[ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1096 Messaggio da andreas » gio 28 set 2017 9:30

Ma la relazione di Serfer cos'è? Il Vangelo? Per me vale ne più ne meno di un'altra... Se facessimo fare 10 relazioni da parte di 10 professionisti diversi otterremmo 10 valutazioni diverse sullo stato della linea. Del resto le valutazioni di un professionista che suggerisce di dotare gli attraversamenti a raso privati di segnali luminosi, su una linea tranviaria dove le vetture procedono a 20 km/h (e non sono mai avvenuti incidenti in quel contesto tali da consigliare tali l'uso di tali dispositivi) mi lasciano decisamente perplesso...
Saluti.
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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1097 Messaggio da jethro » gio 28 set 2017 11:04

Epperò, se per te vale né più né meno di un'altra, per l'Ustif vale parecchio, perché, dal verbale, risulta che le tre criticità evidenziate dalla relazione vanno superate prima di poter anche solo pensare di avere il Nulla Osta...

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1098 Messaggio da andreas » gio 28 set 2017 12:29

Bisogna vedere a quali criticità è stata data maggior importanza. Questo sul verbale non c'è scritto. In ogni caso il Comune avrebbe potuto benissimo commissionare una nuova relazione da inviare al l'Ustif. Non mi risulta che Serfer abbia il monopolio nel settore.
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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1099 Messaggio da milopa » gio 28 set 2017 12:34

Se dopo gli interventi del 2014 l'USTIF ha approvato e concesso il via libera all'esercizio significa che quei lavori andavano bene, anche all'USTIF.

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1100 Messaggio da Andmart » gio 28 set 2017 13:58

milopa ha scritto:
gio 28 set 2017 12:34
Se dopo gli interventi del 2014 l'USTIF ha approvato e concesso il via libera all'esercizio significa che quei lavori andavano bene, anche all'USTIF.
La relazione esprime un giudizio sullo stato complessivo dell'intera linea, come da richieste del committente (Comune di TS). La relazione individua tre critictà ostative alla concessione del N.O. che sono riepilogate alla fine, che ho citato nell'altro post e che sono quelle che impediscono all'USTIF da dare il suo assenso. Essenzialmente ci sono 685m di binario vecchio ammalorato da rifare, ci sono dei PL da attrezzare con SOA e ci due PL da rifare con altre caratteristiche dal punto di vista dell'armamento.

Ma la relazione, nel suo lavoro, analizza TUTTA l'infrastruttura, ivi inclusi anche i tratti rinnovati nel 2014. In merito a questi viene fatta la seguente prescizione (pag 14): "Sul nuovo tratto di binario rinnovato in corrispondenza delle curve 24 e 28 aventi rispettivi raggi pari a 41.25m e 45.15m e si dovrà tener conto che le specifiche dei fornitori delle rotaie 60E1 e 50E5 consigliano un impiego delle stesse per curve fino a 50m di raggio al fine di evitare lo snervamento della rotaia stessa. In questo caso, in cui l’impiego è stato previsto in tratti di curva con R<50m, andranno implementati i controlli da parte del personale di linea per verificare l’integrità della struttura delle rotaie ad esclusione dei tratti con binario a raso.".

Anche nelle conclusioni generali ritorna la questione: "Le criticità riscontrate derivano in sostanza dal fatto che, l’utilizzo di materiale prettamente ferroviario in un contesto del genere, implicano una serie di problematiche che incidono in maniera decisa sull’aspetto manutentivo della linea. Volendo riassumere con esempi pratici: Solitamente l’armamento impiegato in linee tranviarie è specifico e realizzato per curve di raggio molto stretto, mentre quello utilizzato lungo la tranvia Trieste – Opicina è tipicamente ferroviario, quindi l’utilizzo di Rotaie tipo 50E5 e 60E1 con curve di raggio inferiore a 50m è del tutto singolare.".

Non è quindi che l'uso del 60 in quelle curve abbia portato dei problemi ostativi alla ripresa del servizio, ma viene indentificato (da SER.FER.) come un elemento di potenziale criticità futura: l'impiego di materiali in situazioni limite rispetto alle loro prestazioni potrebbe indurre il verificarsi più facilmente di problemi di integrità della struttura delle rotaie e pertanto andranno implementati controlli più accurati e puntuali in quei punti (con quindi maggiori oneri manutentivi). Con scelte diverse, più tipiche del contesto tranviario, questa prescrizione si sarebbe potuta evitare.

