Brebemi Rivoltana Cassanese

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#241 Messaggio da simplon » mer 28 giu 2017 16:46

E' il project financing alla lombarda: i privati pagano (pardon, il pubblico paga) e i privati offrono un servizio (a sé stessi). Con la benedizione del santo padre Bobo Maroni.

s.
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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#242 Messaggio da simplon » mer 26 lug 2017 8:01

Da L’Espresso

Primo piano/Lombardia canaglia

Voragine Pedemontana

Nel tratto già aperto il traffico è metà del previsto. Mentre i finanziatori privati sono svaniti nel nulla
Chiesto il fallimento per l’autostrada più cara d’Italia. Un capriccio politico costato 5 miliardi ai contribuenti

Le infrastrutture sono un sottogenere della commedia all’italiana. Si ride con l’amaro in bocca da nord a sud. Non si è ancora conclusa la saga ventennale della Salerno-Reggio Calabria che la scena si sposta verso le brume padane con un micidiale trittico di fallimenti: Brebemi, Teem e Pedemontana lombarda, l’autostrada pubblica più cara della storia d’Italia al costo, per ora, di 57,8 milioni di euro al chilometro in un territorio molto urbanizzato ma non particolarmente complesso sotto il profilo ingegneristico.
Per la Pedemontana la parola fallimento va intesa in ogni senso, incluso quello giuridico. La Procura di Milano ha chiesto all’azionista di maggioranza, la Regione, di staccare la spina su un’iniziativa che doveva vedere i privati in prima fila e che è arrivata a un conto da 5 miliardi di euro, tutti a carico del contribuente.
Da lunedì 24 luglio, i pedemontani presenteranno le loro controdeduzioni e, s’intende, respingeranno ogni addebito a differenza del contribuente citato sopra che sarà tosato nel più puro stile Roma ladrona dalle addizionali del governatore leghista Roberto Maroni. Dietro il processo c’è molto di più di una questione contabile.
Da Varese alla bergamasca, da Como alla bassa Brianza, la Pedemontana attraversa il cuore e la pancia della Padania. Il varesino Maroni, avviato verso il referendum sull’autonomia del 22 ottobre, ha detto di volersi ricandidare in febbraio per potere inaugurare il tracciato completo nel 2021. Non è colpa sua se i soldi sono finiti, i finanziatori privati sono svaniti nel nulla e l’autostrada non ha aperto per Expo 2015. Non è colpa sua se la gente preferisce ingorgare le vecchie strade pur di non pagare.
In realtà, anche se le previsioni di traffico fossero state corrette, un investitore privato non si sarebbe mai infilato in un tunnel di costi infiniti. Per la Pedemontana si sono fatte le cose in grande.
Non solo gallerie, ma anche trincee per fare scorrere il traffico al di sotto del livello della campagna in modo ecocompatibile, 22 mila espropri a prezzi di mercato e tante opere compensative a beneficio dei sindaci nei luoghi di interferenza del tracciato con i centri urbani.
Fin qui c’è poco da ridere, si dirà. Giusto. Allora incominciamo con lo spettacolo. La Pedemontana lombarda è la prima autostrada italiana che applica il sistema free-fow. Niente caselli. Basta il telepass, il conto targa o l’app.
Sulle tangenziali di Varese e di Como non si sarebbe dovuto pagare pedaggio. Non è stato possibile mantenere l’impegno se non nell’anno semigiubilare dell’Expo. Con le elezioni in arrivo a febbraio dell’anno prossimo, Maroni si è impegnato a ripristinare i passaggi gratuiti sulle due tangenziali, non si capisce in base a quale piano di sostenibilità finanziaria.
La cosa certa, per il momento, è che chiunque prenda i 30 chilometri della Pedemontana paga la tarifa più alta del territorio nazionale: 21 centesimi di euro al chilometro per le automobili. La costosissima e desertificata Brebemi ne costa 18, la Teem (tangenziale esterna est Milano) ne chiede 19. Sulla Milano-Roma si paga un terzo (7 centesimi al chilometro).
