virgola qualcosa dell’intera dotazione. La programmazione di cui gli ultimi governi hanno fatto un vanto appare una chimera. L’inefficienza delle procedure di spesa della Pa di fatto vanifica gli obiettivi di politica economica.

Nell’ultimo dossier del Senato sui lavori pubblici, dopo un monitoraggio di Palazzo Chigi sulle strutture dei ministeri, emerge che le stesse «non sembrano disporre delle competenze specialistiche necessarie» per programmazione e pianificazione dei programmi di investimento. Non a torto il Sole 24ore, rilanciando uno studio dei costruttori italiani, ha parlato di «grande malattia» italiana. Aggravata da un codice degli appalti che sembra aver complicato le cose: solo a Roma, ammettono al Comune, «ci vogliono 9 mesi per fare un appalto che riguardi l’asfalto delle strade».
E confermano che non sono pochi i cantieri bloccati, a fronte di finanziamenti pronti da un anno, «perché i dirigenti che dovrebbero far parte delle commissioni di gara non se la sentono, gli arresti passati sono ancora troppo recenti».
In sintesi i governi Renzi e Gentiloni hanno stanziato in tre anni più che nell’ultimo decennio, ma non sono riusciti a rendere più efficace il meccanismo di spesa, oggi perverso in termini di tempi, competenze, blocchi giudiziari. Eppure avevano fatto un mantra della fase di attuazione, del concetto di monitoraggio: al passaggio del Cipe, era la promessa dei sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, sarebbe seguita una fase attuativa più snella.

E’ andata in un altro modo: al posto di sburocratizzare si sono aggiunti adempimenti. C’è il caso clamoroso del megalotto 3 della Statale Jonica 106: in 10 anni il progetto è tornato al Cipe ben 5 volte, e le decisioni del Cipe ci hanno messo 1.115 giorni per essere pubblicate in Gazzetta.
Le 28 opere di depurazione delle acque che riguardano la Sicilia hanno passato il Cipe 2012: oltre 700 milioni di euro, si attende ancora il progetto esecutivo. Gli esempi sono sterminati: la «strada dei due mari», da Grosseto a Fano, è incompiuta da 62 anni, alcuni lotti sono stati appena consegnati, per altri passeranno ancora diversi anni. La gara per la riqualificazione del Mausoleo di Augusto, a Roma, è stata avviata tre anni fa ma non è ancora aggiudicata. Il primo lotto del raccordo autostradale fra l’A4 e la Val di Trompia è ancora bloccato, e c’è voluto un giudice per dare ragione all’impresa che si rifiutava di pagare il costo di 10 anni di inefficenze burocratiche.

A fine marzo si è tenuto l’ultimo Cipe, sono state approvata tre opere Anas per 493 milioni. Peccato per firmare l’ultimo contratto di programma con l’Anas lo Stato abbia impiegato due anni, bloccando per oltre 24 mesi molti investimenti. C’era una volta Matteo Renzi che parlava di Sblocca-Italia. A Palazzo Chigi una segretaria della struttura di missione apposita per l’edilizia scolastica risponde così: «Non sappiamo se sopravviveremo!». Intanto la prima azienda di costruzioni italiana, la Salvini-Impregilo, comunica con orgoglio di fare il 93% del suo fatturato all’estero.
CONFRATELLO DELLA LOGGIA DEL CALAMARO®
Fondatore del CRRZFTz©
Comitato Richiesta Relazioni Zingarate Ferroviarie Tz

Andate in Transalp!

Avatar utente
giannozz
*
*
Messaggi: 537
Iscritto il: gio 21 ago 2008 17:46
Località: Udine

Re: L'italia non sa spendere in infrastrutture

#2 Messaggio da giannozz » mar 24 apr 2018 19:49

"Salini-Impregilo", non "Salvini-Impregilo"!
Paolo

The best lack all conviction, while the worst
Are full of passionate intensity

(The second coming, W. B. Yeats)

Avatar utente
sr
***
***
Messaggi: 12218
Iscritto il: mar 25 mag 2004 14:39
Località: milano (a est del Lambro Meridionale e a ovest della roggia Ticinello)

Re: L'italia non sa spendere in infrastrutture

#3 Messaggio da sr » gio 26 apr 2018 11:09

Sarà stato un lapsus froidiano! :mrgreen:
CONFRATELLO DELLA LOGGIA DEL CALAMARO®
Fondatore del CRRZFTz©
Comitato Richiesta Relazioni Zingarate Ferroviarie Tz

Andate in Transalp!

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Google [Bot], Lirex e 3 ospiti