Questo dice la relazione di SER.FER.

---

USTIF prende semplicemente atto della relazione (non può fare altrimenti, a questo punto!!) e dice questo:

Immagine

---

Se posso esprire un mio parere personale sulla relazione di SER.FER:

-faccio mie le preoccupazioni in merito all'uso del 60UNI su curve così strette ma a differenza di Ser.Fer. che alla fine si "rassegna" e si limita a prescrivere di non andare oltre il 50 per le curve strette nei nuovi rinnovi che saranno da fare, io avrei scelto il RA36. Chiaro è anche che dove è stato messo il 60 ci resta, rassegnandosi a fare visite linee più frequenti in quei tratti.
-trovo anch'io eccessivo prescrivere l'adeguamento con SOA dei PL privati (passi carrai) per i quali penso sia sufficiente la segnalatica orizzontale e verticale e gli specchi (vedi Limbiate). Per quelli che invece insistono sulla viabilità ordinaria, li trovo invece appropriati se i livelli di traffico automobilistico non sono trascurabili e la visibilità è scarsa (in ogni caso restano valide le condizioni di cui alla Circolare del Ministero dei Trasporti, Direzione Centrale V divisione 52 n.4402.DG.95 del 22/05/1995)
-trovo eccesivo prescrivere l'uso di "gomme" ai PL o identificare nella mancanza di controraie fattori di criticità.

Perere di un cretino, sia chiaro... Anzi, di una "persona come me". :roll:

PS: in merito alla disponibilità di rotaie nuove più leggere del 60 nel 2013/4, so dove ve ne erano di disponibili già trafilate e pronte per la messa in opera... Che fosse difficile trovarle concordo...

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1101 Messaggio da E412 » gio 28 set 2017 16:18

Ma le 50 (tra l'altro mi pare che Ferrovienord s ne sia procurate un po' come usato per la Edolo) le producono regolarmente come standard?
Che ogni volta che guardo l'armamento della metro di Brescia a me non sembra un 60. ::-?:

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1102 Messaggio da Andmart » gio 28 set 2017 16:37

Se ci sono grandi ordini ne trafilano di nuove senza problemi, sia di 50 che di 36. Se i quantitativi sono piccoli, allora conviene cercare nei vari grossisti/intermediari/fonderie/ditte per vedere se è rimasto qualcosa dei lotti di trafilatura precedenti. All'anno scorso posso dirti che la ricerca paziente e certosina, benché impegnativa, alla fine ha sempre pagato permettendo di recuperare anche rotaie da 36 nuove.

Poi in questo momento c'è anche una certa disponibilità di 36 e 50 usato ma in ottime condizioni: sono rotaie usate sempre in rettilineo, con un grado d'usura minimale veramente e che sono state tolte d'opera per il passaggio a pesi maggiori volto ad incrementare il peso assiale sulle linee... Alcune di queste sono quelle posate lo scorso anno a San Marino, dalla stessa ditta che ha lavorato a TS, tra l'altro...

E poi c'è la via estera. All'estero pesi ridotti come il 36kg/m sono ancora relativamente diffusi e prodotti. Diversi grossisti hanno barre a magazzino. Tuttavia il profilo del 36 che si trova all'estero non è il classico vignoles italiano: nel 36 europeo infatti il fungo è uguale, mentre la suola (ossia la base di appoggio sulle traverse) è leggermente più larga del nostro (poche decine di mm). Cambiano quindi piastrine ed attacchi alle traverse e ci sono da fare le saldature con quelle italiane. E soprattutto occorre avviare presso l'organo di vigilanza (USTIF) apposito iter autorizzativo per l'impiego, impinato per impianto... Una menata sicuramente, ma secondo me è una scelta vincente rispetto a mettere il 60 ovunque e farlo lavorare in situazioni limite/oltre il limite delle specifiche per le quali ne è previsto l'impiego...