Questo ha comportato un livello di traffico giornaliero pari a metà del previsto (31 mila veicoli invece di 62 mila). Circa il 25 per cento non paga. Le targhe svizzere guidano la lista degli evasori (2 milioni di veicoli complessivi). Ma niente paura. La Pedemontana ha concluso un accordo con il Touring club del Canton Ticino e, a benefcio di chi scansa la dogana di Ponte Chiasso e preferisce il valico di Gaggiolo, ha piazzato una serie di cartelli per suscitare negli elvetici il desiderio di mettersi in regola.
Altrimenti? Altrimenti ci arrabbiamo, avrebbe detto il compianto Bud Spencer. La Pedemontana ha annunciato un’azione di recupero pedaggi con la spedizione di 2 milioni di lettere ai furbetti che hanno tradotto l’espressione free-fow con “scorro gratis”. Un quarto circa delle lettere è stato già inviato. Il che non significa che sia arrivato.
Lo scorso inverno poco dopo le ferie natalizie negli acquitrini intorno ad Albairate e a Rosate, paesi della cintura ovest milanese ancora verdi e ricchi di boschi, sono stati trovati 40 chilogrammi di solleciti che la Pedemontana aveva affidato alla società di spedizioni palermitana Smmart post. A 10 grammi a lettera fanno 4000 buste. La Pedemontana ha immediatamente rescisso il contratto con Smmart post e ha annunciato un’azione di risarcimento.
Resta il fatto che il recupero crediti appare problematico. La concessionaria ha chiuso il 2016 con 24 milioni di incassi dal free-fow contro 16,4 milioni di costi di gestione, metà dei quali vengono dal costo dei 117 dipendenti (5 per chilometro aperto al trafco), più 10 milioni di oneri finanziari dovuti ai prestiti dei soci di minoranza Intesa e Ubi, per un risultato di bilancio negativo per 7,8 milioni (-22,6 milioni nel 2015).
Se Maroni manterrà la promessa di rendere gratuite le due tangenziali di Varese e Como, dove passano 17 mila veicoli al giorno, rimarranno solo i 14 mila dell’A36, che porta da Lomazzo a Cassano Magnago, il paese di Umberto Bossi.
Questi dati sono la pietra tombale per ogni ipotesi di ingresso da parte di quei capitali privati che, nello schema di project fnancing iniziale, dovevano farsi carico dei due terzi dell’opera.
La Caporetto di Beniamino Gavio sulla Brebemi è un dissuasore potente ma va detto che nella Pedemontana non ci ha mai creduto nessun imprenditore, salvo le banche garantite dai 450 milioni di euro di fondo di garanzia regionale. L’aumento di capitale da 267 milioni di euro deciso nel 2013, all’inizio della legislatura di Maroni, è stato sottoscritto soltanto dalla Regione (32 milioni). Per i rimanenti 235 milioni di euro si è passati da una proroga all’altra, per un totale di sei. L’ultimo closing ha come limite il 31 gennaio 2018, a ridosso delle regionali dove Maroni potrebbe affrontare il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.
Al di là degli usi elettorali della nuova autostrada, un tempo concepita proprio per unire l’aeroporto varesotto di Malpensa con quello bergamasco di Orio, la Pedemontana è una coproduzione dell’intero schieramento politico. Fra le poche eccezioni figurano i grillini e Giuliano Pisapia, che, da sindaco di Milano, nel 2014 ebbe il suo momento di rivolta in stile fantozziano («la Pedemontana lombarda è una cagata pazzesca») prima di essere crocifisso in sala mensa dai leghisti, dai formigoniani al crepuscolo e dal segretario regionale democrat, il varesino Alessandro Alferi, che oggi si concede qualche pacata forma di antagonismo («la Pedemontana è il simbolo del fallimento di Maroni»).
Anche Antonio Di Pietro si è lasciato andare a qualche critica. Il fondatore dell’Idv è presente nella sceneggiatura del cinepanettone pedemontano con un doppio ruolo. Venti anni fa era ministro delle Infrastrutture, entusiasta alla presentazione del progetto a fianco del plenipotenziario formigoniano Rafaele Cattaneo. Più di recente è stato presidente di Pedemontana benché per un solo anno, dal 2016 al 2017 dopo l’ex Poste Massimo Sarmi.