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1103 Messaggio da ESCity81 » gio 28 set 2017 17:34

andreas ha scritto:
gio 28 set 2017 9:02

Beh ascolta, le rotaie sono li da 4 anni e non mi sembra che si siano verificati gli effetti da te descritti, nonostante le temperature estreme a cui la linea è stata sottoposta nelle ultime stagioni estive, segno tangibile che il progetto è stato redatto correttamente lavoro e il lavoro è stato eseguito a regola d'arte. Ho studiato a lungo la materia e ti ricordo la la rotaia da 60 abbinata alle traverse in CAP è la più indicata per contenere gli effetti di spinta dovuti alle dilatazioni, come ha spiegato in azienda a funzionari e operatori del reparto trenovia il professionista che ha progettato il lavoro di rinnovo del 2013 (chissà come mai in ferrovia usano solo quelle, anche per linee secondarie, strano eh, visto che si trovano ancora le rotaie da 36...). ::-?:
Posto che la Opicina e una qualsiasi ferrovia, ancorchè secondaria, non sono confrontabili, va detto che la relazione SerFer, se non mi sono perso qualche passaggio, non impone l'uso di rotaie 36, ma si limita a consigliarne l'uso, evidenziando l'utilizzo delle 60 in un contesto difforme da quanto consigliato dai produttori per quanto riguarda i raggi.

Tutto questo non significa che le 60 non siano adatte, ma semplicemente che a giudizio dello scrivente, non sono le più indicate allo scopo e potrebbero essere fonte di criticità; teniamo anche presente che a) i valori "consigliati" dai produttori sono sicuramente sufficientemente cautelativi, e b) i valori effettivi dei raggi sono piuttosto prossimi ai 50 m consigliati.

Alla luce di ciò, e assodato anche che in termini prestazionali le 60 sono enormemente sovradimensionate, direi che la scelta tra i profili diventa più una questione di costi: in particolare, andrebbe confrontato il possibile maggior costo di fornitura delle 36 con i maggiori costi di manutenzione delle 60 per adeguarsi a quanto consigliato dalla relazione Ser.fer.

Un appunto sulla posa a regola d'arte: in questo contesto significa poco o niente. Un impresa può installare un componente alla perfezione, ma se questo non è adeguato allo scopo (ad esempio, per errate valutazioni del progettista) va in crisi ugualmente. La modalità di posa è solo una delle possibili fonti di rischio, quindi, nel caso specifico, se improvvisamente si rilevasse una deformazione della rotaia, l'accertamento della correttezza dell'installazione potrebbe sollevare l'impresa da responsabilità.
andreas ha scritto:
gio 28 set 2017 9:02
Da ciò che traspare dalle tue valutazioni, si evince che non hai mai lavorato nel settore e non hai idea di cosa significa avere a che fare con i fornitori, soprattutto per piccoli quantitativi di materiale.
Verissimo. Le scelte sono sempre un compromesso tra il minimo necessario (in termini di prestazioni richieste al componente) e tempi e costi di fornitura e posa.

È comunque vero anche che vi sono situazioni particolari che impongono l'impiego di un particolare componente. Tanto per fare un esempio di tutt'altro contesto, di recente ho progettato un sistema anticaduta su una copertura che non era in grado di reggere i paletti da 35 cm di maggiore reperibilità e minore costo, e ho dovuto imporre l'impiego di quelli da 25, sufficienti allo scopo ma più costosi e con tempi di consegna che sono stati biblici.
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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1104 Messaggio da giorgiostagni » gio 28 set 2017 19:57

jethro ha scritto:
gio 28 set 2017 11:04
Epperò, se per te vale né più né meno di un'altra, per l'Ustif vale parecchio, perché, dal verbale, risulta che le tre criticità evidenziate dalla relazione vanno superate prima di poter anche solo pensare di avere il Nulla Osta...
Faccio mia la considerazione di jethro e aggiungo che, alla luce del trafiletto citato "L'arch. Cassin chiede formalmente ai tecnici Ustif...", non posso che dedurre che ci si è infilati in un vicolo cieco. Per caso fortuito? In buona fede? Per dolo o incompetenza di un qualunque tipo? Non lo so e tutto sommato non mi interessa.
Da cittadino e da appassionato di cose ferroviarie, mi interessava che la tranvia riaprisse, e capisco che in questo momento nessuno è in grado di dire se e quando ciò accadrà.
Non c'è da starne allegri, anche qualora i lavori degli anni scorsi fossero stati fatti a meraviglia (cosa su cui peraltro qualche dubbio viene...).

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1105 Messaggio da andreas » ven 29 set 2017 8:17

Andmart ha scritto:
gio 28 set 2017 13:58

Perere di un cretino, sia chiaro... Anzi, di una "persona come me". :roll:
Ci tengo a sottolineare che non era mia intenzione offendere nessuno, "persona come te" non è un'offesa infatti, ma forse manca una parte della frase: intendevo dire "persona incline alle critiche come te", va meglio così?

Quello che proprio non capisco, nei tuoi interventi, è la critica (peraltro priva di fondamento) all'unico lavoro fatto veramente bene su questa linea negli ultimi 115 anni, invece di concentrare le attenzioni su quello che c'è ancora da sistemare. Come detto da qualcuno nei precedenti interventi, il fatto che il produttore sconsiglia l'uso di una determinata rotaia su curve di raggio inferiore a 50 m non significa che l'impiego della stessa sia assolutamente vietato; tra l'altro siamo fuori dai parametri teorici di poco e su un'unica curva. Aveva senso ricorrere a rotaie da 36 su tutta la tratta solo per rispettare i parametri su quella curva? Secondo me assolutamente no, infatti non è stato fatto e i risultati hanno premiato questa scelta. Nel prossimo lotto dei lavori i raggi delle curve oggetto di rinnovo si riducono ulteriormente, e onestamente credo sarà sufficiente adottare le rotaie da 50 kg/m (senza ricorrere, inutilmente, a quelle ormai obsolete da 36).

Torno ad esprime perplessità sulla eccessiva severità della relazione Serfer in alcuni passaggi, dove si tende a confondere una linea tranviaria particolarissima come questa con un ambiente tipicamente ferroviario, nel quale le normative e le modalità di posa dell'armamento sono molto più restrittive. Mai come in questo caso andavano sentite almeno due "campane", e la seconda poteva essere proprio quella del professionista che si è occupato della prima parte del rinnovo, 4 anni fa. Del resto, se un malato è stato curato con successo da un bravo medico, non si capisce il motivo perchè ad un tratto, dovrebbe rivolgersi ad un altro specialista del tutto sconosciuto, che consiglia cure drastiche ed eccessivamente costose, mettendo per giunta in discussione l'operato del suo collega predecessore.
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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1106 Messaggio da Andmart » ven 29 set 2017 8:23

ESCity81 ha scritto:
gio 28 set 2017 17:34
Alla luce di ciò, e assodato anche che in termini prestazionali le 60 sono enormemente sovradimensionate, direi che la scelta tra i profili diventa più una questione di costi: in particolare, andrebbe confrontato il possibile maggior costo di fornitura delle 36 con i maggiori costi di manutenzione delle 60 per adeguarsi a quanto consigliato dalla relazione Ser.fer.
Giusto per curiosità:

Rotaie tipo 60E1 in barre da 18m non forate alle estremità: prezzo unitario 1.049€ (fonte: bando FER 2016)
Rotaie tipo UNI36 in barre da 18m forate alle estremità: prezzo unitario 1.003€ (fonte: bando AMT 2015)

Entrambi i bandi hanno riguardato la fornitura di rotaie nuove, entrambe i bandi sono stati aggiudicati con successo e la fornitura svolta. Il prezzo del 36 quindi è praticamente uguale a quello del 60 (in realtà leggermente minore, ma sono proprio spiccioli...).
A margine faccio notare una cosa "storica": il 36 ormai costa come il 60 ma contiene quasi la metà del ferro di quest'ultimo. Dunque, di per sé, ormai il costo della rotaia è sostanzialmente un costo di produzione piuttosto che un costo della materia prima che c'è dentro. Questa è una situazione completamente capovolta rispetto all'inizio del 1900, quando il prezzo delle rotaie era determinato soprattutto da quanto ferro c'era dentro ed abbondavano così rotaie leggerissime come il 16kg/m, il 21kg/m, il 25kg/m ed il 27kg/m. Gli ultimi tre trovavano ampie applicazioni anche in ferrovia.... Ed in Sardegna di 27 ce n'è ancora tantissimo...