Dallo scorso giugno l’ex pm di Mani Pulite ha ceduto il volante definendo l’opera “faraonica” ma ormai inevitabile. Il suo posto è stato preso da un altro presidente che alla Procura di Milano si muove come a casa sua. È Federico Maurizio D’Andrea, ex ufficiale della Guardia di Finanza a fianco di Saverio Borrelli e Gherardo Colombo, riconvertitosi in manager (Telecom, Olivetti, Sogei, organo di vigilanza del Sole 24 ore) e proprietario di una piccola quota nella Banca Galileo, istituto di credito a diffusione locale finanziato da imprenditori mantovani e bergamaschi.
Di Pietro e D’Andrea sono uniti nel contestare la linea dei magistrati Paolo Filippini, Giovanni Polizzi e Roberto Pellicano (da luglio capo a Cremona), gli stessi che hanno in mano l’inchiesta Infront. Secondo il management della Pedemontana, la continuità aziendale della società concessionaria non si è mai interrotta. Bisogna solo trovare i 3 miliardi circa che servono a completare l’opera.
L’eutanasia suggerita dalla Procura sarebbe ad alto rischio. Nelle valutazioni di Di Pietro, uno stop costerebbe 1 miliardo di euro in contenziosi. È un po’ quello che si sente dire periodicamente del ponte sullo Stretto.
Come per il ponte fra Sicilia e continente, anche la catastrofe pedemontana è bipartisan. A destra c’è stato un tempo in cui ci si disputava il merito di avere portato a casa l’opera fra la coppia forzista-ciellina Formigoni-Cattaneo e il binomio leghista formato dall’ex viceministro alle Infrastrutture, il lecchese Roberto Castelli, e dallo stesso Maroni.
Ma hanno tifato per l’infrastruttura Antonio Bargone, sottosegretario dalemiano nel 1999 con Nerio Nesi ministro, il bersaniano Filippo Penati e il suo successore berlusconiano Guido Podestà, quando la Provincia di Milano controllava la società prima di cedere alla Regione la Milano-Serravalle. Né bisogna scordare il ruolo giocato dal ministero delle Infrastrutture con Pietro Lunardi e Altero Matteoli.
Il ministro in carica, Graziano Delrio, all’inizio di luglio ha perso la pazienza. «Lo Stato non può essere un bancomat», ha detto davanti ai sindaci della provincia di Monza e Brianza. «Se l’opera è stata pensata con dimensioni di trafco sbagliate, noi o i cittadini non possiamo metterci i soldi. Ne abbiamo già stanziati tanti: 1,2 miliardi più 800 milioni di defscalizzazione. Cerchiamo di andare avanti con quello che c’è».
«È la Lombardia a essere stanca di fare da bancomat allo Stato» ha replicato l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte, lo stesso che voleva collegare l’aeroporto di Orio al Serio e il centro di Bergamo con una funivia. La verità è che la Pedemontana è una delle puntate dell’epopea del general contractor e riproduce, in piccolo ma non troppo, lo schema dell’alta velocità ferroviaria con un tocco di federalismo lumbard in più.
Per Delrio, nemico dichiarato del sistema del general contractor, è una nemesi gestire un’opera che non condivide nello schema e che ha all’origine il pasticcio chiamato Cal, l’ente concedente formato 50/50 da Anas e dalla Ilspa durante il regno di Antonio Rognoni, arrestato per gli appalti dell’Expo a marzo del 2014 e condannato in primo grado due anni dopo. Nemico di arbitrati e transazioni, Delrio deve accettare che l’impresa appaltatrice del lotto 2, austriaca Strabag, abbia ottenuto una revisione prezzi da 61 milioni di euro grazie a un accordo bonario fra gli avvocati Paolo Clarizia, Luigi Strano e Domenico Aiello, il legale di fiducia di Maroni. Proprio il professionista calabrese è tornato alle cronache per la parcella da 188 mila euro ottenuta nel processo della Regione contro l’ex governatore Formigoni e per la lombosciatalgia che ha causato una serie di rinvii al processo milanese contro Maroni per le nomine negli organismi dell’Expo. Da questo verdetto dipende il futuro politico del governatore. Il futuro della Pedemontana, invece, sembra già segnato. Un’incompiuta in più.
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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#243 Messaggio da PENDOLINO » mer 26 lug 2017 9:32