Tornando a noi e riassumendo la questione:

-Economicamente, 36 e 60 sono sostanzialmente equivalenti.
-Tecnicamente, visti i raggi delle curve, il 36 era il più indicato allo scopo (poiché pesi maggiori potrebbero essere più facilmente fonte di criticità).
-Dal punto di vista della facilità di reperimento e delle tempistiche, il 60 è senza alcun dubbio la soluzione più veloce e facile.

Quindi la scelta era tra scegliere materiali di facile ed immediata reperibilità, accettando però il fatto che questi siano possibili fonti di cricità in futuro e dovendo quindi mettere in piedi in modo continuativo nel tempo controlli e visite linee più frequenti laddove sono stati impegnati (nonché la possibilità di dover intervenire prematuramente) oppure scegliere materiali più indicati allo scopo ma di più difficile reperibilità (non lo dico io, cfr relazione Ser.Fer.).

Detto ancora più terra-terra, la scelta vera è tra l'affrontare una rogna subito e star relativamente più tranquilli domani, o star tranquilli subito scegliendo materiali d'uso comune ed affrontare una rogna più continuativa nel tempo domani...
Ultima modifica di Andmart il ven 29 set 2017 8:49, modificato 1 volta in totale.

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1107 Messaggio da Andmart » ven 29 set 2017 8:46

andreas ha scritto:
ven 29 set 2017 8:17
Ci tengo a sottolineare che non era mia intenzione offendere nessuno, "persona come te" non è un'offesa infatti, ma forse manca una parte della frase: intendevo dire "persona incline alle critiche come te", va meglio così?

Cosa ne sai che sono una persona incline alle critiche? Ci conosciamo? Io ho letto solo una relazione che fa lei alcune critiche ed ho visto un verbale che dice che sulla base delle valutazioni ivi contenute, non si apre più.

Con sopresa, la relazione ha evidenziato possibili criticità anche nei lavori fatti di recente, per via dei materiali impiegati. Mi ha sopreso perché da quando sono appassionato di questo genere di cose ho conosciuto diverse persone (dai geometri agli ingegneri) che mi hanno insegnato che usare il 60 su curve strette non è tanto una buona idea. Non potevo non notarlo, visto che poi la questione (su materiali da usare e reperibilità) ritorna anche nel verbale dell'incontro con USTIF. Se però ti leggi il mio primo intervento, quello che ti ha esasperato, noti che la questione del ferro usato nei recenti rinnovi, era abbastanza marginale e facevo il punto su tutto quello che ha provocato il fermo ed anch'io evidenziavo alcuni punti "troppo ferroviari" della relazione di Ser.Fer.

E soprattutto faccio mie le considerazioni di Giorgio Stagni, che mentre noi stiamo a disquisire di pesi di rotaie, il fatto oggettivo è che il tram è in un vicolo cieco incasinato forte.

Facevo anche notare che -comunque- dalle famose tre prescrizioni più urgenti, quelle ostative alla ripresa del servizio citate della perizia, io non riesco a cavare fuori i 7mln ma vedo lavori per importi molto minori. Perché la politica quindi parla di ben 7mln? Da dove arrivano?

Non mancavo poi di evidenziare la presa in giro finale del Comune, che chiede alla sua Azienda di non far girare i tram per non ingenerare aspettativa.

Quello che proprio non capisco, nei tuoi interventi, è la critica (peraltro priva di fondamento) all'unico lavoro fatto veramente bene su questa linea negli ultimi 115 anni, invece di concentrare le attenzioni su quello che c'è ancora da sistemare.
La mia critica è fondata su quello che sta scritto nella perizia di Ser.Fer. Io dico né più né meno le stesse cose. Il fatto che quello sia "'unico lavoro fatto veramente bene su questa linea negli ultimi 115 anni" è invece una roba attualmente priva di fondamento perché non è confermata da nessun riscontro oggettivo di terze parti che lo certifichi addirittura come il miglior lavoro in assoluto mai fatto...
Come detto da qualcuno nei precedenti interventi, il fatto che il produttore sconsiglia l'uso di una determinata rotaia su curve di raggio inferiore a 50 m non significa che l'impiego della stessa sia assolutamente vietato; tra l'altro siamo fuori dai parametri teorici di poco e su un'unica curva.
Mai scritto che sia "assolutamente vietato". Ho scritto che sia possibile fonte di criticità, come scrive anche la relazione e come so anche da quello che è il mio background culturale in materia. Le curve, per ora, sono due. Ma ce ne sono anche diverse altre e nell'ottica di avere "omogeneità di tratta" per evitare passaggi continui a pesi differenti (con anesse saldature) sarebbe meglio usare un materiale adatto sia in rettifilo che in curva (sono una manciata di kilometri in tutto, alla fine...).
Aveva senso ricorrere a rotaie da 36 su tutta la tratta solo per rispettare i parametri su quella curva? Secondo me assolutamente no, infatti non è stato fatto e i risultati hanno premiato questa scelta. Nel prossimo lotto dei lavori i raggi delle curve oggetto di rinnovo si riducono ulteriormente, e onestamente credo sarà sufficiente adottare le rotaie da 50 kg/m (senza ricorrere, inutilmente, a quelle ormai obsolete da 36).
Che il 36 sia "obsoleto" è falso. Non confondiamo il difficile reperimento e l'uso sporadico con l'obsolescenza delle cose. Il 36 sulle ferrovie si usa poco perché spesso i carichi assiali lo rendono indaguato mentre i raggi delle curve sono tipicamente molto ampi da rendere ideale l'uso del 50 e del 60 (anche perché un botto d'impianti simili sono stati chiusi nel frattempo, purtroppo..). Ma se i carichi assiali sono bassi e non sono aumentati e se le curve sono strette, è ancora il materiale di riferimento.
la seconda poteva essere proprio quella del professionista che si è occupato della prima parte del rinnovo, 4 anni fa. Del resto, se un malato è stato curato con successo da un bravo medico, non si capisce il motivo perchè ad un tratto, dovrebbe rivolgersi ad un altro specialista del tutto sconosciuto, che consiglia cure drastiche ed eccessivamente costose, mettendo per giunta in discussione l'operato del suo collega predecessore.
Devi chiederlo ai Committenti perché hanno scelto di affidare la perizia (con gara ad evidenza pubblica) a terzi, richiedendo di periziare tutto, anche quello appena rinnovato. Resta il fatto che ora quella perizia, in mano ad USTIF, blocca tutto.

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1108 Messaggio da andreas » ven 29 set 2017 8:56

Andmart ha scritto:
ven 29 set 2017 8:46

Mai scritto che sia "assolutamente vietato". Ho scritto che sia possibile fonte di criticità, come scrive anche la relazione e come so anche da quello che è il mio backgroup culturale in materia.
Se fosse vera questa affermazione, il progetto non sarebbe mai stato approvato dell'organo di controllo ministeriale e da quello della Regione. I casi allora possono essere due: o sono incompetenti i professionisti della Serfer, oppure gli ingegneri dell'Ustif. Io un'idea me la sono già fatta.
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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1109 Messaggio da E412 » ven 29 set 2017 12:22

Perchè non dovrebbe venir approvato?
Tutto sta nel valutare la criticità, e nel prenderne atto.
Potrebbe essere minore (sarebbe meglio fare a, ma va bene anche b), potrebbe non essere compresa e portare poi ai problemi avuti in M5 a Milano (progetto studiato, approvato e 'sbagliato' che sta costando abbastanza caro), potrebbe essere una via di mezzo, o un qualcosa di intermedio.
Per come ho letto io le relazioni, loro (SerFer) dicono che il 60 potrebbe rognare nel tempo e consigliavano altro. Potrebbe essere un appunto sensato (RFI oggi usa ovunque il 60, ma RFI non ha normalmente curve da 50 metri e parliamo di standardizzazioni su scala gigantesca) come trascurabile.

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Re: [ TRIESTE ] Tramvia di Opicina

#1110 Messaggio da Andmart » ven 29 set 2017 12:46

Giusto. Che poi tutto il discorso si è avvitato sulla questione se il 60 fosse il materiale "optimum" per quei lavori, ma il vero punto che mi premeva evidenziare tirando in ballo quella perizia e quel verbale è un altro (e ben più prioritario a questo punto...).

Delle famose tre prescrizioni più urgenti, quelle ostative alla ripresa del servizio citate della perizia, io non riesco a cavare fuori i 7mln ma vedo lavori per importi molto minori (circa 1mln di euro). Perché la politica quindi parla di ben 7mln? Da dove arrivano? ::-?: ::-?:

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