Commenti (miei) molto schematici.

1) Pedemontana è cara? Sì. Ma l'aspetto commerciale e quello infrastrutturale dovrebbero essere distinti. Sicuramente però e soprattutto per le brevi percorrenze la tariffa esosa è un disincentivo formidabile.
2) Il free-flow è secondo me una componente non secondaria del dissesto economico della società. E almeno in misura marginale può essere un disincentivo all'utilizzo dell'infrastruttura.
3) Pedemontana è inutile? No. Al pari di Brebemi è un'infrastruttura fondamentale, necessaria per realizzare il by-pass della famigerata A4 che è un buco nero della viabilità dell'intero Nord-Italia. Probabilmente e paradossalmente si poteva e si doveva evitare di rifare ex-novo la A4 Milano-Bergamo per realizzarvi la quarta corsia. Che poi Brebemi abbia dei terminali demenziali sia a Milano che a Brescia, è un altro discorso.
4) Pedemontana così come è adesso non serve praticamente a niente. Non raddoppia la A4, non accorcia sensibilmente la tratta Varese-Como; ci hanno guadagnato qualcosa i lecchesi ed i valtellinesi diretti a Malpensa.
5) I costi per la realizzazione sono alti. L'articolo parla di 5 miliardi di €. Ma personalmente ho molto riconsiderato la definizione di "costi alti" da quando ho appreso che per il solo 2017 la legge finanziaria ha stanziato 4,6 miliardi per l'accoglienza dei clandestini.
6) TEEM è inutile? Assolutamente no. Va a raddoppiare un altro buco nero della viabilità, e la mia personale esperienza di pendolare sulla A51 è che il traffico si è sensibilmente ridotto. E comunque quelle poche volte che ho utilizzato TEEM l'ho trovata molto scorrevole ma sicuramente non deserta.

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#244 Messaggio da simplon » mer 26 lug 2017 11:05

Ottimo.
1) Condivisibile
2) Il free-flow è stato dipinto come il sistema del futuro, si è rivelato un boomerang da tutti i punti di vista (chi non ha dimestichezza lo evita, chi è più furbo se ne approfitta)
3-4) Per ragioni sia pratiche, ma soprattutto politiche si è iniziata la costruzione dal primo lotto, quello tutto sommato meno urgente, mentre è nel cuore della Brianza che ci sono le maggiori difficoltà di collegamento e per ora Pedemontana non ha offerto alcuna soluzione
5) I costi sono legati anche a tutte le opere complementari a servizio dei territori (difficile fare diversamente)
6) La tua esperienza personale ha visto giusto e le "pezze giustificative" stanno scritte nel bilancio della società Serravalle, concessionaria tra l'altro delle tre tangenziali milanesi.
Nel bilancio 2015 c'è scritto: "La variazione negativa rilevata sulla Tangenziale Est direzione Venezia (-9,49%) è dovuta all'apertura al traffico, avvenuta il 16 maggio 2015, della nuova Autostrada Tangenziale Est Esterna di Milano, che ha assorbito parte del traffico in uscita alla omonima barriera; inoltre la nuova autostrada ha generato un trasferimento dei flussi di traffico dal casello di Melegnano alla barriera di Milano Sud".
E nel bilancio 2016 c'è scritto: "Il negativo andamento del traffico sulla Tangenziale Est A51, è da riferire al traffico pesante che predilige la percorrenza della A58-Tangenziale Est Esterna, che, negli orari di punta, garantisce migliori tempi di percorrenza, in particolare a inizio giornata".
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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#245 Messaggio da paolo656 » mer 26 lug 2017 11:13

...mi piacerebbe sapere chi ha definito il cosiddetto "free flow" il sistema del futuro...e vorrei anche conoscere le argomentazioni :roll:

A proposito di "sistemi del futuro", magari già lo scrissi ma...da quando in A4 di competenza BS-PD si è passati alle innovative (!!!) casse solo automatiche, ci sono tutte le "sante estati" code di numerosi minuti in uscita ai caselli più trafficati. E i minuti diventano facilmente 25-30 sul Garda. Chi paga questa perdita di tempo, generata da scelte di minori costi da parte del gestore?

La risposta non è "fatti il telepass", perchè capita di restare pure incastrati in coda di quelli che fanno finta non vedere la corsia riservata, per non parlare delle code che iniziano prima. E il turista olandese, che affolla la zona, tanto per citarne uno, certo non può farlo.

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#246 Messaggio da E412 » mer 26 lug 2017 12:57

In realtà potrebbe, ma tanto a Peschiera si pianterebbero tutti poco dopo e la coda arriverebbe comunque in autostrada. D'altra parte già hanno fatto fatica a costruire il raccordo con Cavalcaselle, poverini, così hai la bizzarria di avere una superstrada a due corsie per senso di marcia nel tratto meno trafficato e una a singola carreggiata nel tratto nettamente più trafficato :wall: :wall: :shoot:

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#247 Messaggio da simplon » mer 26 lug 2017 12:58

mi piacerebbe sapere chi ha definito il cosiddetto "free flow" il sistema del futuro
Non pensare che la definizione sia la mia, neh! Battute a parte, in questo momento non riesco a trovare la documentazione di un convegno in cui questo dispositivo è stato presentato come la carta che avrebbe abolito per sempre i caselli...

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#248 Messaggio da simplon » mer 26 lug 2017 13:01

E412 ha scritto:In realtà potrebbe, ma tanto a Peschiera si pianterebbero tutti poco dopo e la coda arriverebbe comunque in autostrada. D'altra parte già hanno fatto fatica a costruire il raccordo con Cavalcaselle....
Ti posso anticipare che è (ri)partita la procedura burocratica per realizzare il nuovo casello di Castelnuovo del Garda. :[-O<:

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#249 Messaggio da paolo656 » mer 26 lug 2017 14:10

So che non è tua definizione! :wink:

Semplicemente mi piacerebbe conoscere le motivazioni addotte da chi le ha fatte verso questa scelta.

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#250 Messaggio da spiff » ven 28 lug 2017 12:57

simplon ha scritto:6) La tua esperienza personale ha visto giusto e le "pezze giustificative" stanno scritte nel bilancio della società Serravalle, concessionaria tra l'altro delle tre tangenziali milanesi.
Nel bilancio 2015 c'è scritto: "La variazione negativa rilevata sulla Tangenziale Est direzione Venezia (-9,49%) è dovuta all'apertura al traffico, avvenuta il 16 maggio 2015, della nuova Autostrada Tangenziale Est Esterna di Milano, che ha assorbito parte del traffico in uscita alla omonima barriera; inoltre la nuova autostrada ha generato un trasferimento dei flussi di traffico dal casello di Melegnano alla barriera di Milano Sud".
E nel bilancio 2016 c'è scritto: "Il negativo andamento del traffico sulla Tangenziale Est A51, è da riferire al traffico pesante che predilige la percorrenza della A58-Tangenziale Est Esterna, che, negli orari di punta, garantisce migliori tempi di percorrenza, in particolare a inizio giornata".
dati interessanti. la mia personale esperienza è che in tangenziale est trovo lo stesso casino di quando la usavo quotidianamente in epoca pre-teem, però appuinto non usandola quotidianamente non sapevo se fosse solo un'impressione o cosa.

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#251 Messaggio da PENDOLINO » ven 28 lug 2017 13:04

Intendiamoci, la tang. Est resta un gran casino.
Però la mia esperienza di pendolare (transito attorno alle 7.45-8) dice che "prima" la coda (=fermi) iniziava già sul tratto terminale della A1 (per intenderci a S.Giuliano), e si cominciava a camminare un po' speditamente dopo Linate.
Ora a S.Giuliano la coda non la trovo praticamente più, e percorrendo il tracciato vecchio di S.Donato riesco ad immettermi con ragionevole agio sulla Est, e con un piccolo stratagemma riesco a guidare senza problemi fino a Lambrate dove esco.

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#252 Messaggio da spiff » ven 28 lug 2017 13:47

io ai tempi andavo a dalmine entrando in tangenziale est allo svincolo della paullese e al mattino a parte rare eccezioni si andava sempre a 70/80 fino al bivio con la nord. insomma traffico intenso ma scorrevole mentre nell'altra carreggiata vedevo molto più traffico soprattutto tra gobba e cologno. al pomeriggio tornando indietro era molto più facile trovare code da cologno a gobba (che poi spesso diventavano un'unica coda fino lungo tutta la tangenziale): insomma un traffico molto più caotico e rallentato rispetto a quello che trovavo al mattino in direzione opposta. al pomeriggio in direzione nord vedevo forti rallentamenti lungo tutta la tangenziale tra gobba (bivio con la nord) fino a oltre paullo. ora la prendo molto più saltuariamente ma il quadro mi sembrava identico: sinceramente mi sarei aspettato molto di più dall'apertura della teem, ma forse non era nemmeno studiata per questo (mentre io credevo che fosse la sua ragion d'essere).

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#253 Messaggio da paolo656 » ven 28 lug 2017 14:04

...piccolo stratagemma... :?: :)

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#254 Messaggio da PENDOLINO » ven 28 lug 2017 14:41

:mrgreen: Lo dico solo in privato e senza lasciare alcuna traccia scritta...
niente di contrario al Codice della Strada comunque" :lol:

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Re: Brebemi Rivoltana Cassanese

#255 Messaggio da paolo656 » ven 28 lug 2017 15:05

Non insisto!!! :mrgreen:

Ti faremo confessare alla prossima tavolata!! :D

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